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Jerome Powell, Fed
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Tre motivi per cui i mercati ignorano Fed, petrolio, inflazione e scommettono su un taglio dei tassi già a marzo. Gli effetti

12 gennaio 2024, 09:53 Ultimo aggiornamento: 11:27

Nonostante l’ultimo dato sull’inflazione Usa in rialzo oltre le attese, i mercati scommettono sempre più che la Fed inizi a tagliare i tassi già a marzo e per sei volte nel 2024. Ignorando in questo modo anche il petrolio in ebollizione con il conflitto in Medio Oriente. Intanto gli investitori italiani vanno short su Citi, BofA e JP Morgan. Le banche Usa iniziano a pubblicare le trimestrali venerdì | Piazza Affari, le 10 azioni best picks di Equita per il 2024. Chi entra e chi esce dal portafoglio | Vi basta il 10%? Ecco 50 azioni e obbligazioni che rendono più del Btp – LE TABELLE | Piazza Affari, nuovi massimi nel 2024? 70 titoli a confronto, quale mettere nel tuo portafoglio

Poche ore dopo il dato di dicembre sull’inflazione Usa al rialzo, Wall Street ha recuperato le perdite e chiuso in parità. E oggi, venerdì 12 gennaio, il Ftse Mib sale dell’1% a 30.550 punti con lo spread a 160. Come mai i mercati stanno reggendo bene la notizia del rialzo dei prezzi, che rischia di mettere un freno al percorso della Fed prima e probabilmente della Bce poi di tagliare i tassi? Anche perchè nelle scorse ore gli Usa e il Regno Unito hanno bombardato lo Yemen in risposta ai ribelli Houthi, protetti dall’Iran, che hanno bloccato le merci in transito dall’Asia verso l’Europa lungo il Mar Rosso. E infatti il petrolio Wti americano sale venerdì del 2,65% a quasi 74 dollari il barile. 

Il tasso di inflazione principale negli Stati Uniti è aumentato più del previsto al 3,4% a dicembre rispetto alle previsioni del 3,2% e il dato core è sceso leggermente al 3,9%, sotto le attese.

Tre ragioni per cui i mercati ignorano la Fed 

Tre paiono essere le ragioni per cui i mercati stanno contenendo le notizie negative. La prima è legata al fatto che l'inflazione Usa «sembra essere guidata dai prezzi dei servizi, il che potrebbe costringere i mercati a tornare indietro rispetto al taglio dei tassi – spiega Gabriel Debach, market analyst di eToro  – Nel complesso, difficile sostenere che il rapporto di ieri sull'inflazione modifichi la tendenza più ampia alla disinflazione. L'economia è ancora sotto pressione e molti indicatori di prezzo sono in forte calo rispetto all'anno precedente. La tendenza si sta muovendo nella giusta direzione e ci sono molte ragioni per essere ottimisti su un atterraggio morbido» dell’economia. 

A questo si aggiunga (seconda ragione) che i trader di futures sui fondi federali (Fed Funds) vedono una maggiore probabilità di sei o sette tagli dei tassi nel 2024, nonostante il dato (Ipc) di dicembre sia risultato più alto delle attese.  «Una delle reazioni più interessanti al rapporto Ipc di giovedì di dicembre si è verificata nel trading dei futures sui fondi federali – spiega Marketwatch (gruppo Wsj)  –Nella tarda mattinata di giovedì a New York, i trader di futures sui Fed Funds stavano aumentando le loro aspettative per il primo taglio dei tassi della Fed a marzo e per ben sei o sette riduzioni di un quarto di punto entro dicembre».

Secondo il CME FedWatch Tool, ora i mercati vedono una probabilità del 67,1% di un taglio di un quarto di punto a marzo, rispetto al 64,7% di un giorno prima. Stanno inoltre prevedendo una probabilità del 62,1% di almeno sei tagli dei tassi della Fed, il che porterebbe il tasso dei fondi federali al 3,75%-4% o addirittura a un livello inferiore entro la fine dell'anno, da un livello attuale del 5,25%-5,5%. Questa probabilità è leggermente aumentata rispetto al 57,1% di mercoledì.

Debach sottolinea che «le aspettative degli investitori sull'inflazione sono significativamente più basse, il che dovrebbe dare alla Fed più spazio per procedere con i tagli dei tassi. Il quando e il quanto sono ancora oggetto di dibattito, anche se direi che in qualche misura sono già iniziati». L'inflazione resta comunque il rischio principale nella mente degli investitori, avverte l’analista. Infatti il 29% del segmento statunitense di investitori che hanno partecipato al nostro sondaggio Retail Investor Beat di dicembre ha dichiarato che l'inflazione rappresenta il principale rischio esterno per i propri investimenti.

Nonostante le dichiarazioni dei membri della Federal Reserve che indicano la cautela riguardo ai tagli dei tassi di interesse, i mercati, ammette Debach, sembrano «aver ignorato tali commenti e continuano a scommettere su un possibile taglio già a partire da marzo. Loretta Mester, presidente della Fed di Cleveland, ha dichiarato che gli ultimi dati sull'Ipc suggeriscono che potrebbe essere troppo presto per considerare tagli ai tassi. Analogamente, Thomas Barkin, presidente della Fed di Richmond, ha affermato che i dati recenti non forniscono una chiara direzione riguardo al percorso dell'inflazione».

La terza ragione arriva dai dati macro in arrivo dalla Cina venerdì 12 gennaio. Infatti i prezzi al consumo sono scesi dello 0,3% su base annua a dicembre 2023, segnando il terzo mese consecutivo di calo e la serie di flessioni più lunga da ottobre 2009.  La Cina, seconda economia al mondo, continua a esportare deflazione controbilanciando i movimenti al rialzo provocati dalla guerra in Israele.

Partono le trimestrali Usa: Citi, BofA, First Republic, JPMorgan Top Fallers20 Italia di eToro

Il settore finanziario è al centro dell'attenzione del mercato nelle prossime due settimane, dal momento che oltre il 70% delle società dell'S&P 500 che hanno in programma di comunicare gli utili per il quarto trimestre in questo periodo fanno parte di questo settore. Venerdì pubblicano i dati JPMorgan Chase,  Bank of America, Wells Fargo, BlackRock, Citigroup e Bank of New York Mellon. Secondo le previsioni FactSet, il settore finanziario registrerà il quarto più alto calo degli utili (su base annua) di tutti gli 11 settori per il quarto trimestre, con un -3,1%.

Proprio durante le trimestrali del terzo trimestre 2024, il settore finanziario ha riportato una «crescita degli utili per azione del 21,5% anno su anno (rispetto ad un 13,9% dell’S&P 500), posizionandosi in quarta posizione tra i settori con la maggiore crescita dopo Communication Services, Information Technology e Consumer Discretionary», ricora Debach. Il settore ha anche superato le aspettative degli analisti dell’80% dei componenti. Da un punto di vista di ricavi, il settore finanziario ha registrato una crescita del 9,4% anno su anno, il quarto settore con la maggiore crescita dopo Real Estate, Communication Services e Consumer Discretionary.

Nonostante l'ottimismo nei confronti del settore bancario americano, questo sentimento non è stato riflesso tra gli investitori, avverte l’analista: «Quattro banche, in particolare Citigroup, Bank of America, First Republic Bank e JPMorgan Chase, sono emerse tra i Top Fallers20, ovvero i titoli con i maggiori cali nel numero di posizioni aperte dagli utenti eToro italiani nel quarto trimestre del 2023». (riproduzione riservata)



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