Uber technologies diventa sempre più tech. Il gigante del ridesharing offre ad alcuni conducenti statunitensi la possibilità di guadagnare svolgendo compiti legati al nascente business del data labeling (l’etichettatura dei dati), un settore in cui il Uber vede opportunità di crescita nell’era dell’intelligenza artificiale. L’annuncio arriva in occasione di un evento annuale dedicato ai conducenti a Washington.
Una nuova categoria di lavoro, denominata «digital tasks», comparirà nell’app Uber per alcuni autisti a partire dall’autunno, offrendo loro la possibilità di guadagnare qualche extra completando attività semplici e veloci, secondo quanto dichiarato dall’azienda. Al momento, questi compiti includono, ad esempio, caricare documenti come menù di ristoranti o registrare campioni audio narrando scenari in diverse lingue, ha spiegato Sachin Kansal, Chief Product Officer della società. Nel tempo verranno aggiunti nuovi incarichi e la remunerazione varierà in base al tempo richiesto per ciascuno.
Le digital tasks disponibili nell’app sono progettate per essere semplici da completare su smartphone, anche lontano dall’auto, mentre sulla piattaforma web gli incarichi sono più complessi, includendo annotazione, traduzione e editing di contenuti multilingue e multimodali.
Tra le altre novità dell’app, Uber sta estendendo una funzione che consente alle autiste di selezionare preferenze per passeggeri donne, già attiva in città come Baltimore, Minneapolis, Philadelphia, Seattle, Washington e Portland. Inoltre, sarà introdotta a livello nazionale una funzione che permette ai conducenti di impostare una valutazione minima richiesta per i passeggeri.
Il data labeling è il processo di etichettatura dei dati per addestrare l’AI. Consiste nel classificare immagini, suoni o testi, ad esempio indicando oggetti in foto, trascrivendo audio o registrando voci. Questi dati etichettati permettono ai modelli di comprendere e interpretare il mondo reale.
Uber punta a cavalcare la crescente domanda di dataset personalizzati e servizi di labeling che richiedono supervisione umana per addestrare modelli di intelligenza artificiale. Scale AI, che offre servizi simili, ha ricevuto oltre 14 miliardi di dollari di investimenti da Meta Platforms Inc. e ha una valutazione superiore a 29 miliardi di dollari.
Il business dei servizi dati di Uber, Uber AI Solutions, ha esteso la propria offerta anche ad altre aziende, invitandole a esternalizzare alcune fasi dello sviluppo di intelligenza artificiale a contractor indipendenti. Alla fine dello scorso anno, la società ha lanciato una piattaforma web per reclutare talenti in oltre 20 Paesi per nuovi tipi di incarichi, come coding e traduzione.
Secondo il ceo Sachin Kansal, stando a quanto riporta Bloomberg, le nuove digital tasks non sono pensate per sostituire i conducenti con veicoli autonomi, ma per offrire nuove opportunità di guadagno ai driver. «È curioso che questo sia stato l’anno del lancio di numerose partnership con Av, ma nella realtà abbiamo centinaia di veicoli autonomi e circa 8,5-9 milioni di conducenti. Siamo ancora a uno stadio molto iniziale», ha spiegato.
I test delle nuove attività sono stati condotti in India prima del lancio negli Stati Uniti. Uber valuterà in futuro se aprire questi incarichi anche a chi non è conducente, ma l’attuale priorità resta aumentare i guadagni di driver e corrieri già presenti sulla piattaforma.(riproduzione riservata)