Tecno Holding, società partecipata da Camere di Commercio e azionista di maggioranza di Tinexta, ha confermato che «sono in corso interlocuzioni con una cordata composta dai fondi Advent e Nextalia, ai quali è stato concesso un periodo di esclusiva per svolgere una limitata attività di due diligence per definire termini e condizioni di una possibile partnership strategica finalizzata alla valorizzazione di Tinexta e all'eventuale delisting».
La precisazione arriva dopo le anticipazioni dello scorso 18 luglio de Il Corriere della Sera secondo cui Le Camere di Commercio e Unioncamere, a cui fa capo il 71,5% di Tinexta, stanno trattando in esclusiva la cessione del controllo del gruppo specializzato in soluzioni per digital transformation e cybesecurity.
Allo stato attuale, però, è stato precisato nel comunicato di oggi 21 luglio, «nessun accordo vincolante è stato raggiunto in merito ai termini e alle condizioni, anche economiche, della potenziale operazione». In quest’ottica verranno forniti aggiornamenti al mercato in conformità alle applicabili disposizioni normative e regolamentari.
L’esclusiva dura 30 giorni al termine della quale Nextalia e Advent devono presentare l'offerta vincolante. Se venisse accettata, seguirà l'opa per delistare Tinexta (originariamente si chiamava Tecnoinvestimenti ed è sbarcata sull’Aim nell'agosto 2014 con una capitalizzazione iniziale di 108,5 milioni).
La società guidata dall'amministratore delegato, Pier Andrea Chevallard, ha chiuso il bilancio 2024 con ricavi pari a 455 milioni, in crescita del 15%, e un margine operativo lordo di 111 milioni (+8%). In fase preliminare, secondo quanto anticipato, la società è stata valutata 700 milioni di euro rispetto all’attuale capitalizzazione di mercato di 641 milioni.
«Valutiamo Tinexta utilizzando multipli ev/ebitda pari a 10 volte per il business Digital Trust, 8 per il business Innovation e 5 per il Cyber/System Integration. Riteniamo che il core asset di Tinexta sia il Digital Trust», ha affermato Banca Akros.
In caso di un cambio di controllo, «applicheremmo a questa divisione un multiplo compreso tra 12 e 14, per una valutazione compresa tra 701 e 812 milioni, ovvero tra 15,4 e 17,9 euro per azione. Il limite inferiore si avvicina ai 700 milioni citati prima», ha sottolineato Akros, ricordando che un asset simile, Namirial, è stato venduto a marzo da Ambienta a Bain Capital per un multiplo di 6,8 volte le vendite 2024.
I multipli ev/ebitda indicati sopra implicherebbero un ev/vendite tra 3,8 e 4,4. Salvo problematiche legate al golden power e alla due diligence, «i 700 milioni, ovvero 12 volte per il Digital Trust o 15,4 euro per azione, rappresenta un livello ragionevole da cui avviare una discussione per un’acquisizione. Tuttavia, guardando al deal su Namirial, non si può escludere un valore più elevato», ha aggiunto Banca Akros. «Confermiamo, quindi, il rating buy e il target price a 13 euro sull’azione».
A Piazza Affari il titolo Tinexta è salito in chiusura dell’1,99% a 13,85 euro (+12,98% lo scorso 18 luglio dopo un massimo intraday a 14,10 euro, livello già toccato ad agosto 2024). (riproduzione riservata)