Inferno di missili sull’Ucraina con un attacco su larga scala sulla capitale Kiev. La Russia ha lanciato circa 630 tra droni e missili contro obiettivi in tutto il paese, colpendo in modo massiccio soprattutto Kiev, dove sono rimaste uccise almeno 18 persone, tra cui quattro bambini.
Gli ultimi bombardamenti massicci su Kiev erano avvenuti a luglio. I raid russi sulla capitale ucraina hanno danneggiato anche la sede della missione diplomatica Ue, non lontana dall’ambasciata italiana, e gli uffici del British Council, facendo scattare un coro di condanne internazionali contro il Cremlino.
«La Russia sceglie la balistica invece del tavolo dei negoziati», ha denunciato sui social media il presidente ucraino Volodymr Zelensky. Nell’attacco aereo su Kiev, partito alle 3 del mattino del 28 agosto, le autorità hanno segnalato impatti in più di 20 località; un edificio di cinque piani nella zona orientale della città è stato completamente distrutto. Mosca sostiene di aver preso di mira «con successo» solo «obiettivi militari». Tra le vittime risultano invece anche quattro minori. I feriti sono almeno 45, mentre tre persone sono state estratte vive dalle macerie. Il sindaco Vitali Klitschko ha dichiarato per domani una giornata di lutto cittadino.
La condanna dall'Europa è stata immediata: al premier britannico Keir Starmer, che ha parlato di «attacco insensato», ha fatto eco il presidente francese Emmanuel Macron, che ha definito le azioni di Mosca «terrore e barbarie».
Il Regno Unito, inoltre, ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore russo a Londra in seguito al massiccio attacco. «Gli attacchi di Putin di ieri sera hanno ucciso civili, distrutto case e danneggiato edifici, tra cui il British Council e la sede della delegazione dell’Ue a Kiev. Abbiamo convocato l’ambasciatore russo. Le uccisioni e le distruzioni devono cessare», ha scritto su X il ministro degli Esteri britannico David Lammy.
La decisione segue quella dell’Unione europea, che ha convocato l’inviato russo a Bruxelles. «Ho appena parlato con i miei colleghi della delegazione Ue a Kiev, il cui edificio è stato danneggiato da un attacco russo. La vostra determinazione a sostenere l'Ucraina ci da’ forza. Nessuna missione diplomatica dovrebbe mai essere un bersaglio. In risposta convocheremo l’inviato russo a Bruxelles», ha scritto su X l’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Kaja Kallas.
«Ho appena parlato con il presidente Volodymyr Zelensky, poi con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in seguito al massiccio attacco su Kiev che ha colpito anche i nostri uffici dell'Ue. Putin deve sedersi al tavolo delle trattative», ha scritto su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. «Dobbiamo garantire una pace giusta e duratura per l’Ucraina con garanzie di sicurezza solide e credibili che trasformeranno il paese in un porcospino d’acciaio. L'Europa farà pienamente la sua parte. Il nostro strumento di difesa Safe, ad esempio, sarà importante per rafforzare le coraggiose forze armate ucraine» ha aggiunto. «L’attacco che ha colpito nelle immediate vicinanze della rappresentanza della nostra Unione», ha dichiarato Ursula von der Leyen, «è un altro triste promemoria della posta in gioco»; la presidente della Commissione europea ha poi assicurato la «massima pressione sulla Russia» ribadendo che «presto» verrà presentato il 19esimo pacchetto di sanzioni.
«Ennesimo attacco russo nella notte sull’Ucraina con droni e missili che hanno provocato morti innocenti e danneggiato alcuni edifici, tra cui quello della delegazione Ue. Esprimo il mio cordoglio a tutto il popolo ucraino e la mia vicinanza alle Istituzioni dell’Unione Europea per questo grave atto di violenza. Il Governo italiano è in prima linea per raggiungere una pace giusta e duratura, per garantire la sicurezza dell’Ucraina e di tutti i cittadini europei», ha scritto su X il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani che nella mattinata ha partecipato ad un vertice a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni, il vice Matteo Salvini e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Sul tavolo un aggiornamento della situazione in Ucraina e il ruolo dell’Italia nel caso dell’eventuale avvio di un percorso di pace.
I bombardamenti aerei su Kiev erano stati relativamente moderati nel corso di questo mese, quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accelerato gli sforzi diplomatici - per ora vani - di porre fine alla guerra incontrando prima il suo omologo russo, Vladimir Putin, in Alaska e poi a Washington lo stesso Zelensky con i leader europei e della Nato. Trump ha spinto per un vertice bilaterale tra i leader russo e ucraino. Zelensky ha appoggiato l’iniziativa, ma ha chiesto garanzie di sicurezza agli alleati occidentali per prevenire qualsiasi futuro attacco russo in caso di accordo di pace.
Domani, 29 agosto, proprio su questo tema, è previsto a New York un incontro tra alti funzionari ucraini e statunitensi. Il leader di Kiev è tornato a chiedere un aumento delle pressioni su Mosca anche da parte di alleati come Cina e Ungheria, a parole favorevoli a una soluzione diplomatica della crisi. Pechino ha invitato le parti in conflitto a «creare le condizioni per una soluzione politica» poco dopo aver annunciato che Putin, insieme al dittatore nordcoreano Kim Jong-un, saranno al fianco del presidente cinese Xi Jinping nella parata militare del 3 settembre nella capitale cinese per gli 80 anni della fine della Seconda Guerra Mondiale. (riproduzione riservata)