Thales scatta alla Borsa di Parigi e guadagna più del 6% nel primo pomeriggio dell’8 aprile. Il titolo sale grazie alla commessa ricevuta dall’Us Air Force, ma anche in vista della riunione con la commissaria europea all’Antitrust, Teresa Ribera.
I vertici del colosso francese della difesa parleranno con la politica spagnola domani, 9 aprile, insieme a quelli di Leonardo e Airbus. Il tema del vertice è la possibile alleanza tra le tre società nei satelliti: ecco perché anche il titolo Leonardo guadagna quasi il 9%, migliore del Ftse Mib.
La commessa dell’aeronautica militare americana assume un certo rilievo per il momento in cui è stata annunciata. Tra Usa e Ue la tensione resta alta sul fronte commerciale (domani gli Stati membri si esprimeranno sui contro-dazi europei), mentre lato difesa sembra che Trump non voglia più proteggere il Vecchio Continente. L’ordine ricevuto dai francesi dimostra invece quanto siano ancora stretti i legami tra le due potenze su entrambi i fronti.
Soprattutto quelli militari visto che la controllata americana di Thales si è aggiudicata un contratto dalla Nato Support and Procurement Agency (Nspa) per modernizzare gli F-16 dell’U.S. Air Force (Usaf). La commessa è per i display montati sui caschi Scorpion, che sostituiranno il Joint Helmet Mounted Cueing System. I nuovi dispositivi «forniranno una moderna piattaforma digitale» ai piloti, a cui garantiranno maggiore consapevolezza della situazione, «con simbologia a colori e un singolo display per le operazioni diurne e notturne».
Ma il vero market mover per Thales, come per Leonardo, è l’incontro di domani con la commissaria Ribera. Le due società hanno già formato una joint venture (Thales Alenia Space) in cui i francesi hanno i 67% e gli italiani il 33%. Ora sono in trattativa con Airbus per allargare l’alleanza alle attività satellitari.
In passato l’Antitrust europeo ha sempre ostacolato le fusioni per salvaguardare la concorrenza, ma sembra che abbia cambiato idea per creare dei campioni comunitari capaci di competere con quelli di Usa e Cina. Il settore spaziale è dominato da SpaceX di Elon Musk, che con i satelliti della controllata Starlink ha un distacco tale da aver spinto Leonardo, Thales e Airbus a unire le forze.
Le tre società sono ancora ai colloqui preliminari con i funzionari antitrust dell’Ue, fase che di solito precede la richiesta formale per l’approvazione delle fusioni. Le discussioni, insomma, sono ancora a uno stadio iniziale e non ci saranno risultati concreti prima del 2026.
L’incontro del 9 aprile potrebbe accelerare i tempi perché servirà per mostrare il progetto a Ribera e per farsi un’idea sui potenziali ostacoli normativi, come le misure correttive per ripristinare la concorrenza.
Il progetto dovrebbe portare alla nascita di una joint venture simile a Mbda, colosso dei missili di cui fa parte l’inglese Bae Systems al posto di Thales. Oltre a rappresentare un altro tassello del programma di alleanze di Leonardo, che collabora con la tedesca Rheinmetall nei carri armati e con i turchi di Baykar nei droni. (riproduzione riservata)