Il golden power è tornato alla ribalta da quando il governo ha imposto una serie di prescrizioni, per tutelare la sicurezza nazionale, all’ops di Unicredit su Banco Bpm. I vincoli hanno reso l’operazione più onerosa per il ceo Andrea Orcel, che ora potrebbe fare un passo indietro.
Gae Aulenti ha preso tempo e avviato un dialogo con il Mef. Nel frattempo anche la Commissione Europea ha instaurato un confronto con l’esecutivo per avere un quadro più chiaro sulla legislazione italiana e verificarne la compatibilità con il diritto dell’Ue.
Ma come funziona il golden power? La procedura è diretta dal Dica, il Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo. L’organo è guidato da Simonetta Saporito, dirigente di lungo corso a Palazzo Chigi.
Il Dica riceve le notifiche dai potenziali compratori, che vengono poi inviate ai ministeri coinvolti nell’acquisizione, anche se solo quello con le competenze più specifiche ha la regia. Nel caso Unicredit-Banco Bpm era tutto in mano al Mef, ma l’ultima parola spettava alla Presidenza del Consiglio.
L’istruttoria dura 45 giorni lavorativi anche se l’esecutivo può sospendere i termini per chiedere chiarimenti su aspetti specifici, integrazioni, documenti e audizioni. Quindi non c’è una scadenza prestabilita.
Alla fine Palazzo Chigi può approvare o vietare l’operazione, oltre a imporre prescrizioni. Nel caso di Unicredit e Banco Bpm, il governo il governo ha preteso da Orcel l’uscita dalla Russia entro nove mesi. Per cinque anni, inoltre, Gae Aulenti dovrà tenere un rapporto stabile tra prestiti e depositi,?non ridurre i finanziamenti nei progetti infrastrutturali?e mantenere inalterati gli investimenti di?Anima?in titoli italiani.
Unicredit ha chiesto chiarimenti su alcune richieste «non chiare» contenute nel provvedimento del governo. Nei prossimi giorni, quindi, Orcel potrebbe incontrare il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ma in caso di mancato rispetto delle prescrizioni la banca rischia sanzioni tra 300 milioni e 20 miliardi.
Anche la Commissione ha chiesto nuove informazioni all’esecutivo all’interno della procedura (Eu Pilot) avviata prima della decisione su Unicredit. Se riscontrerà una violazione del diritto dell’Ue, Bruxelles potrebbe domandare la revoca o la modifica delle prescrizioni. L’avvio di una procedura d’infrazione resta l’ultima ipotesi in caso di mancato allineamento degli Stati membri. (riproduzione riservata)