Via libera della Commissione europea all’accordo commerciale tra Ue e Mercosur (il mercato comune dell’America meridionale che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) e per la modernizzazione dell'accordo con il Messico. Si tratta di «accordi storici che contribuiscono alla strategia dell’Ue volta a diversificare le sue relazioni commerciali, in particolare dopo l’entrata in vigore dei dazi di Trump, ma anche a scegliere partner commerciali affidabili per garantire prevedibilità e stabilità al mondo del business», ha spiegato un alto funzionario Ue.
Entrando nello specifico dei contenuti delle intese e soffermandosi sull’accordo Ue-Mercosur, questo è composto da una parte commerciale e una globale. L'intento della Commissione è attuare la parte commerciale - serve la maggioranza qualificata del Consiglio e il consenso del Parlamento europeo - già entro fine anno. Per la parte globale serve invece la ratifica dei Parlamenti nazionali e richiederà più tempo.
L’accordo prevede, concretamente, di eliminare i dazi dal valore di 5 miliardi annui su oltre il 90% delle merci comunitarie esportate verso i Paesi del Mercosur, che contano 700 milioni di consumatori. Con il progressivo ridursi delle tariffe molto elevate oggi in vigore (fino al 35% per il vino, al 28% per i formaggi e al 35% sulle automobili), la Commissione europea stima che aumenteranno del 39% le esportazioni europee (pari a 50 miliardi di euro), sostenendo oltre 440 mila posti di lavoro in tutta Europa.
L’intesa inoltre renderà più facile per le imprese europee partecipare agli appalti pubblici nei Paesi del Mercosur e prevede l’accesso delle imprese europee alle materie prime necessarie per compiere la transizione green e digitale. Nondimeno porrà fine alla concorrenza sleale dei prodotti del Mercosur, che imitano i prodotti autentici dell'Ue, proteggendo 344 indicazioni geografiche dei Paesi europei.
Per sradicare i timori soprattutto delle filiere agroalimentari dei Paesi europei, la Commissione ha aggiunto nell’accordo con il Mercosur quote massime di importazioni: per esempio gli europei potranno importare massimo 99 mila tonnellate di carne bovina, l’1,5% dei consumi complessivi - meccanismi simili sono previsti per pollame, zucchero e riso - pena dover pagare dazi molto elevati per quanto sarà fuori quota di fatto proibitivi. Si tratta infatti di un incremento dei dazi dal 5,7% all’interno della quota a fino al 40-50% se si sforano le quote.
L'accordo Ue-Mercosur sarà poi accompagnato da un atto giuridico dedicato alle clausole di salvaguardia, per renderle «più trasparenti, rapide e prevedibili» ha spiegato un funzionario europeo, precisando che il meccanismo si baserà su tre pilastri: monitoraggio regolare del mercato sui prodotti sensibili con relazioni semestrali al Consiglio e al Parlamento, la possibilità di «agire molto rapidamente» senza lungaggini procedurali e una soglia-guida per l'apertura delle indagini fissata a «+10% delle importazioni o -10% dei prezzi». Il sistema, ha aggiunto il funzionario, «non richiede denaro, perché è parte dell'accordo». In aggiunta però Bruxelles ha predisposto misure esterne all'accordo: una «rete di protezione» da 6,3 miliardi di euro nell'ambito del nuovo bilancio europeo. Si tratta di una riserva cumulativa a disposizione per affrontare crisi di mercato, distorsioni di concorrenza o emergenze sanitarie. «Non ci aspettiamo di doverlo utilizzare, ma è come un'assicurazione: serve a rassicurare il settore», ha spiegato ancora l’alto funzionario.
L’accordo Ue-Messico potrebbe richiedere un po’ più di tempo, anche «se contiamo comunque di farlo entrare in vigore all’inizio del 2026», precisa la stessa fonte europea.
L’intesa va a modificare quella originaria siglata nel 2000 ed eliminerà i dazi doganali che attualmente arrivano fino al 100% per alcuni prodotti, sulle esportazioni agroalimentari Ue, come formaggio, pollame, carne di maiale, pasta, mele, marmellate, cioccolato e vino.
Per di più, non solo diventerà più rapido ed economico per gli esportatori agroalimentari europei vendere i loro prodotti sul mercato messicano, ma verrà garantito accesso alle industrie strategiche in Ue alle materie prime di cui il Messico è ricco: fluorite (utilizzata in un'ampia varietà di processi chimici, siderurgici e ceramici), bismuto (impiegato per prodotti farmaceutici e cosmetici) e antimonio (usato, per esempio, nei ritardanti di fiamma, nelle batterie al piombo, nel vetro e nella ceramica).
L’Ue non ha condiviso stime dettagliate sugli effetti dell’accordo sugli equilibri economici europei, ma per capirne l’importanza basta lasciar parlare i numeri attuali: l’Ue esporta in Messico ogni anno beni e servizi per un valore di oltre 70 miliardi di euro, sostenendo oltre 630 mila posti di lavoro nell’Unione. (riproduzione riservata)