Dopo mesi di trattative e colloqui, l’accordo di fusione da 14,9 miliardi di dollari tra il produttore di acciaio statunitense US Steel e la rivale giapponese Nippon Steel sembrerebbe aver ottenuto il via libera del presidente Usa, Donald Trump.
I dettagli dell’operazione sono infatti ancora poco chiari e dovranno essere definiti. In un post pubblicato sul suo social media Truth, l’inquilino della Casa Bianca ha parlato infatti di «una partnership pianificata» tra i due colossi industriali «che creerà almeno 70 mila posti di lavoro e aggiungerà 14 miliardi di dollari all’economia statunitense», senza però spiegare esattamente che cosa avrebbe comportato l’operazione.
«Si tratta del più grande investimento nella storia del Commonwealth della Pennsylvania. Le mie politiche tariffarie garantiranno che l’acciaio tornerà ad essere, per sempre, Made in America. Dalla Pennsylvania all’Arkansas, dal Minnesota all’Indiana, il Made in America è tornato», prosegue il post, nel quale Trump sottolinea che «la US Steel rimarrà in America e manterrà la sua sede centrale nella grande città di Pittsburgh». Città in cui il presidente intende recarsi venerdì per «un grande raduno».
Nonostante la mancanza di dettagli, le aziende coinvolte hanno accolto con favore la decisione del presidente, elogiando la «partnership» e la decisione «coraggiosa». «US Steel rimarrà americana e diventeremo più grandi e più forti grazie alla partnership con Nippon Steel, che porterà ingenti investimenti, nuove tecnologie e migliaia di posti di lavoro nei prossimi quattro anni», ha affermato il produttore americano in una nota.
«La partnership tra Nippon Steel e US Steel rappresenta una svolta per US Steel e per tutti i suoi stakeholder, tra cui l’industria siderurgica americana e la più ampia base manifatturiera americana», così invece l’azienda giapponese.
Nonostante l’incertezza su come sarà strutturato l'accordo di fusione o di partnership, il via libera di Trump segna una importante inversione di rotta per un’operazione che aveva incontrato sia l’opposizione del tycoon che dell’ex presidente Joe Biden, che si era mosso per bloccarlo a gennaio, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale. All’epoca, Biden aveva affermato che l’acquisizione avrebbe messo a rischio le catene di approvvigionamento d’acciaio, essenziali per gli Stati Uniti.
Trump, invece, aveva ordinato una nuova revisione della proposta di acquisizione ad aprile, incaricando il Comitato sugli investimenti esteri negli Stati Uniti di determinare «se» potessero essere effettuate «ulteriori azioni appropriate». I titoli delle due società hanno festeggiato in Borsa. US steel ha chiuso la seduta di venerdì con un balzo di oltre il 21%, dopo aver toccato fino al +26%, mentre Nippon Steel guadagna ora oltre il 2,21% a Tokyo. (riproduzione riservata)