A poche ore dalla scadenza di venerdì 8 agosto, fissata dal presidente statunitense Donald Trump perché la Russia accetti un cessate il fuoco, Vladimir Putin sembra aver accettato di scendere a compromessi.
Russia e Stati Uniti hanno, infatti, raggiunto un accordo per l’incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump che avverrà nei prossimi giorni: «Su suggerimento della parte americana, è stata concordata un’intesa di principio per tenere nei prossimi giorni un incontro bilaterale al massimo livello», hanno fatto sapere dal Cremlino che invece non ha commentato la proposta di un vertice a tre - Donald Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky - avanzata da Steve Witkoff durante l’incontro che l’inviato speciale degli Stati Uniti ha avuto con il presidente russo.
Il leader del Cremlino, del resto, ha più volte detto di non considerare Zelensky un interlocutore legittimo perché l’anno scorso, allo scadere del suo mandato, non ha tenuto elezioni in Ucraina in virtù della legge marziale.
Questa improvvisa accelerazione diplomatica arriva dopo la visita a Mosca dell’inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, che ha incontrato Vladimir Putin mercoledì 6 agosto. Da qui la telefonata del presidente ucraino con Donald Trump in una conversazione che ha coinvolto anche diversi leader europei.
Già ieri, 6 agosto, il presidente americano aveva accennato a un possibile incontro «a breve» con il suo omologo russo, il primo dal suo ritorno alla Casa Bianca a gennaio. Incontro possibile per il tycoon solo a patto che Putin accetti di incontrare anche il leader ucraino Volodymyr Zelensky. A riferirlo sono state fonti anonime della Casa Bianca citate dalla Cnn, secondo cui non è stata comunque ancora fissata alcuna sede per l’incontro tra Trump e Putin e che gli Usa prevedono di imporre lo stesso sanzioni secondarie contro la Russia a partire da domani 8 agosto. In precedenza Putin ha dichiarato, al termine del suo incontro al Cremlino con presidente emiratino Mohammed bin Zayed Al Nahyan, che sia Mosca sia Washington hanno mostrato interesse per un vertice bilaterale.
«C’è stato interesse da entrambe le parti», ha detto Putin ai giornalisti rispondendo a una domanda su chi abbia preso l’iniziativa per l’incontro. Il titolare del Cremlino ha anche affermato di non opporsi a un possibile faccia a faccia con il leader ucraino Volodymyr Zelensky. «In generale non ho nulla in contrario, è possibile», ha detto.
Putin ha inoltre indicato gli Emirati Arabi Uniti come uno dei luoghi più adatti per l’incontro con il presidente statunitense Donald Trump. «Penso che decideremo insieme al presidente degli Emirati Arabi Uniti, ma questo sarebbe uno dei posti più adatti», ha dichiarato.
Altra possibile sede potrebbe essere la Turchia e altri Paesi del Golfo, tenuto conto che Putin è sotto mandato d’arresto internazionale per crimini di guerra commessi in Ucraina e quindi dovrà evitare tutti i Paesi che aderiscono alla Corte penale internazionale dell’Aja.
Che un imminente vertice tra Vladimir Putin e Donald Trump sia una buona notizia soprattutto per la Russia lo dimostra il balzo del 4,5% degli indici della Borsa di Mosca alle parole del consigliere presidenziale russo Jurij Ushakov: «Stiamo ora avviando preparativi concreti insieme ai nostri colleghi americani», ha dichiarato il consigliere Ushakov.
Ushakov non ha specificato la data né il luogo del vertice. Si è limitato a dire che l’orizzonte temporale sarebbe già «la prossima settimana» ma che tali incontri richiedono tempo per essere organizzati e che una sede è stata decisa «in linea di principio», ma verrà annunciata «un po’ più tardi».
Anche il segretario di Stato americano Marco Rubio ha espresso cautela sulle tempistiche osservando, in un’intervista a Fox Business, che c’è «ancora molto lavoro da fare» prima dell’incontro.
I leader di Stati Uniti e Russia non tenevano un vertice da quando Putin e Joe Biden si incontrarono a Ginevra nel giugno 2021. Pochi mesi dopo, nel febbraio 2022, il Cremlino avrebbe lanciato la sua cosiddetta ‘Operazione militare speciale’ contro Kiev e il presidente democratico Biden avrebbe interrotto ogni rapporto con Mosca.
L’ultimo faccia a faccia tra Putin e Trump, invece, risale al 2019 a margine di un vertice del G20 in Giappone.
Intanto il presidente ucraino ha avuto un colloquio telefonico con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. «Ucraina e Germania condividono l'opinione che la guerra debba terminare il prima possibile con una pace dignitosa, e i parametri per porre fine a questa guerra modelleranno il panorama della sicurezza in Europa per i decenni a venire», ha scritto in un post su X. «La guerra è in corso in Europa e l’Ucraina ne è parte integrante: siamo già in trattative per l’adesione all’Ue. Pertanto, l’Europa deve partecipare ai processi pertinenti», ha aggiunto il leader ucraino il cui disegno è chiaro: legare il più possibile le sorti del suo Paese alle conseguenze che riguarderanno il resto dell’Europa.
Stesso schema sull’asse Kiev-Parigi. Il presidente ucraino ha avuto un colloquio telefonico con il presidente francese Emmanuel Macron, con il quale «ha condiviso il punto di vista dell’Ucraina sulla conversazione di ieri con il Presidente Trump e i colleghi europei».
Zelensky ha anche rilanciato la palla nel campo di Mosca. «L’Ucraina non ha paura degli incontri e si aspetta lo stesso approccio coraggioso dalla parte russa», ha affermato.
In questo scenario l’Europa per ora resta alla finestra. Il Vecchio Continente, di cui l’Ucraina è geograficamente parte, vuole e deve avere voce in capitolo per difendere gli interessi di Kiev che, in buona parte, coincidono con quelli degli altri paesi europei. L’obiettivo finale deve essere una pace più stabile e duratura possibile. Difficile, per definizione, che si possa arrivare anche a una pace giusta ma è evidente, agli occhi di Bruxelles, che non potrà essere una pace negoziata solo da Stati Uniti e Russia e sostanzialmente accettata, e subita dall’Ucraina.
«Ho parlato con Volodymyr Zelensky degli sviluppi degli ultimi giorni. Abbiamo discusso dei prossimi passi da compiere per raggiungere un accordo di pace negoziato e dell'adesione futura dell’Ucraina all’Unione europea, nonché della sua ricostruzione. La posizione dell’Europa è chiara. Sosteniamo pienamente l’Ucraina. Continueremo a svolgere un ruolo attivo per garantire una pace giusta e duratura», ha scritto su X la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. (riproduzione riservata)