Al di là dei gruppi del lusso classico, legati alle sfilate e all’alta moda, esiste un universo di titoli a Piazza Affari specializzato in beni di alta gamma. Questo parterre di società comprende sia grandi gruppi quali Ferrari (in lieve calo da gennaio), che sa farsi adorare dai clienti e può permettersi di alzare i prezzi dribblando i dazi senza alcun problema con il suo pubblico, sia realtà dello Star specializzate nella produzione di yacht.
Per esempio, The Italian Sea Group, operatore della nautica di lusso attivo nella progettazione e costruzione su misura di super e giga-yacht fino a 140 metri coi marchi Admiral, Tecnomar e Perini Navi, ha registrato una contrazione da inizio anno del 20%, allineata a quella del comparto, mentre Sanlorenzo, che progetta, produce e vende yacht e superyacht su misura, ha perso solo il 6,7% circa. Sul listino principale scambia Ferretti (anche a Hong Kong), che da gennaio è solo in leggera flessione ed è un marchio famoso in tutto il mondo per le sue imbarcazioni esclusive.
Sul segmento Egm dedicato alle piccole e medie imprese emergono invece i titoli legati all’alta gioielleria, che, come si può vedere in tabella, sono andati in maniera divergente. Da un lato Gismondi 1754 ha perso oltre il 25%, dall’altro Fope ha messo a segno, da inizio 2025, un balzo di oltre il 65% (aggiornato a venerdì 20 giugno).
Gismondi 1754, che realizza gioielli di altissima gamma, ha fornito alcune indicazioni finanziarie relative al 1° trimestre del 2025. L'azienda ha terminato il periodo con un fatturato pari a 3,61 milioni di euro, in calo del 17% rispetto ai 4,37 milioni registrati un anno prima. I manager hanno spiegato che il calo deriva soprattutto dalla diminuzione delle richieste di prodotti fatti su misura da parte della clientela privata con capitali significativi.
Fope, invece, società vicentina specializzata in alta oreficeria, sotto la guida di Diego Nardin, ha sorpreso i mercati con il suo balzo in doppia cifra a Piazza Affari. La società orafa veneta ha chiuso il 2024 in utile per 8,3 milioni e da poco ha assunto Piero Persi (ex group ceo di Peserico) come direttore generale. L'utile 2024 risulta in calo del 17% circa sul 2023 per gli investimenti effettuati, anche nel campo del personale. Nel frattempo il gruppo ha migliorato la posizione finanziaria netta dal break even del 2023 a 3,3 milioni di cassa.
Tornando invece alla supercar per eccellenza, Ferrari, Giorgio Vintani, analista e consulente finanziario indipendente, ritiene che gli unici due titoli del lusso che comprerebbe ora sulla debolezza sono proprio Ferrari e poi Hermès dal momento che entrambi «godono di un backlog consistente che permette di affrontare meglio un periodo di volatilità, e questo è un lusso che altre case non possono permettersi. Personalmente, preferisco assumere un rischio sul multiplo, acquistando società che offrono più garanzie sui numeri piuttosto che inseguire storie in fase di trasformazione, pur riconoscendo che certamente la nomina di De Meo (che arriva da Renault, ndr) è un passo importante per ridare a Kering il lustro che merita».
Ferrari ha chiuso il primo trimestre con ricavi netti per 1,79 miliardi di euro, in aumento del 13% anno su anno e un utile netto di 412 milioni (+17%). Nel periodo in esame, il Cavallino Rampante ha consegnato 3.593 vetture (33 unità in più rispetto ai primi tre mesi del 2024). Quanto ad EssilorLuxottica, che produce occhiali e smart glasses, si sta alzando di posizionamento proprio per le sue ricerche nel settore tech, dove cerca di trasformare gli occhiali in smartphone indossabili o in strumenti che permettono di sentire meglio. Il titolo, infatti, è positivo da inizio anno. (riproduzione riservata)