La Commissione Affari Giuridici (Juri) del Parlamento Europeo vota a favore di Ilaria Salis. L’Ungheria aveva chiesto di revocare l’immunità all’eurodeputata italiana di Avs, ma la domanda sarebbe stata respinta (13 a 12) grazie ai voti di due rappresentanti del Partito Popolare Europeo. Manca la certezza perché la decisione è stata presa a scrutinio segreto su richiesta dei socialisti. Il voto della commissione Juri non chiude però la vicenda perché la parola finale spetta all’Europarlamento riunito in plenaria, che si esprimerà a inizio ottobre.
La revoca dell’immunità è stata chiesta dall’Ungheria per processare Salis. L’eurodeputata è accusata del reato di lesioni personali contro alcuni estremisti di destra, fatti avvenuti a Budapest nel 2023. L’attivista di Monza, 41 anni, è stata incarcerata in Ungheria per 15 mesi, per poi essere rilasciata dopo l’elezione al Parlamento Europeo. Ora chiede di essere giudicata dalla giustizia italiana Italia perché, a suo dire, il governo del premier Viktor Orbán la sta perseguitando per il suo anti-fascismo.
«La Commissione Juri ha deciso di difendere la mia immunità e l’indipendenza del Parlamento, e di respingere la richiesta di revoca avanzata dal regime ungherese. È un segnale importante e positivo. Ho piena fiducia che il Parlamento confermerà questa scelta nella plenaria di ottobre, affermando la centralità dello stato di diritto e delle garanzie democratiche», è il commento a caldo di Salis, le cui immagini in manette nei tribunali ungheresi avevano scandalizzato gran parte dell’opinione pubblica italiana.
«Difendere la mia immunità non significa sottrarmi alla giustizia, ma proteggermi dalla persecuzione politica del regime di Orbán. È per questo che la sua tutela è essenziale», aggiunge l’eurodeputata di Avs. «Le autorità italiane restano libere di aprire un procedimento a mio carico, come io stessa auspico e chiedo con forza». Con lei gioisce anche il padre Roberto Salis, che ha portato avanti una battaglia mediatica mentre la figlia era reclusa in Ungheria: «Siamo un pochino più sereni, molto felici, ma il voto ufficiale sarà a ottobre. Per fortuna, finora le indicazioni della Commissione non sono mai state smentite dalla plenaria, quindi speriamo».
Immediate anche le reazioni della politica italiana. «Ilaria Salis è libera: non verrà riportata in carcere in Ungheria, non subirà l’ingiustizia del governo di Orban. Il Parlamento Europeo, difendendo oggi la sua immunità, ha difeso lo Stato di Diritto in Europa, per tutte e tutti i cittadini», commenta l’eurodeputato del Pd, Brando Benifei, uscendo dalla commissione Juri. «Chi sbaglia, non paga», scrive invece su X il leader della Lega, Matteo Salvini, che allega una foto di Salis con la scritta «vergogna, vergogna, vergogna. Poltrona salva, dignità persa».
«La mancata revoca dell’immunità è una pagina triste per il Parlamento Europeo», dichiara infine Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia a Strasburgo, in una nota. «Con questo voto grave si dà il segnale che la violenza politica è legittimata e protetta, tanto che chi ne è accusato debba essere addirittura preservato da un legittimo processo. Pd e M5s si vergognino e il Ppe, che ha purtroppo avuto tra i propri membri i franchi tiratori, rimedi nella votazione in plenaria a ottobre». (riproduzione riservata)