Morgan Stanley e Bank of America tengono il passo delle altre grandi banche americane e fanno partire la stagione delle trimestrali con il piede giusto. Nel quarto trimestre anche gli ultimi due colossi di Wall Street hanno battuto le attese, ma in borsa BofA non è riuscita a emulare le rivali e dopo i conti ha iniziato a scambiare sotto la parità.
Le azioni Morgan Stanley invece sono partite al rialzo (+3% a due ore dalla chiusura), merito di un utile netto più che raddoppiato a 3,71 miliardi di dollari e di un fatturato di 16,22 miliardi (+26%).
Tutte le principali aree della banca guidata dal ceo Ted Pick hanno chiuso il quarto trimestre in crescita. Le commissioni incassate dall’investment banking sono aumentate a 1,64 miliardi (+25%), cifra solo in linea con il consenso ma quanto basta per restare ancorati a rivali come Goldman Sachs e Jp Morgan.
L’occasione per stupire arriverà nei prossimi trimestri. «I valori nelle pipeline m&a sono i più alti degli ultimi sette anni», spiega il ceo Pick. «È un dato davvero incoraggiante».
Il clima di fiducia che si è respirato sui mercati nell’ultimo trimestre del 2024 è una diretta conseguenza della rielezione di Donald Trump. La vittoria del leader dei Repubblicani ha messo le ali alle borse Usa e ha permesso alla divisione trading di Morgan Stanley di brillare più delle altre. Sia nel campo del reddito fisso, dove i ricavi sono saliti a 1,93 miliardi (+35%), circa 250 milioni più delle attese. Sia nell’azionario, dove il fatturato è balzato addirittura a 3,3 miliardi (+51%), quasi 650 milioni più delle previsioni.
Anche BofA ne ha beneficiato, ma l’effetto-Trump non è bastato per battere le attese nel trading. Il gigante di Charlotte (Carolina del Nord) è arrivato comunque a un fatturato di 25,5 miliardi, il terzo più alto tra le banche mondiali. Così l’utile è più che raddoppiato a 6,67 miliardi grazie al contributo dell’investment banking (+44%) e soprattutto alla spinta del margine d’interesse.
I 14,5 miliardi (+3%) raggiunti nel quarto trimestre non solo hanno battuto le attese di circa 170 milioni, ma hanno permesso a Bofa di tornare a crescere dopo una serie di cali che durava dal settembre 2023. Il merito è di due fattori: prestiti in crescita per la tonicità dell’economia Usa e Fed in frenata per paura che i dazi di Trump risveglino l’inflazione.
Negli Stati Uniti potrebbe accadere qualcosa fino a pochi mesi fa inimmaginabile: il margine d’interesse potrebbe aumentare anche nel 2025. Bofa ne è convinta e si aspetta che il suo salga a 14,5-14,6 miliardi nel primo trimestre, più di quanto atteso. Ciò vuol dire però che la banca potrebbe restare in balìa delle decisioni della Fed e così il titolo ha ripiegato a Wall Street. (riproduzione riservata)