Dall’istituzione del Servizio conciliazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) nell’aprile del 2023 sono state gestite circa 45mila istanze, di cui oltre il 97% ha interessato il trasporto aereo, con più del 43% concluse con esito positivo. Operazioni che hanno consentito di riconoscere agli utenti rimborsi per quasi 6 milioni di euro. Lo ha riportato il presidente dell’Art Nicola Zaccheo nel suo discorso alla presentazione della Relazione annuale a Montecitorio sull’attività svolta dall’Autorità.
C’è da risolvere il nodo della circolazione dei treni regionali sull’alta velocità senza penalizzare troppo i pendolari che usano la linea ferroviaria nazionale tutti i giorni, ma neanche dimenticare la saturazione delle reti ad alta velocità. In breve, ha dichiarato Zaccheo, «la nostra intenzione è estendere al 2026 la circolazione dei treni regionali sull'alta velocità: nel 2027 andremo con deroghe parziali ma dal 2028 sull'alta velocità devono circolare i treni veloci soprattutto per tutelare imprese e cittadini».
Particolare clamore si è sollevato sulla tratta ad Alta Velocità (Av) Roma-Firenze, che limita la circolazione ai soli treni con velocità superiore a 200 km/h. Dai primi anni 2000, per tale tratta, progettata per la circolazione di treni con velocità fino a 250 km/h, il Pir (prospetto informativo della rete) ha previsto una deroga straordinaria che ha consentito l'accesso anche a treni regionali con velocità di 150 km/h. Però «un treno regionale ha un impatto notevole sulla circolazione, in quanto introduce un elevato grado di eterotachia. Tale impatto è reso, oggi, drammatico a causa delle succitate criticità di saturazione presenti sulla rete alta velocità», ha spiegato il numero uno dell’Art.
Eppure «la necessità di innalzare la velocità massima dei servizi regionali è nota da anni alle Regioni, le numerose istanze pervenute dalle amministrazioni locali interessate» hanno reso evidenti «ritardi nella consegna del materiale rotabile idoneo, e nell’ottica di ridurre il disagio per i tanti pendolari che quotidianamente viaggiano su quella linea». Da qui l’avvio di un approfondimento con Rfi avviato dall’Art per individuare delle deroghe che consentano il transito di treni regionali, in attesa dell’adeguamento strutturale della rete e del materiale rotabile.
Zaccheo ha riferito inoltre che l’Autorità ha approvato la nuova proposta tariffaria di Rfi per il periodo 2025-2029, «disponendo alcuni necessari correttivi». Nella definizione delle tariffe, è stata adottata «una base costi certa e verificata, grazie ad una puntuale ricostruzione dei processi allocativi, alla valutazione dell’ammissibilità e della pertinenza di tutti i costi presi in considerazione». In riferimento al trasporto ferroviario delle merci, è stata decisa una riduzione del 30% del pedaggio per l’accesso alla rete «allo scopo di sostenere le imprese attive in questo settore, in un momento caratterizzato da forti criticità operative». A seguito di una« proficua interazione con l’Autorità, il gestore dell’infrastruttura nazionale ha anticipato l’entrata in vigore di tale misura dal 1° gennaio 2026 al 1° luglio 2025».
Sull'ipotesi di ingresso dei privati negli investimenti sulla Av, il presidente di Art si dice favorevole «perché l'ingresso di capitali privati con la giusta remunerazione consentirebbe un importante alleggerimento degli investimenti dalle casse dello Stato». Su questo fronte «sono già in corso interlocuzioni con il gruppo Fs perché il ruolo dell'autorità in un percorso simile è fondamentale affinché siano tutelati gli interessi di tutti, soprattutto degli utenti finali».
Passando alla mobilità su ruote, sui nuovi pedaggi autostradali «non è un mistero ci siano stati in passato dissapori tra l'Authority e il ministero ma si è poi riusciti a viaggiare sotto il segno della comunione di intenti». Il numero uno dell’Art parla di «un piatto della bilancia riportato in equilibrio tra concessionari e utenti che si tradurrà in un pedaggio più equo e sostenibile».
L’idea è che i nuovi «pedaggi entrino in vigore dal primo gennaio del prossimo anno, ovviamente mano a mano che si aggiorneranno quelli vecchi perché la novità è che il metodo di calcolo unitario si applicherà alle nuove concessioni ma anche a quelle vigenti». Non ci sono ancora stime su questi numeri ma «l'ottica è di avere un pedaggio più sostenibile e quindi più calmierato, fortemente legato agli investimenti effettuati». Insomma «ci sarà un abbassamento del pedaggio in maniera generale». Una revisione che sarà molto più palpabile nel 2027 «perché serviranno comunque dei mesi di assestamento ma in alcune tratte l'anno è il 2026». Le leve si articolano anche sulle variazioni annuali e quindi «il famoso price cap, che determina gli aumenti annuali del pedaggio, sarà plausibilmente sotto l'1%».
Riguardo al servizio taxi, gli enti locali si sono dimostrati sempre più consapevoli della necessità di adeguare il numero dei taxi, le tariffe e la relativa regolamentazione, anche in considerazione dell'incremento delle presenze turistiche e della destagionalizzazione dei relativi flussi.
Ecco perché l'attività pareristica dell'Art si è intensificata e in generale, «registriamo positivamente un maggiore grado di recepimento da parte dei Comuni delle osservazioni e prescrizioni formulate dall'autorità». In particolare, ha riportato Zaccheo, nell'ambito delle procedure di ampliamento straordinarie del contingente, l’Autorità ha determinato una «riduzione del contributo prescritto dalla legge per l'indennizzo dei soggetti già titolari di licenze rispetto al valore di mercato, con effetti positivi sulla partecipazione alle procedure per l'assegnazione delle nuove licenze».
Anche sulle concessioni portuali si è espressa l’Art, rispondendo alle istanze avanzate da tre società, che richiedevano alle Autorità di Sistema Portuale di Gaeta e Fiumicino il rilascio di concessioni demaniali marittime, finalizzate all'utilizzo di aree site nei rispettivi porti: «I piani di investimento, e i relativi periodi di ammortamento devono essere coerenti con la durata delle concessioni».
L'intelligenza artificiale «si pone come una delle innovazioni più significative e potenzialmente dirompenti per l'organizzazione della società, dei mercati e dei servizi pubblici» e può essere «una leva strategica di supporto ai processi decisionali in contesti articolati e dinamici, portando benefici concreti ai cittadini, agli operatori economici e all'intero sistema produttivo».
Occorre, dunque, accompagnare tale evoluzione «cogliendone i benefici e, al contempo, assicurandone lo sviluppo nel pieno rispetto dei principi di responsabilità, legalità e tutela dell'interesse pubblico» ha evidenziato Zaccheo. L'intelligenza artificiale «può sicuramente offrire un contributo significativo alla regolazione economica dei trasporti, sia nell'adeguare gli strumenti di programmazione, attuazione, analisi e monitoraggio, sia nella comprensione delle dinamiche emergenti, garantendo, parallelamente, il giusto equilibrio tra innovazione e tutela dei diritti, tra efficienza e esclusività, tra competitività e accessibilità». (riproduzione riservata)