Il titolo Tenaris tra i migliori del Ftse Mib (-0,36%) con un progresso in chiusura dello 0,89% a 15,93 euro. L’azione della società che produce tubi in acciaio legati all'industria petrolifera beneficia dell'avvio della copertura da parte di Bernstein.
Più in dettaglio, la banca di investimento ha assegnato al titolo un rating outperform e un target price a 21 euro per azione che implica un potenziale margine di apprezzamento del 30% circa rispetto alla quotazione attuale.
Non solo Tenaris offre un rendimento del free cash flow a due cifre (oltre il 10%) come quello del dividendo e una posizione di cassa nel primo trimestre 2025 di 4 miliardi di dollari, ma l’azione scambia a un rapporto tra valore d'impresa ed ebitda 2025 di 6,6 volte, un rapporto che rappresenta uno sconto del 36% rispetto alla sua media storica 2000-2024 di 10,2 volte.
Uno sconto eccessivo, anche per Equita che ha ribadito il rating buy in vista dei risultati del secondo trimestre del 2025 il prossimo 30 luglio. La Sim si aspetta un fatturato a 2,94 miliardi di dollari, in leggero aumento sequenziale (+1% trimestre su trimestre) e in calo dell’11% anno su anno, con un ebitda a 686 milioni (consenso a 711 milioni) e un margine del 23,3% rispetto al 23,8% del primo trimestre di quest’anno e del 24,7% dello stesso periodo del 2024.
Quanto ai volumi sono attesi in leggero calo a livello sequenziale (-2% trimestre su trimestre) a 966 mila tonnellate contro i 987 mila del primo trimestre 2025 con un miglioramento dei prezzi medi (+3% trimestre su trimestre).
Il management di Tenaris ha previsto ricavi in leggera crescita trimestre su trimestre grazie a un recupero dei prezzi medi, con volumi stabili e un ebitda margin in linea con quello del primo. Tuttavia, il 30 maggio gli Stati Uniti (dove il numero degli impianti è in calo dell’8% da inizio anno) hanno annunciato il raddoppio dei dazi sull’acciaio, portandoli dal 25% al 50%.
Il gruppo aveva inizialmente stimato un impatto negativo di circa 70 milioni di dollari a trimestre legato al primo round di dazi, da compensare con un adeguamento dei prezzi. «Con l’inasprimento delle tariffe, l’impatto complessivo trimestrale salirebbe ora a circa 140 milioni, con un effetto diluitivo sulla redditività di breve, che riteniamo verrà gradualmente recuperato dal miglioramento dei prezzi (già a giugno +1,6% mese su mese dopo il -0,7% di maggio)», precisa Equita.
Buy-back a parte (Tenaris ha riacquistato azioni per 247 milioni di dollari nelle tre settimane successive all’avvio della prima tranche da 600 milioni del programma complessivo da 1,2 miliardi, il 6,9% del capitale o 74 milioni di azioni), l’elemento chiave per il titolo nel breve resta l’evoluzione dei prezzi dei tubi Octg «che riteniamo possa gradualmente controbilanciare con impatti sul quarto trimestre del 2025 e sul primo trimestre del 2026, l’impatto negativo derivante dai dazi Usa sui costi», afferma Equita.
Il miglioramento già osservato a giugno rappresenta un segnale incoraggiante in tal senso. La solida posizione finanziaria e il significativo programma di buy-back offrono ulteriore sostegno al titolo, in attesa di un contesto macro e settoriale più favorevole sul fronte volumi. L’azione sta trattando a un multiplo p/e 2025 di 12 volte, con 4 miliardi di dollari di cassa netta attesa a fine anno (il 18% della capitalizzazione di mercato). Per Equita può salire fino a 18,80 euro, da qui il rating buy. (riproduzione riservata)