Si avvicina la data di pubblicazione dei conti di Unicredit, lunedì 5 febbraio, relativi al quarto trimestre e a tutto il 2023. La banca milanese, guidata dal ceo Andrea Orcel, nel frattempo ha aggiornato le informazioni sul piano di buyback e annunciato il riacquisto di un bond subordinato. Intanto è uscito il consenso degli analisti raccolto dallo stesso gruppo finanziario sui conti in arrivo. Il titolo della banca apre in rialzo dello 0,36% a 26,64 euro per 47,5 miliardi di capitalizzazione.
Unicredit ha annunciato ai mercati martedì di aver acquistato 2,8 milioni di azioni proprie tra il 15 e il 19 gennaio. I titoli sono stati rilevati al prezzo medio di 25,7658 euro per un controvalore complessivo di 73,3 milioni. A seguito dell'annullamento delle azioni proprie avvenuto il 16 gennaio, Unicredit detiene ora 6,8 milioni di azioni proprie pari allo 0,4% del capitale sociale.
Unicredit ha comunicato martedì l’operazione di rimborso anticipato del bond subordinato di tipo Tier 2 a tasso fisso da 1 miliardo di euro con scadenza 20 February 2029 (ISIN XS1953271225). Attualmente il bond scambia a 100,09 e rende il 7,34% lordo.
La banca ha spiegato di aver ricevuto l’autorizzazione della Banca Centrale Europea all’operazione e che eserciterà l’opzione di rimborso integrale dei titoli in via anticipata il 20 febbraio 2024. Il rimborso anticipato avverrà alla pari, insieme agli interessi maturati e non corrisposti.
Il consenso degli analisti raccolto da Unicredit si aspetta che la banca milanese chiuda il 2023 con ricavi per 23,454 miliardi di euro rispetto a 20,343 del 2022, un margine di interesse per 13,868 miliardi (rispetto a 10,692 miliardi di un anno prima, trainato dall’aumento storico dei tassi), commissioni per 7,441 miliardi (erano 6,841 miliardi l’anno precedente).
I costi operativi sono attesi a 9,518 miliardi (da 9,560 miliardi), il margine operativo lordo a 13,936 miliardi (da 10,782 miliardi del 2022), in forte salita l’utile operativo atteso dagli analisti per 13,029 miliardi (erano 10,782 miliardi) con le rettifiche su crediti per 908 milioni rispetto a 1,984 miliardi (oltre il doppio) di dodici mesi prima. E quindi l’utile netto atteso per il 2023 è di 7,906 miliardi da 6,458 miliardi precedenti, un balzo del 22,4% anno su anno.
Per quanto riguarda invece le attese sul quarto trimestre 2023, gli analisti si aspettano ricavi per 5,558 miliardi da 5,719 miliardi del quarto trimestre 2022, interessi netti per 3,473 miliardi (3,426 miliardi un anno prima), commissioni per 1,771 miliardi (da 1,622 miliardi), utili da trading per 290 milioni (da 613 milioni), un utile operativo lordo per 3,054 miliardi (da 3,246 miliardi) e un utile netto da 1,209 miliardi rispetto a 2,464 miliardi del quarto trimestre 2022.
Gli analisti di Kbw hanno ridotti in media i target price dell’1% nel report sulle preview dei conti relativi alle banche italiane e spagnole mantenendo invariate le raccomandazioni. Si aspettano che il quarto trimestre del 2023 sia «un altro trimestre solido per le banche, ma che il principale motore della performance sarà la guidance sul margine di interesse - NII – e sul rendimento del capitale».
I titoli preferiti tra le large cap continuano ad essere BBVA e Unicredit (rating outperform, 37,23 euro) e tra gli altri piacciono anche Bper (outperform, target price 5,27 euro) e Credem (outperform, prezzo obiettivo a 12,8 euro). E, «per i più coraggiosi pensiamo che anche Mps (marketperform, target price 4,06 euro) potrebbe essere interessante».
Conclusione dell’anno solida, scrive Kbw, «ma le guidance per il 2024 saranno fondamentali. Per il quarto trimestre del 2023 ci aspettiamo un NII resiliente, costi e qualità degli asset sotto controllo e potenziali prospettive positive in termini di commissioni». Il capitale dovrebbe chiudere l'anno a livelli «robusti».
L'evoluzione prevista sui beta di deposito (remunerazione ai correntisti) e la «sensibilità aggiornata ai tagli dei tassi sono aree in cui ci si aspetta che il management fornisca ulteriori dettagli». Il mercato rimane «troppo pessimista riguardo alle prospettive di profitto – sottolineano gli analisti di Kbw – … troppo scettico riguardo alla sostenibilità degli utili per le banche sensibili ai tassi (che è il modo in cui viene percepita la maggior parte delle banche spagnole e italiane)».
Saremmo sorpresi, aggiungono gli analisti, «se i team di gestione fossero rimasti inattivi negli ultimi mesi e non avessero cercato modi per mantenere tassi elevati. Di conseguenza, a nostro avviso, i team di gestione che delineano chiaramente le azioni intraprese per ridurre la sensibilità ai tagli dei tassi vedranno maggiore credibilità collegata alle guidance per il 2024».
I target price scendono soprattutto per per Sabadell, Unicredit e Banco Bpm (quest’ultimo ha rating market perform, prezzo obiettivo a 6,87 euro) (rispettivamente del’11%, 10% e 4%, e aumentano per Credem e Mps (rispettivamente del 7% e 4%). Le valutazioni si fondano sugli utili del 2025 attualizzati al 24 dicembre, con un tasso di deposito medio della Bce del 2,5% nel 2025. (riproduzione riservata)