Inizia la prima tranche del buyback da 600 milioni di dollari di Tenaris, parte del programma da 1,2 miliardi di dollari, e l’azione ha consolidato sopra 15 euro in chiusura a Piazza Affari (+1,71% a 15,465 euro). L’acquisto di azioni proprie da 1,2 miliardi di dollari, al prezzo di chiusura del 6 giugno, rappresenta 69,3 milioni di azioni, pari al 6,5% di quelle in circolazione e al 19,3% del flottante (prima tranche: 34,6 milioni di azioni, 3,2% delle azioni totali e 9,7% del flottante).
Il programma è stato annunciato lo scorso 27 maggio con l’intenzione di cancellare le azioni acquistate a tempo debito. La prima tranche terminerà non oltre l’8 dicembre del 2025. In base agli accordi stipulati, una primaria istituzione finanziaria prenderà decisioni autonome riguardo al timing delle operazioni di acquisto, in totale indipendenza e senza alcuna influenza da parte di Tenaris.
Gli acquisti potranno proseguire anche durante eventuali periodi di blackout della società. Naturalmente il buyback rappresenta un sostegno per il titolo tenaris nei prossimi mesi. «Riteniamo che la struttura del buyback in due tranche anziché in quattro sia positiva, in quanto fornisce un sostegno più fluido al prezzo dell'azione», commenta Mediobanca Research (rating neutral e target price a 17 euro confermati sul titolo).
L’azione sale anche se il numero degli impianti di perforazione negli Stati Uniti è sceso la scorsa settimana. Infatti, l’indagine settimanale sul conteggio degli impianti di perforazione di Baker Hughes, pubblicata venerdì 6 giugno, ha mostrato una diminuzione del numero di impianti di perforazione negli Stati Uniti di 4 unità a 559. Nello specifico, gli impianti petroliferi statunitensi sono diminuiti di -9 unità a 442, mentre quelli per il gas sono aumentati di +5 unità a 114 e gli impianti vari sono rimasti stabili a 3 unità.
Invece in Canada il numero complessivo di impianti di perforazione è aumentato di +2 unità a 114. Gli impianti a gas sono aumentati di +2 unità a 45, mentre quelli petroliferi sono rimasti stabili a 69 unità. Baker Hughes ha pubblicato anche il suo sondaggio mensile sul conteggio degli impianti di perforazione a livello mondiale. Il numero totale di impianti di perforazione per il settore petrolifero e del gas a livello mondiale è diminuito di -40 unità rispetto al mese precedente.
Il Canada -22 unità mese su mese, gli Stati Uniti -13 unità, il Medio Oriente -8 unità e l'Africa e l'Europa -3 unità ciascuna. Questo dato è stato parzialmente compensato dall'aumento dell'America Latina (+6 unità mese su mese) e dell'Asia-Pacifico (+3 unità), anche se il numero di impianti di perforazione in Argentina è sceso di 2 a 42 unità. Il numero di impianti offshore internazionali è invece aumentato di 1 raggiungendo le 187 unità.
Mentre Mediobanca Research ha confermato il rating neutral e il target price a 17 euro su Tenaris, l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo ha ribadito buy e un prezzo obiettivo a 17,3 euro, Equita e Banca Akros hanno lo stesso giudizio ma con prezzi obiettivo più elevati a 18,80 euro e a 19 euro, rispettivamente. (riproduzione riservata)