Nel castello belga di Alden Biesen, a un’ottantina di chilometri di Bruxelles, l’Unione europea prova a rimettere al centro la propria industria. Giovedì 12 febbraio, i Ventisette leader voleranno nella cittadina belga per un ritiro informale sulla competitività convocato dal presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, che per l’occasione ha invitato anche Mario Draghi ed Enrico Letta.
«Dobbiamo fare di più per ridurre efficacemente gli ostacoli nazionali e per rendere il quadro normativo più favorevole agli investimenti, all’innovazione e alla crescita delle imprese», si legge nella lettera d’invito firmata da Antonio Costa e spedita il 2 febbraio scorso. E il tavolo potrebbe tradursi in un’azione più concreta del previsto. Non solo perché Costa ha già avanzato la proposta della «creazione di un nuovo 28º regime che possa aiutare le imprese a espandersi, anche riducendo gli oneri amministrativi».
Ma anche perché, poche ore prima del tavolo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz ospiteranno un pre-summit con alcuni «leader europei affini». Alla riunione è stata invitata anche la Francia, che tuttavia non ha ancora confermato la sua presenza. Parteciperà anche una rappresentanza della Commissione europea, oltre oltre alla presidente Ursula von der Leyen.
Il pre-vertice è finalizzato alla creazione di una «piattaforma per l’industria europea», pensata come leva per rafforzare la trasformazione digitale e il legame tra tecnologie avanzate e applicazioni industriali. Al centro del confronto ci sarà un piano per la sburocratizzazione e per il rafforzamento del mercato unico.
L’iniziativa, però, si inserisce in un contesto di rinnovata collaborazione tra Meloni e Merz culminata, appena tre settimane fa, nel vertice intergovernativo italo-tedesco ospitato a villa Pamphilj. In quell’occasione la premier aveva parlato di un momento storico che «impone all’Ue di scegliere se essere protagonista del proprio destino oppure subirlo». Di fronte a questa sfida comune, Roma e Berlino, pilastri della manifattura continentale, sono oggi «più vicine che mai».
Come scriveva il quotidiano tedesco Handelsblatt, la presidente Meloni «sta diventando un’alleata sempre più importante» per il cancelliere tedesco Friedrich Merz all’interno dell’Unione europea, anche in scia al progressivo irrigidirsi dei rapporti tra Germania e Francia. (riproduzione riservata)