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Vladimir Putin e Donald Trump
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Ucraina: Usa e Russia lavorano a un piano per «congelamento» della guerra. Dove e quando si farà il vertice Trump-Putin? È giallo

di Giusy Iorlano
08 agosto 2025, 14:19 Ultimo aggiornamento: 19:45

Ancora non si hanno notizie sulla data e il luogo del vertice bilaterale: per Fox News l’11 agosto a Roma, ma l’agenzia russa Tass smentisce e rilancia: sarà il prossimo fine settimana. Trump sonda con la premier Meloni anche l’ipotesi Vaticano. No di Mosca: Italia troppo schierata con Kiev

Stati Uniti e Russia stanno lavorando ad un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina che prevede il congelamento delle conquiste russe dei territori conquistati dopo l'invasione militare del febbraio del 2022. Lo riferisce l’agenzia d'informazione statunitense Bloomberg, che cita fonti a conoscenza del dossier, secondo cui Washington starebbe lavorando per ottenere l’adesione di Kiev e dei suoi alleati europei all’accordo, un fatto che è tutt’altro che certo. Il presidente russo Vladimir Putin chiede all’Ucraina di cedere l’intera area orientale del Donbass alla Russia, così come la Crimea, che le sue Forze armate hanno annesso nel 2014. Ciò richiederebbe al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di ordinare il ritiro delle truppe da alcune delle regioni di Luhansk e Donetsk ancora parzialmente sotto il controllo di Kiev, garantendo alla Russia una vittoria che il suo esercito non è riuscito a ottenere militarmente dall’inizio dell’invasione su vasta scala nel febbraio del 2022. La Russia, in cambio, interromperebbe la sua offensiva nelle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhia come parte dell’accordo, hanno affermato le fonti.

Tale risultato, afferma Bloomberg, rappresenterebbe una vittoria importante per Putin, che da tempo cerca negoziati diretti con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra da lui stesso iniziata, emarginando l’Ucraina e i suoi alleati europei. Zelensky, da parte sua, rischierebbe di trovarsi di fronte a un accordo «prendere o lasciare» per accettare la perdita del territorio ucraino. Le fonti affermano che i termini e i piani dell’accordo sono ancora in fase di elaborazione e potrebbero ancora cambiare. Non è chiaro se Mosca sia disposta a rinunciare a qualsiasi territorio attualmente occupato, tra cui la centrale nucleare di Zaporizhia, la più grande d'Europa. L’accordo mirerebbe essenzialmente a congelare la guerra e ad aprire la strada a un cessate il fuoco e a colloqui tecnici su un accordo di pace definitivo, hanno affermato le fonti. In precedenza, gli Stati Uniti avevano fatto pressioni affinchè la Russia accettasse per prima un cessate il fuoco incondizionato per creare spazio per i negoziati sulla fine della guerra, giunta ormai al suo quarto anno.

Incontro Trump-Putin la prossima settimana

L’incontro tra i presidenti russo e americano, Vladimir Putin e Donald Trump, potrebbe tenersi a Roma già lunedì 11 agosto. Lo riporta Fox News citando la capitale italiana come una delle possibili sedi di un vertice bilaterale per tentare di porre fine alla guerra in Ucraina.

Proprio ieri, 7 agosto, il presidente del consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto conversazioni telefoniche con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, e con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, S.A. Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan. Al centro delle tre telefonate, appunto, la guerra in Ucraina spiegava in una nota di palazzo Chigi: «Meloni si è in particolare confrontata con gli interlocutori sugli sforzi in corso per il raggiungimento di un cessate il fuoco e per un percorso negoziale che possa garantire una pace giusta e duratura in Ucraina, anche alla luce delle più recenti iniziative diplomatiche promosse dagli Stati Uniti».

Sarebbe stato proprio il tycoon, nel corso della telefonata, a sondare la premier Giorgia Meloni per chiederle la disponibilità italiana di ospitare a Roma, magari in Vaticano, il vertice sulla guerra in Ucraina. Una richiesta, secondo quanto si apprende, che ha ricevuto risposta positiva tanto da farla formalizzare dal segretario di Stato americano, Marco Rubio a Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Ucraina e Finlandia. Lo stesso Zelensky si è detto molto favorevole, ma il vertice non si farà a Roma per la contrarietà di Mosca che considera l’Italia troppo schierata con l’Ucraina.

«Roma non sarà la sede dell’incontro tra Putin e Trump», scrive anche l’agenzia russa Tass, smentendo a stretto giro l’ipotesi diffusa da Fox News. Il vertice «non sarà in un Paese europeo», ha affermato la fonte dell’agenzia. Sempre la stessa agenzia annuncia che l’incontro potrebbe tenersi alla fine della prossima settimana. Lo ha dichiarato una fonte alla Tass. «Un incontro è possibile alla fine della prossima settimana», ha affermato la fonte.

Gli spostamenti del presidente russo

Da tenere conto che gli spostamenti del presidente russo sono condizionati dal mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale nel 2023. Per arrivare a Roma, o in altri Paesi europei, Putin dovrebbe attraversare in volo il territorio di diversi Stati dove è sottoposto a sanzioni dal febbraio del 2022. Le restrizioni imposte dall’Unione Europea riguardano anche il sorvolo nello spazio aereo europeo che non può essere attraversato da aerei privati e di compagnie russe.  

Resta dunque il giallo. Da capire quando e dove si terrà l’incontro tra Trump e Putin, che molti analisti hanno già definito storico. Incontro che dovrebbe comunque essere in un Paese che sia giudicato affidabile e neutro da entrambe le parti. In pole position c’è, dunque, l’Arabia Saudita, che vanta ottimi rapporti sia con Mosca che con Washington. Segue a ruota la Turchia e come terza possibilità: gli Emirati Arabi Uniti. Ma sono cirolate ipotesi anche su Ungheria e Svizzera.

Se il ‘dove’ è, dunque, ancora tutto da vedere, lo è anche ‘il quando’.

Ma le parti sono decise a parlarsi di persona, forse già la settimana prossima. Che questo porti alla fine del conflitto in Ucraina non è certo. Si tratterà comunque del primo faccia a faccia tra i presidenti americano e russo dal 2021, quando l’ex numero uno di Washington, Joe Biden, incontrò lo zar a Ginevra. L’annuncio è arrivato, inoltre, alla vigilia della scadenza dell’ultimatum americano, quando il tycoon avrebbe dovuto rendere note le sue decisioni riguardo a nuovi dazi contro Mosca.

Tusk, invasione russa potrebbe essere presto congelata

Lo stesso premier polacco Donald Tusk, dopo il colloquio telefonico con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha detto ai giornalisti di ritenere che l’invasione russa dell’Ucraina potrebbe presto essere «congelata».

«Ci sono alcuni segnali, ho anche un’intuizione: forse un congelamento del conflitto, non voglio dire la fine della guerra, ma un congelamento del conflitto si, potrebbe avvenire più prima che poi», ha detto il leader polacco secondo quanto riporta il Guardian. «C’è speranza. Oggi è la scadenza per l’ultimatum» Usa, «il presidente Zelensky è molto cauto, ma comunque ottimista», ha aggiunto.

Intanto, viene meno una condizione che sembrava imprescindibile: Putin non dovrà incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky prima di vedere Trump. Lo ha detto lo stesso capo della Casa Bianca. Putin e Zelensky «vogliono incontrarsi con me. Farò quello che posso per fermare le uccisioni», ha sottolineato. «Non mi piacciono le lunghe attese», ha ribadito Trump.

Telefonata Xi-Putin: «Alto livello di fiducia reciproca»

lntanto il presidente cinese Xi Jinping ha avuto venerdì 8 agosto un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin. Ne ha dato notizia China Central Television. Il media cinese ha riferito che Putin, durante il colloquio, ha esposto l’opinione della Russia sull’attuale situazione in Ucraina e sui recenti contatti tra Russia e Stati Uniti, e ha affermato che Mosca «apprezza molto il ruolo costruttivo della Cina nella risoluzione politica della crisi». Putin ha poi affermato che «il partenariato strategico globale di coordinamento Russia-Cina non cambierà in nessuna circostanza» e che «la Russia è disposta a continuare a mantenere una stretta comunicazione con la Cina».

I due capi di Stato, riferisce il media cinese, «hanno valutato positivamente l’alto livello di fiducia politica reciproca e di cooperazione strategica tra Cina e Russia e hanno concordato di promuovere congiuntamente un maggiore sviluppo delle relazioni bilaterali».

Posizioni tra Russia e Ucraina ancora agli antipodi

Tra Russia e Ucraina, però, le posizioni sono ancora agli antipodi. L’ultimo ciclo di negoziati diretti a Istanbul a luglio si è concluso solo con un nuovo scambio di prigionieri e salme di soldati. Nel frattempo, la Russia continua i suoi attacchi aerei sull’Ucraina, dove ogni giorno guadagna terreno sul fronte. Mosca chiede che Kiev le ceda quattro regioni parzialmente occupate (Donetsk, Lugansk, Zaporizhia e Kherson), oltre alla Crimea annessa nel 2014, e che rinunci alle forniture di armi occidentali e a qualsiasi adesione alla Nato. Richieste inaccettabili per l’Ucraina, che vuole il ritiro delle truppe russe e garanzie di sicurezza occidentali, tra cui la prosecuzione delle forniture di armi e il dispiegamento di un contingente europeo, a cui si oppone la Russia. L’Ucraina chiede inoltre, di concerto con i suoi alleati europei, un cessate il fuoco di 30 giorni, che i russi rifiutano. (riproduzione riservata)



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