La Casa Bianca ha annunciato l’introduzione di un ulteriore dazio del 25% sull’India, portando al 50% il totale delle tariffe imposte contro uno dei principali partner commerciali degli Stati Uniti.
«Ritengo che il governo indiano stia attualmente importando direttamente o indirettamente petrolio dalla Federazione Russa», ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump in un ordine esecutivo.
«Di conseguenza, e in conformità con la legge applicabile, i prodotti indiani importati nel territorio doganale degli Stati Uniti saranno soggetti a un’aliquota addizionale del 25%», si legge nel documento.
La scorsa settimana Trump aveva annunciato che l’India sarebbe stata colpita da una tariffa del 25%, oltre a una “penale” per l’acquisto di attrezzature militari ed energia dalla Russia. All’epoca non era chiaro in cosa consistesse tale penalità.
Martedì 6 agosto, però, Trump ha affermato che avrebbe aumentato le tariffe sull’India «in modo molto significativo entro le prossime 24 ore, perché stanno comprando petrolio russo e alimentando la macchina da guerra».
«E se intendono continuare così, allora io non sarò affatto contento», ha dichiarato durante il programma Squawk Box della Cnbc.
L’aumento dei dazi statunitensi sull’India al 50% ha implicazioni significative per Apple, soprattutto considerando il ruolo crescente dell’India nella sua catena di produzione globale. L’azienda di Cupertino, infatti, ha spostato una parte consistente della produzione di iPhone e componenti in India per diversificare rispetto alla Cina e aggirare i dazi imposti su Pechino.
Se ora gli Stati Uniti impongono un dazio del 50% sui prodotti importati dall’India, Apple rischia di pagare molto di più per portare quei prodotti negli Usa, erodendo i margini di profitto. Il prezzo da pagare, tra le altre cose, non è solo economico finanziario. È anche geopolitico. L’escalation tariffaria legata al petrolio russo crea un clima di instabilità politica tra Usa e India, due Paesi che Apple vorrebbe tenere entrambi come partner: l’uno per il mercato (Usa), l’altro per la produzione (India). Questo obbliga Apple a rivalutare i rischi geopolitici nelle proprie strategie industriali.
A proposito di pressioni, il Wall Street Journal riporta che Apple annuncerà un impegno da 100 miliardi di dollari per la produzione negli Stati Uniti durante un incontro alla Casa Bianca mercoledì, secondo quanto riferito da un funzionario dell’amministrazione, segnando l’ultima mossa del colosso di Cupertino per conquistare il favore del presidente Trump.
Le azioni Apple, di tutta risposta, salgono del 4,5% alle 16:50 ora italiana . Kevin Hassett, direttore del Consiglio Economico Nazionale, ha dichiarato a Fox Business che Apple potrebbe annunciare a breve un investimento negli Stati Uniti.
A febbraio, Apple aveva già annunciato un piano da oltre 500 miliardi di dollari in quattro anni per produrre server e componenti chiave sul suolo americano. L’annuncio di mercoledì 6 agosto porterà la cifra complessiva a 600 miliardi, parte di una corsa agli investimenti da parte dei big tech nella speranza di ottenere condizioni più favorevoli su dazi e politiche di esportazione.
«L’annuncio di oggi con Apple è un’ulteriore vittoria per la nostra industria manifatturiera», ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Taylor Rogers. Tuttavia, i critici sostengono che annunci eclatanti come quello di Apple spesso riformulano piani già esistenti o non si concretizzano pienamente.