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Ucraina: l’incontro Trump-Putin si terrà nella base militare ad Anchorage. Zelensky a Berlino per videoconferenza con Trump

di Giusy Iorlano
13 agosto 2025, 11:45 Ultimo aggiornamento: 12:13

Il presidente ucraino ribadisce la propria posizione: «Escludo il nostro ritiro dal Donbass, non ci faremo ingannare dalla Russia» 

A due giorni dal previsto vertice in Alaska tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin, la diplomazia internazionale è in piena attività. La giornata di oggi, 13 agosto, è segnata da una serie di incontri di alto livello tra Washington, Kiev e le principali capitali europee, con l’obiettivo di costruire un fronte unitario in vista del delicato negoziato e per ribadire la loro posizione: il destino dell’Ucraina si decide solo con l’Ucraina.

Kiev e alleati devono lavorare insieme per fare «pressioni» su Mosca, affinché si arrivi a una «pace giusta», senza «inganni da parte della Russia». Lo ripete il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Berlino per partecipare insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz alla videoconferenza con i leader europei e Donald Trump, in vista dell’incontro che il tycoon avrà a Ferragosto con il presidente russo Vladimir Putin. «Gli ultimi giorni hanno visto più di trenta colloqui e consultazioni con i partner. Diverse zone del mondo, diverse prospettive, ma posizioni condivise - scrive Zelensky su X - Questa guerra va fermata. Vanno fatte pressioni sulla Russia in nome di una pace giusta. Dobbiamo sfruttare l’esperienza dell’Ucraina e dei nostri partner per evitare l’inganno da parte della Russia. Al momento non ci sono segnali che i russi si preparino a porre fine alla guerra. Il nostro lavoro coordinato e le azioni congiunte di Ucraina, Usa, Europa e di tutti i Paesi che vogliono la pace possono costringere la Russia alla pace», ribadisce Zelensky, ringraziando «tutti coloro che stanno garantendo aiuto».

La giornata di colloqui a distanza per coordinare la strategia diplomatica

Secondo il governo tedesco, è prevista una videoconferenza con Trump, Zelensky e i capi di governo europei in diversi round. Le discussioni si concentreranno su come rispondere alle rivendicazioni territoriali della Russia e quali richieste di sicurezza potrebbero essere soddisfatte. Prima delle consultazioni con Trump e il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance, riporta Bild, è previsto l’incontro virtuale con gli europei alle 14.

Oltre alla Gran Bretagna, parteciperanno Francia, Italia, Polonia e Finlandia, nonché la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo António Costa, il segretario generale della Nato Mark Rutte e Zelensky. Successivamente, alle 15, Trump e il vicepresidente J.D. Vance si uniranno alla tavola rotonda europea. Questo sarà un tentativo di convincere Trump a una linea comune con gli europei. Dopo mezz'ora, alle 16:30, ci saranno ulteriori consultazioni virtuali tra gli europei senza gli americani per valutare la chiamata con Trump.

Incontro Trump - Putin nella base militare nel nord di Anchorage

Il faccia a faccia tra Donald Trump e Vladimir Putin si terrà nella Joint Base Elmendorf-Richardson, base militare nel nord di Anchorage, la principale città dell'Alaska. Lo scrivono il New York Times e la Cnn, citando fonti della Casa Bianca che spiegano come la scelta della base militare garantirà la sicurezza dell’atteso incontro di Ferragosto tra i due leader, rendendo anche più facile la logistica del viaggio di Trump in giornata nel lontano Stato artico americano. La Cnn comunque sottolinea che la Casa Bianca avrebbe preferito evitare di trasmettere al mondo l’immagine del leader russo e del suo entourage ospitato in un’installazione militare Usa.

Le posizioni sul campo: Zelensky resiste, «escludo il nostro ritiro dal Donbass»

Intanto la Russia prosegue l’avanzata in Ucraina per rafforzarsi in vista del summit con Donald Trump e «prepara una nuova offensiva», altro che pace: il vertice in Alaska di fatto è «una vittoria personale» per Vladimir Putin. Non usa mezzi termini Zelensky in vista del vertice di Ferragosto e non molla di un centimetro ribadendo le sue posizioni: «Escludo qualunque ritiro delle forze ucraine dal Donbass». Il timore è sempre lo stesso: che il presidente Usa e il leader del Cremlino ad Anchorage si accordino su un’intesa che passi sopra la testa di Kiev.

La Casa Bianca non commenta la tesi di Zelensky di una possibile nuova offensiva russa, e si limita a ribadire il «rispetto» e l’«impegno» del presidente per il leader di Kiev e i partner europei. Incontrando i giornalisti alla Casa Bianca, la portavoce Karoline Leavitt ha cercato di smorzare le eccessive aspettative per il summit: per Trump è un «esercizio di ascolto», ha detto, ribadendo che la speranza di Trump è quella in futuro di un vertice trilaterale con Putin e Zelensky. «Il presidente ha sempre detto di volere la pace. Ma questo è un incontro bilaterale con una delle due parti in guerra. E servono tutte e due le parti per un accordo», ha ribadito Leavitt, smarcandosi dalle domande su cosa Trump intendesse per «scambio di territori» in un ipotetico accordo.

Un tema questo sul quale Zelensky tira dritto, escludendo cessioni alla Russia, a dispetto di quanto avrebbe chiesto Putin a Steve Witkoff, l’inviato speciale del presidente americano. Cessioni che, affermano molti analisti, sarebbero controproducenti anche per l’accordo stipulato tra Trump e Kiev sulle terre rare. La regione del Donbass è infatti ricca di minerali essenziali e cederla alla Russia svilirebbe l’accordo annunciato con grande clamore da Trump. Pur mostrando pubblicamente il pugno duro, Zelensky dietro le quinte - secondo alcune indiscrezioni dei media internazionali - sarebbe però pronto a fare alcune concessioni territoriali alla Russia in cambio della pace, a patto che il negoziato includa le garanzie di sicurezza per Kiev evocate nei piani degli alleati europei.

Nei colloqui con i partner del Vecchio Continente il presidente ucraino avrebbe infatti sollecitato a respingere ogni proposta di soluzione che dovesse uscire in sua assenza dal summit a due in Alaska. Allo stesso tempo avrebbe però chiarito di essere ora disposto a firmare un’intesa che lasci il controllo de facto dei territori che Mosca già occupa militarmente sul terreno in toto o in buona parte (la Crimea più le regioni di Lugansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson), a patto che l’intesa sia associata al «piano europeo».

La pressione è alta per Trump, e Putin - secondo gli osservatori - ne è pienamente cosciente. Per questo si troverebbe in una posizione di forza: il leader del Cremlino sa perfettamente che il tycoon vuole un accordo con tutte le sue forze e questo lo rende più vulnerabile. Senza contare che nell’entourage di Trump, ad eccezione del segretario di stato Marco Rubio, nessuno ha mai criticato Putin. Una situazione quindi ben diversa da quella del summit di Helsinki del 2018, quando The Donald era circondato da falchi contro la Russia. «Lo zar atterrerà ad Anchorage - ha detto John Bolton, l’ex consigliere di Trump - determinato a riavvolgere il tempo e far tornare il tycoon a febbraio, ai tempi dello scontro con Zelensky nello Studio Ovale».

Putin cercherà di ‘corteggiare’ Trump con possibili accordi economici, stuzzicando l’uomo d’affari che è nel presidente, e di rilanciare quei rapporti fra i due Paesi che sono bloccati da anni. «L’Ucraina sarà al centro», ha assicurato Leavitt rispondendo a chi le chiedeva se in agenda ci fossero altri temi, quali le relazioni economiche e commerciali.

Al momento i dettagli sul faccia a faccia sono pochi: non si sa, ad esempio, se i due leader saranno lasciati soli in una stanza (fatta eccezione per i traduttori) come accaduto ad Helsinki. Un’ipotesi che preoccupa molti, soprattutto ricordando gli esiti dell’incontro del 2018. Come riporta il quotidiano britannico Financial Times il presidente statunitense incontrerà Putin, senza avere al suo fianco specialisti esperti di Russia e Ucraina, dopo la riduzione del personale e l’estromissione di diplomatici e funzionari di carriera nei settori della politica estera e della sicurezza nazionale. (riproduzione riservata)



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