Il settore dei prodotti da fumo e non da fumo continua a garantire 15 miliardi di euro l’anno all’Erario. Il mercato vale 23 miliardi di euro, a cui si aggiungono 1,2 miliardi provenienti da canali illegali. D’altronde il 25% dei cittadini italiani fuma. Questi i dati che emergono del Rapporto sulla distribuzione dei prodotti da fumo e non da fumo 2025, presentato da Logista in partnership con la Fondazione Tor Vergata.
Da notare inoltre che sebbene i prodotti tradizionali, come sigarette, sigari e tabacco trinciato, continuino a rappresentare la quota dominante del mercato, la quota di mercato dei prodotti da fumo scende all’80%. Laddove si registra invece un’impennata dell’uso dei prodotto senza combustione che sono passati da rappresentare il 4% del mercato nel 2019 al 18% nel 2024. Il rapporto evidenzia inoltre che il mercato italiano dei prodotti da fumo e da inalazione si distingue per la presenza capillare delle tabaccherie: se ne conta una ogni 1.150 abitanti.
Il vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, ha voluto sottolineare che «sta volgendo a conclusione il periodo del calendario fiscale per quanto riguarda il mondo dei tabacchi e nella prossima legge di bilancio dovremmo predisporre un nuovo calendario fiscale che deve abbracciare più anni». Un appuntamento importante che «vogliamo sia anche un momento di approfondimento, di ascoltare le diverse istanze, perché come già abbiamo fatto in passato anche per il nuovo adempimento cercheremo di venire incontro alle esigenze di un comparto che per noi è strategico e fondamentale».
Al tempo stesso «stiamo monitorando gli sviluppi della nuova direttiva Ue - Ted - sul tabacco che deve essere attentamente valutata per non creare delle ricadute negative a un settore molto rilevante sia per i livelli occupazionali sia per il tipo di investimenti che si fanno nel territorio dello Stato». (riproduzione riservata)