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Sergio Ermotti
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Ubs in rosso per 785 milioni di dollari, ma il titolo corre a Zurigo. Ecco perché

07 novembre 2023, 10:02 Ultimo aggiornamento: 11:02

Il maggior gruppo svizzero ha pubblicato la prima trimestrale in perdita negli ultimi sei anni dopo aver salvato Credit Suisse. Il tema dei tagli e del Wealth Management. L’integrazione passa anche per l’Italia

Ubs balza del 3,7% a Zurigo per 22,7 euro ad azione dopo aver registrato il primo bilancio trimestrale in rosso degli ultimi sei anni. Effetto, come si può immaginare, del salvataggio di Credit Suisse.

Il maggior gruppo bancario svizzero ha infatti dichiarato una perdita netta di 785 milioni di dollari nel terzo trimestre 2023 dopo aver calcolato 2 miliardi di dollari di spese legate all’integrazione. L’amministratore delegato di Ubs, Sergio Ermotti, sta cercando di tracciare un percorso attraverso la più grande fusione finanziaria degli ultimi decenni, tagliando per oltre 10 miliardi di dollari i costi e preparando il gruppo nato dalla fusione dei due istituti a un rinnovamento strategico che sarà annunciato a febbraio.

Afflussi sotto le stime, ma frenano gli esodi

Il titolo Ubs ha guadagnato circa il 30% quest’anno grazie al sostegno degli investitori nel sostenere il piano di Ermotti di integrare in maniera profittevole Credit Suisse, liquidando gli asset non in utile. «Siamo ottimisti riguardo al futuro mentre costruiamo una versione ancora più forte di Ubs», ha spiegato martedì Ermotti in una nota.

Il settore del Wealth Management, centrale per la banca svizzera, ha registrato un utile ante imposte di 1,01 miliardi di dollari, inferiore alle stime. La divisione ha registrato afflussi netti dai clienti per 22 miliardi di dollari, mentre l’attività di gestione patrimoniale di Credit Suisse ha registrato flussi positivi per la prima volta dopo un anno e mezzo, mettendo fine all’esodo patrimoniale dei ricchi clienti che aveva spaventato i mercati.

Ubs ha spiegato che la continua incertezza sulle prospettive economiche,  compresi gli aumenti dei tassi della banca centrale e le tensioni geopolitiche, possono influenzare le decisioni dei clienti e quindi i dati attesi sulle gestioni patrimoniali relative al quarto trimestre.

La banca svizzera ha poi aggiunto di aver accelerato la liquidazione degli asset ereditati da Credit Suisse che non vuole continuare a detenere, per ridurre le attività ponderate per il rischio di 6,4 miliardi di dollari nel trimestre. La banca svizzera ha poi specificato che aggiornerà il piano strategico triennale e il programma di buyback a febbraio 2024, contemporaneamente ai conti del 2023.

L’integrazione in Italia

Nel processo di fusione tra Ubs e Credit Suisse, l’attenzione del management va anche al fronte italiano dove entrambi gli istituti hanno una presenza storica. Martedì 7 a Milano si aprirà la prima vertenza italiana relativa al salvataggio con la presentazione del progetto di fusione di Credit Suisse Servizi Fiduciari in Ubs Fiduciaria. Un incontro introduttivo è avvenuto lo scorso 26 ottobre, ma solo adesso le discussioni dovrebbero entrare nel vivo.

Per il gruppo di Zurigo la fusione sarà uno dei passaggi della razionalizzazione sul mercato italiano dove l’obiettivo è rafforzare il posizionamento sul mercato pur razionalizzando le strutture. Oggi complessivamente Ubs ha nel paese circa 750 dipendenti nelle varie divisioni del gruppo, di cui un terzo riconducibile alla ex Credit Suisse. Importanti interventi sono già avvenuti in diverse aree. A settembre per esempio Giovanni Ronca (manager ex Unicredit e Tim) è stato chiamato a dirigere il wealth management italiano.

Le altre aree del nuovo gruppo

Sotto la lente del gruppo ci sono anche le attività nell’investment banking in cui Credit Suisse ha storicamente giocato un ruolo di primo piano nel mercato tricolore. All’inizio dell’anno diversi banker di razza avevano lasciato l’istituto sull’orlo del baratro tra cui Andrea Donzelli, Paolo Celesia e Andrea Bracchi che sono andati a rafforzare il desk dell’americana Jefferies. Si vedrà se anche quest’area nei prossimi mesi sarà interessata da riorganizzazioni nell’ambito dell’integrazione.  (riproduzione riservata)



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