Il titolo Tenaris strappa a Piazza Affari in chiusura un +4,98% a 15,505 euro (massimo intraday a 15,575 euro), con 3,8 milioni di pezzi scambiati, più di dieci volte la media degli ultimi 20 giorni a 349.929, sostenuto come gli altri titoli del settore oil dal rally dei prezzi del petrolio (Brent +3,27% a 64,83 dollari al barile) ma nel suo caso specifico dall’annuncio di Donald Trump del raddoppio dei dazi su acciaio e alluminio.
Il presidente statunitense ha, infatti, annunciato l’intenzione di raddoppiare i dazi su acciaio e alluminio dal 25% al 50% a partire dal 4 giugno, scatenando reazioni critiche da parte dei partner commerciali, inclusa la Commissione Europea, che ha preannunciato contromisure.
La mossa, legata alla volontà di proteggere l’industria americana e al sostegno al deal tra Nippon Steel e US Steel, potrebbe ridurre in modo significativo le importazioni di acciaio negli Stati Uniti.
Per Tenaris, attiva nella produzione di tubi Octg, si tratta teoricamente di una notizia positiva. Le importazioni Usa di tubi Octg sono salite da inizio anno, in parte per l’effetto sostitutivo delle quote con dazi fissi al 25%, in vigore da marzo del 2025.
Il nuovo livello tariffario dovrebbe frenare le importazioni soprattutto da Paesi come la Corea del Sud, sostenendo i prezzi in un contesto di domanda più debole a causa del recente calo del prezzo del greggio.
Resta l’incertezza sull'effettiva applicazione della misura e dell’effettivo perimetro. Comunque, Equita ha confermato il rating buy e il target price a 18,80 euro sul titolo Tenaris. Target price che Jefferies ha, invece, tagliato da 22 a 21 euro ma il rating resta buy. (riproduzione riservata)