Il Regno Unito incassa il più grande pacchetto di investimenti esteri mai firmato durante una visita di Stato. L’arrivo di Donald Trump a Londra ha fatto da cornice all’annuncio di 150 miliardi di sterline di impegni da parte di multinazionali americane, guidati dal colosso Blackstone con un piano da 100 miliardi in dieci anni. Un segnale di fiducia per Downing Street e per il premier Keir Starmer, che ha definito l’accordo «una prova della forza economica della Gran Bretagna e un segnale che il Paese è aperto e pronto a guidare».
Gli accordi, che spaziano dall’energia pulita alla difesa, dalla manifattura avanzata alle scienze della vita, porteranno 7.600 nuovi posti di lavoro distribuiti in tutto il Paese: 1.000 a Belfast e altri 6.000 da Glasgow a Warrington, nelle Midlands e nel Nord-Est. Il governo parla di «opportunità concrete» per i lavoratori, con nuove carriere in biotech, intelligenza artificiale e settori strategici della transizione energetica.
Blackstone è il volto più visibile di questo maxi-pacchetto: dopo i 10 miliardi già annunciati per i data center britannici, il fondo americano ha confermato un piano da 100 miliardi di sterline in dieci anni. Prologis, leader globale nella logistica e negli spazi industriali, investirà 3,9 miliardi, con focus sul Cambridge Biomedical Campus e sull’ampliamento del Daventry International Rail Freight Terminal, cuore del trasporto merci ferroviario.
Palantir, società di software legata anche al comparto difesa, ha messo sul tavolo fino a 1,5 miliardi per rafforzare il Regno Unito come hub dell’innovazione militare, con la creazione di 350 posti di lavoro. Amentum, multinazionale americana della difesa, investirà 150 milioni, ampliando la forza lavoro britannica di oltre il 50% con 3.000 nuovi impieghi tra Scozia, Midlands e Nord-Est.
Boeing, invece, avvierà a Birmingham la conversione di due velivoli 737 per l’US Air Force: sarà la prima volta in oltre cinquant’anni che aerei Usaf vengono costruiti nel Regno Unito, con 150 nuovi posti altamente qualificati. Tra i player minori, Stax destinerà 37 milioni per tecnologie a riduzione delle emissioni nei porti, mentre diversi fondi americani hanno allocato risorse consistenti per ricerca e startup britanniche nei settori biotech, AI e manifattura avanzata.
Secondo il governo britannico, si tratta del più grande pacchetto di investimenti mai associato a una visita di Stato, superando i precedenti record stabiliti con la Cina nel 2015 e con la Corea del Sud nel 2023. «È un enorme voto di fiducia nella nostra economia», ha commentato il Segretario al Commercio Peter Kyle, «e la conferma che il nostro Plan for Growth sta producendo risultati». Il quadro è completato dal Tech Prosperity Deal, che sarà firmato domani 19 settembre, e da un nuovo accordo bilaterale per accelerare la costruzione di centrali nucleari in entrambi i Paesi.
Ma la visita di Trump ha avuto una dimensione reciproca. Anche le aziende britanniche hanno annunciato impegni consistenti sul mercato americano. Gsk investirà quasi 22 miliardi di sterline (30 miliardi di dollari) in cinque anni tra ricerca, nuove strutture e intelligenza artificiale. Bp ha promesso invece oltre 3,6 miliardi l’anno negli Stati Uniti per i prossimi cinque anni, a sostegno di 30 mila posti di lavoro.
Sul fronte tecnologico, Sage investirà 1,6 miliardi in tre anni, mentre OakNorth ha stanziato 5 miliardi di dollari per sostenere imprese e occupazione negli Stati Uniti. Rothesay, il principale assicuratore pensionistico britannico, ha già messo a bilancio 10 miliardi di dollari oltre Atlantico, tra finanza pubblica, immobiliare e infrastrutture. Revolut, infine, investirà 500 milioni di dollari per accelerare la propria espansione negli Usa e puntare a diventare una vera banca per i consumatori americani. (riproduzione riservata)