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Sergio Ermotti, ceo di Ubs
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Ubs supera le attese e annuncia buyback da 3 miliardi di dollari, ma il mercato resta cauto

04 febbraio 2026, 10:20 Ultimo aggiornamento: 17:45

Utile netto di 1,2 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2025 (+56%), oltre le attese degli analisti come i ricavi a 12,15 miliardi. Il ceo Ermotti: «grandi progressi, ma incertezza normativa in Svizzera». Citi conferma neutral sull’azione

Ubs supera le attese e annuncia un nuovo buyback, ma continuerà a licenziare. Il colosso bancario svizzero ha registrato un utile netto di 1,2 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2025, in aumento del 56% su base annua e oltre le stime del consenso a 919 milioni di dollari. Il dividendo per azione è pari a 1,10 dollari, poco sopra le previsioni di 1 dollaro.

Utile e ricavi trimestrali oltre le attese

I ricavi totali hanno raggiunto quota 12,15 miliardi (+4,4%), oltre la stima di 11,75 miliardi con un margine netto da interessi a 2,17 miliardi (+18%; stima a 2,16 miliardi) e commissioni per 7,22 miliardi (+9,5%; stima a 6,77 miliardi).

Non è tutto oro quello che luccica

Tuttavia, il trimestre ha anche visto alcuni trend negativi. Gli afflussi netti nella divisione di wealth management si sono attestati solo a 8,5 miliardi, ben al di sotto delle attese di 27,4 miliardi. I flussi in Asia, Europa e Medio Oriente sono stati forti, ma l'attività negli Stati Uniti ha continuato a essere in ritardo a causa della perdita di alcuni consulenti che hanno portato a deflussi.

Inoltre, l’istituto di credito ha registrato una perdita di 29 milioni nella divisione asset management legata alla vendita dell'unità O' Connor a Cantor Fitzgerald, oltre a 457 milioni di costi aggiuntivi per l'integrazione di Credit Suisse, dopo il riacquisto di 8,5 miliardi di debito emesso dall’ex rivale, acquisito nel 2023 (l’85% degli 1,1 milioni di clienti registrati in Svizzera è migrata a Ubs). Comunque, le spese operative sono scese dello 0,7% a 10,29 miliardi.

Confermati i target al 2028

Confermati gli obiettivi finanziari già indicati per il 2028, tra cui un ritorno sul capitale Cet1 del 18% (nel quarto trimestre del 2025 è sceso di 40 punti base trimestre su trimestre al 14,4%, in linea con il consenso) e un rapporto costi/ricavi al 67%, un obiettivo più ambizioso rispetto all'attuale target inferiore al 70%. 

Nuovo buyback da 3 miliardi di dollari

Il più grande gestore patrimoniale al mondo conta di aumentare il dividendo nel 2026 e ha anche annunciato un nuovo programma di buyback per 3 miliardi di dollari, lo stesso importo riacquistato l'anno scorso. Ma punta a «fare di più»: l’ammontare di eventuali riacquisti aggiuntivi di azioni proprie dipenderà da una maggior chiarezza sul futuro regime normativo per il settore bancario in Svizzera.

Il ceo Ermotti: «grandi progressi, ma incertezza normativa in Svizzera»
 

Le autorità svizzere hanno proposto regole sul capitale più severe, ma Reuters ha riferito di preparativi del governo per ammorbidire alcune delle norme. Un tema su cui si è soffermato lo stesso ceo, Sergio Ermotti: «abbiamo compiuto grandi progressi in una delle integrazioni più complesse nella storia bancaria, affrontando al contempo la continua incertezza normativa in Svizzera», ha detto, commentando i risultati.

Nel corso del 2025 Ubs ha continuato a sostenere l'economia svizzera, investendo ulteriormente in talenti. Ciò include l'intelligenza artificiale, dove ha progetti di trasformazione per «rafforzare la nostra resilienza operativa, migliorare l'esperienza dei clienti e sbloccare livelli più elevati di efficienza ed efficacia in tutta l'organizzazione».

Riguardo all'integrazione di Credit Suisse, che è giunta «all'ultimo chilometro», il banchiere si è detto «fiducioso nella capacità di cogliere le sinergie residue entro la fine dell'anno, che abbiamo aumentato di 0,5 miliardi di dollari a 13,5 miliardi di dollari». Mentre il grosso dei licenziamenti (3000) in Svizzera legati all'integrazione di Credit Suisse avverrà nel secondo semestre e all'inizio del 2027.

Con un patrimonio investito dal gruppo che ha superato per la prima volta i 7.000 miliardi di dollari e un forte slancio commerciale, «siamo pronti a raggiungere i nostri obiettivi per il 2026 e le nostre ambizioni a medio termine», ha concluso Ermotti.

Gli analisti

Per Citi nel complesso si tratta di un «buon set di risultati, tuttavia le prospettive indicano un calo a singola cifra nel primo trimestre del 2026 del margine netto da interessi del Global Wealth Management dopo la crescita nel terzo e quarto trimestre del 2025, mentre quello del Personal & Corporate Banking dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile e gli obiettivi finanziari 2026/2028 rimangono invariati, il che potrebbe limitare eventuali reazioni positive del titolo. Inoltre, al momento non ci sono aggiornamenti sui piani futuri per affrontare le proposte delle autorità svizzere sul capitale. Il nostro rating resta neutral con un target price a 37,70 franchi svizzeri».

Il titolo in borsa

A Zurigo il titolo Ubs è caduto in chiusura il 4 febbraio del 6,36% a 34,74 franchi svizzeri. Negli ultimi tre mesi ha, comunque, messo a segno un +21,4%. Attualmente il consenso Bloomberg vede 14 rating buy, 4 hold e 7 sell con un target price medio a 37,78 franchi svizzeri (+4,9% rispetto alla quotazione attuale). (riproduzione riservata)



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