In poco più di un anno il taglio da 154,9 a 70 euro della soglia minima di spesa necessaria per i consumatori extra-Ue per acquistare beni senza applicazione dell’Iva ha attirato 500 mila nuovi shopper che hanno acquistato nella fascia 70-155 euro. Allo stesso tempo il volume delle transazioni è aumentato del 44% e la spesa del 5%. Questa la fotografia scattata dall’indagine di Global Blue che MF-Milano Finanza ha visionato in esclusiva. L’Italia ne esce dunque «premiata» per la misura introdotta con la manovra 2024 con l’obiettivo di rendere «il Paese più competitivo rispetto alle altre destinazioni europee del turismo dello shopping - che impatta per quasi 3 miliardi sul pil tricolore - e di incoraggiare ancor di più flussi turistici internazionali diversificati nonché di promuovere ulteriormente il Made in Italy», spiega Ivana Jelinic, ad di Enit.
Quanto alle prime evidenze, da un lato il primo anno con la soglia di accesso al tax free shopping più bassa ha determinato la crescita degli acquisti sul territorio italiano di turisti svizzeri (+17% delle transazioni tra 50 e 155 euro) latino-americani (+13%) e turchi (+8%). Tutti «mercati nuovi per il turismo dello shopping» ha sottolineato Jelinic. Mentre si confermano protagonisti nelle transazioni oltre 155 euro i cittadini Usa (+24%), dei Paesi del Golfo e della Cina (entrambi al +11%). Non stupisce che quindi dei 500 mila nuovi shopper registrati nell’ultimo anno in Italia il 18% sia rappresentato da turisti Usa, il 12% da cittadini latino-americani e il 9% da visitatori svizzeri.
Restando ancora sulla dimensione geografica, la ricerca di Global Blue evidenzia che l’abbassamento della soglia d’accesso al tax free shopping in Italia ha anche ampliato le destinazioni scelte dai turisti extra-Ue per fare acquisti o comunque «aumentando la varietà delle motivazioni turistiche anche in questi centri», aggiunge Jelinic. Nello specifico, il contributo aggregato di Roma, Milano, Firenze e Venezia si è ridimensionato del 25%, scendendo al 52%, lasciando spazio ad altre città tradizionalmente meno associate allo shopping: così gli acquisti dei cittadini extra-Ue sono cresciuti del 50% a Bologna, del 61% a Verona, del 63% a Napoli, del 69% a Como e del 73% a Catania.
Dall’altro lato, il tetto del tax free shopping a 70 euro ha portato i benefici più significativi alle realtà locali e artigianali, «identità del Made in Italy, della nostra cultura e delle nostre tradizioni» commenta la numero uno dell’Enit. I venditori al dettaglio e le realtà più piccole hanno infatti visto aumentare gli acquisti da parte di viaggiatori extra-Ue del 56% nell’ultimo anno, con un rispettivo +12% alla voce spese. Il confronto è rispettivamente con il 44% e il 5% a livello nazionale. I comparti più coinvolti nella crescita a livello locale delle spese degli stranieri, si nota nell’indagine, sono i prodotti in pelle (+17%), le scarpe (+29%) e i profumi e cosmetici (+49%). Alcuni dei simboli del brand Italia. (riproduzione riservata)