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Ucraina, il vertice a Washington con i leader Ue. Trump:«La guerra finirà». Zelensky:«Sì a un trilaterale»
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Ucraina, il vertice a Washington con i leader Ue. Trump:«La guerra finirà». Zelensky:«Sì a un trilaterale»

di Valentina Simonella (MF-Newswires), Silvia Valente e Mario Olivari
18 agosto 2025, 09:41 Ultimo aggiornamento: 21:27

Il presidente Usa: «Per quanto riguarda le armi a Kiev, non le stiamo donando, ma stiamo vendendo armi alla Nato. Loro ci pagano», ha spiegato, sottolineando che si tratta di un accordo che ammonta a circa 300-350 miliardi di dollari 

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si sono incontrati oggi nello Studio Ovale per un summit incentrato sulla sicurezza e sul futuro della guerra in Ucraina. Trump, parlando ai giornalisti, ha ribadito la sua visione di una pace duratura, escludendo categoricamente che un cessate il fuoco possa risolvere la crisi. «Non è necessario un cessate il fuoco. La guerra finirà», ha dichiarato con fiducia, aggiungendo che, sebbene non fosse in grado di prevedere quando, è certo che il conflitto giungerà al termine. Il presidente americano ha anche sottolineato che l'Europa rappresenta la «prima linea di difesa» per l'Ucraina, con gli Stati Uniti pronti a supportare i loro alleati, ma ribadendo che la responsabilità della sicurezza europea resta principalmente nelle mani dei Paesi europei.

Zelensky, dal canto suo, ha posto l'accento sul riarmo dell'Ucraina come parte fondamentale delle garanzie di sicurezza. «Ora abbiamo la possibilità di comprare armi dagli Stati Uniti», ha dichiarato il presidente ucraino, spiegando che il riarmo dell'esercito ucraino è un passaggio essenziale per rafforzare la difesa del Paese. «Nessuno in Europa ha così tante difese aeree, ma anche questo fa parte della nostra difesa», ha aggiunto, rimarcando la necessità di continuare a rifornire l'Ucraina di equipaggiamenti militari avanzati.

Un altro tema affrontato da Trump è stato il finanziamento delle armi inviate a Kiev. «Per quanto riguarda le armi a Kiev, non le stiamo donando, ma stiamo vendendo armi alla Nato. Loro ci pagano», ha spiegato, sottolineando che si tratta di un accordo che ammonta a circa 300-350 miliardi di dollari di equipaggiamenti. Il presidente americano ha anche dichiarato che, dopo il vertice con Zelensky, intende chiamare Putin, affermando che il presidente russo «aspetta una mia telefonata», in vista di una possibile evoluzione diplomatica della situazione.

Nel corso del summit, Trump ha espresso la sua speranza di vedere una «pace duratura» in Ucraina, ma ha evitato di rispondere direttamente a domande sulla possibile cessione di territori ucraini alla Russia. «La guerra finirà, non posso dire quando, ma finirà», ha affermato con ottimismo, convinto che la fine del conflitto porterà sollievo a tutto il mondo. La dichiarazione di Trump ha lasciato intendere che il presidente americano stia cercando di facilitare il dialogo tra le parti coinvolte, con l'obiettivo di arrivare a una soluzione che possa garantire stabilità e sicurezza per l'Ucraina e per l'Europa nel suo complesso.

Il vertice ha dunque messo in luce le differenti visioni per il futuro del conflitto, ma anche la volontà di lavorare insieme per un esito pacifico, con gli Stati Uniti pronti a sostenere l'Ucraina e a chiamare alla responsabilità la Russia.

Zelensky e Trump al summit alla Casa Bianca

Zelensky, pubblicando un video del suo incontro con i leader europei, ha sottolineato l'importanza di un'azione congiunta tra Stati Uniti ed Europa per fermare l'aggressione russa, ribadendo il bisogno di una «pace affidabile e duratura» per l'Ucraina e per l'intera Europa. «La pressione deve essere efficace e congiunta», ha affermato il presidente ucraino, facendo eco all'impegno di lavorare con i leader di Finlandia, Regno Unito, Italia, e la Commissione Europea in vista del summit con Trump.

Nel corso del summit, Zelensky ha ribadito che l'Ucraina è pronta a una vera tregua e a stabilire una nuova architettura di sicurezza. «Abbiamo bisogno di pace», ha dichiarato, mentre il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz arrivavano a Washington per partecipare al summit multilaterale. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha subito respinto le prospettive di un coinvolgimento diretto della Nato in Ucraina, definendo inaccettabile qualsiasi dispiegamento di truppe nell'area, avvertendo che ciò potrebbe portare a un'escalation incontrollata.

Durante l'incontro, Trump ha sottolineato il suo affetto per il popolo ucraino, rispondendo con un semplice «Li amo» alla domanda dei giornalisti. Mentre il presidente americano si è detto ottimista sulle possibilità di una fine della guerra, parlando di un possibile trilaterale con il presidente russo Vladimir Putin, ha anche enfatizzato l'importanza di discutere delle garanzie di sicurezza con i partner internazionali. Zelensky ha replicato, dichiarandosi pronto per un trilaterale con Putin: «Dobbiamo mettere fine a questa guerra», ha aggiunto, aprendo a una possibile mediazione internazionale per porre fine al conflitto.

Il presidente Usa Donald Trump Trump: «oggi un grande giorno alla Casa Bianca

«Oggi (18 agosto ndr) è un grande giorno alla Casa Bianca. Non abbiamo mai avuto così tanti leader europei qui contemporaneamente. Un grande onore per l'America!!!» ha scritto il presidente statunitense, Donald Trump, in un post sul social Truth, a poche ore dall'incontro alla Casa Bianca con il presidente ucraino e altri sette leader europei. Sullo stesso social il tycoon ha precisato che l'onere di porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina ricade sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che a suo dire dovrà rinunciare alla Crimea e all'eventualità di un ingresso nella Nato. «Il presidente ucraino Zelensky può porre fine alla guerra con la Russia quasi immediatamente, se lo desidera - ha scritto Trump - oppure può continuare a combattere. Ricordate come è iniziato tutto. Non si può riavere indietro con la Crimea data da Obama e l’Ucraina non può entrare nella Nato».

Dal canto suo il governo ucraino, pur nella speranza che la guerra finisca al più presto, sta preparando una bozza di bilancio che tenga conto della prosecuzione della guerra fino al 2026. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze Serhiy Marchenko, riferisce RBC-Ucraina.

Trump però ha voluto anche ribadire chiaramente: «So esattamente cosa sto facendo e non ho bisogno dei consigli di persone che hanno lavorato su tutti questi conflitti per anni e non sono mai state in grado di fare nulla per fermarli». Una risposta non tanto velata a quanti starebbero trattando ingiustamente i risultati conseguiti dal presidente americano nel vertice di Anchorage con Vladimir Putin. «Sono persone stupide, prive di buon senso, intelligenza o comprensione, e rendono solo più difficile risolvere l'attuale disastro - ha aggiunto - Nonostante tutti i critici inconsistenti e invidiosi, ce la farò, come sempre!!!. Ho risolto 6 guerre in 6 mesi, una delle quali era un possibile disastro nucleare, eppure devo leggere e ascoltare il Wall Street Journal e molti altri che non hanno la minima idea di cosa stia succedendo e mi dicono tutto quello che sto sbagliando sul pasticcio Russia/Ucraina, che è la guerra di Sleepy Joe Biden, non la mia - ha scritto Trump - Sono qui solo per fermarla, non per perseguirla ulteriormente». Prima di ripetere ancora una volta che il conflitto «non sarebbe MAI successo se fossi stato presidente». 

L'incontro alla Casa Bianca e le posizioni degli alleati europei

Gli alleati europei sono a Washington con l'obiettivo di proteggere l'Ucraina dal rischio di dover cedere regioni chiave alla Russia in cambio della pace, dopo che l'incontro in Alaska tra il presidente degli Stati Uniti e l'omologo russo Vladimir Putin, a Ferragosto, non ha portato a un accordo per il cessate il fuoco immediato.

Ad affiancare Zelensky a Washington, infatti, ci saranno il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il primo ministro britannico Keir Starmer, la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente finlandese Alexander Stubb e l'ex primo ministro olandese e attuale segretario generale della Nato Mark Rutte. Prima degli incontri con Trump, è in programma una riunione «preparatoria» con Zelenskyy e gli altri leader europei, dopo che domenica 17 agosto il presidente ucraino ha già incontrato la presidente Von der Leyen a Bruxelles.

Proprio al momento del tavolo multilaterale e seduta alla sinistra del presidente statunitense, la premier Meloni ha voluto sottolineare che – quasi ricalcando le parole di Trump –  «oggi è una giornata importante. Dopo tre anni e mezzo in cui abbiamo avuto la Russia che non dava alcun segnale di dialogo e che pretendeva la capitolazione di Kiev, oggi finalmente si aprono degli spiragli di dialogo». E si sta manifestando questa possibilità perché «c’è una situazione di stallo sul campo, e noi lo dobbiamo ricordare perché è stata costruita chiaramente grazie al coraggio degli ucraini ma anche dal sostengo che l’Occidente unito ha garantito alla nazione aggredita». Un aspetto che va evidenziato perché, ha continuato Meloni, «l’unità dell’Occidente è anche lo strumento che abbiamo per costruire pace e per garantire giustizia».

La leader di FdI ha assicurato: «L’Italia c’è, come c’è sempre stata in questi 3 anni e mezzo a fianco dell’Ucraina e sosteniamo gli sforzi di pace del presidente Trump. Siamo stati chiamati per il nostro contributo di proposte e di diplomazia, e siamo contenti che sulle garanzie di sicurezza si parta da una proposta italiana che è quella di costruire garanzie di sicurezza efficaci, ispirate a quello che è l’articolo 5 della Nato». Su questo punto di svolta bisogna però «costruire, lavorare e penso che il lavoro che faremo oggi sarà, da questo punto di vista, importante. Chiaramente non ci sono soluzioni facili quando si tratta di fermare una guerra, di costruire una pace ma penso che dobbiamo esplorare tutte le soluzioni possibili per garantire pace, giustizia e la sicurezza delle nostre nazioni. L’Italia porta tutto il contributo di idee e di proposte che ha dimostrato di avere a disposizione in questi mesi». 

Le garanzie di sicurezza e le reazioni di Zelensky

Zelensky non sembra aver dubbi sul supporto su cui può contare: in un post su X ha indicato che vi è un consenso unanime tra gli alleati nel «porre fine a questa guerra in modo rapido e affidabile», senza l'imposizione di cessioni territoriali. Il leader ucraino rimarca infatti che «la pace deve essere duratura: non come anni fa, quando l'Ucraina fu costretta a rinunciare alla Crimea e a parte del nostro Oriente - parte del Donbass - e Putin la usò semplicemente come trampolino di lancio per un nuovo attacco. O quando all'Ucraina furono concesse le cosiddette garanzie di sicurezza nel 1994, ma non funzionarono».

L'augurio del leader ucraino è che «la nostra forza congiunta con l'America, con i nostri amici europei, costringerà la Russia a una vera pace». Secondo le dichiarazioni rilasciate dall'inviato speciale Usa Steve Witkoff, durante il vertice in Alaska Mosca ha accettato garanzie di sicurezza sul modello dell'articolo 5 della Nato a favore dell'Ucraina. «Siamo riusciti a ottenere la seguente concessione: che gli Stati Uniti potessero offrire una protezione simile a quella dell'articolo 5, che è uno dei veri motivi per cui l'Ucraina vuole far parte della Nato», ha affermato il funzionario Usa.

Garanzie che, però, «devono essere davvero molto pratiche, garantire protezione sulla terraferma, nell'aria e in mare e devono essere sviluppate con la partecipazione dell'Europa», ha risposto Zelensky su X, che a margine del summit in Alaska tra Trump e Putin aveva rimarcato l'importanza che tutte le questioni riguardanti l'Ucraina fossero «discusse con la partecipazione dell'Ucraina e nessuna questione, in particolare quelle territoriali, può essere decisa senza l'Ucraina». (riproduzione riservata)



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