«Abbiamo dimostrato un’inequivocabile solidarietà a Groenlandia e Danimarca. Siamo rimasti al fianco dei sei Stati membri minacciati dai dazi. Abbiamo interagito attivamente con gli Usa a vari livelli con fermezza, ma senza escalation. Ed eravamo ben preparati con le contromisure se fossero stati applicati i dazi. Il nostro approccio si è rivelato efficace e dovremo mantenerlo anche in futuro».
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, riassume la strategia che ha mantenuto l’Ue compatta davanti alle nuove minacce di Donald Trump. A Davos il presidente americano ha fatto un passo indietro sulle tariffe promesse agli otto Paesi (Regno Unito, i tre Scandinavi, Danimarca, Francia, Germania e Olanda) che avevano inviato un piccolo contingente militare in Groenlandia, risposta simbolica alle pretese statunitensi sull’isola.
«Siamo in una posizione migliore rispetto a 24 ore fa», commenta von der Leyen che d’ora in poi, però, adotterà un diverso atteggiamento con gli Usa. Bruxelles ormai non si fida più di Washington, quindi non cancellerà i contro-dazi ma si limiterà a prolungarne il congelamento. In futuro, inoltre, la Commissione cercherà di essere più compatta e indipendente politicamente, economicamente e militarmente. Temi che saranno affrontati al Consiglio Straordinario del 12 febbraio, dedicato al mercato unico e alla competitività.
Sui dazi Trump ha fatto retromarcia dopo aver annunciato un accordo in sede Nato, i cui contenuti non sono ancora chiari ma che soddisferà tutte le richieste americane sull’Artico, zona considerata centrale per la sicurezza nazionale degli Usa. Anche la Commissione si concentrerà sulla Groenlandia raddoppiando il sostegno finanziario nel prossimo bilancio pluriennale e con un consistente pacchetto di investimenti. L’Ue rafforzerà anche la collaborazione con gli Usa per contrastare le mire di Russia e Cina e si doterà di appositi equipaggiamenti militari per l’Artico.
La reazione a Trump passa anche dalla diversificazione delle rotte commerciali. Lunedì 26 gennaio von der Leyen e il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, saranno in India per stringere i legami in attesa della firma dell’accordo di libero scambio che creerà un mercato da 2 miliardi di persone. Sull’intesa con i Paesi Sud Americani del Mercosur, finita invece in stallo dopo il parere chiesto dal Parlamento Europeo alla Corte di Giustizia, von der Leyen non ha ancora deciso se applicarla in via provvisoria. Costa lo vorrebbe e ha ricordato che il Consiglio ha già autorizzato la Commissione a procedere in questa direzione.
Le tensioni sulla Groenlandia hanno messo in secondo piano la guerra in Ucraina, ma il passo indietro di Trump ha permesso ai leader europei di tornare a concentrarsi anche su Kiev. «Siamo vicini a un accordo con Stati Uniti e Ucraina su un quadro unico per la prosperità», spiega von der Leyen. «Questo documento si basa su cinque pilastri: aumento della produttività, accelerazione dell’integrazione dell’Ucraina nel mercato unico, crescita degli investimenti, maggiore coordinamento dei donatori e riforme fondamentali per rafforzare lo Stato di diritto». (riproduzione riservata)