Antonio Filosa è da pochi alla guida di Stellantis e mercoledì 25 ha tenuto la sua prima Town Hall globale direttamente dall’Heritage Hub di Torino. Un debutto simbolico e operativo, trasmesso in diretta a tutti i dipendenti del gruppo nei vari Paesi, per condividere la sua visione strategica e lanciare un messaggio chiaro: «Siamo Stellantis, non più ex-Fca ed ex-Psa, e nei prossimi mesi presenteremo un nuovo piano strategico».
Nel suo discorso Filosa ha tracciato le direttrici della cultura aziendale che intende promuovere: decisioni rapide e condivise, persone al centro e clienti come riferimento primario. «Costruiamo un ambiente in cui il rispetto è alla base di tutto. Un ambiente in cui le persone sanno di poter parlare e di essere ascoltate», ha dichiarato. Un messaggio orientato alla coesione interna, rafforzato dall’invito a superare le vecchie distinzioni tra le ex realtà del gruppo.
L’ad ha poi illustrato le sue quattro priorità operative per Stellantis: crescita del business attraverso il lancio di prodotti coerenti con il Dna dei brand del gruppo, miglioramento dell’esecuzione industriale, sfruttando le competenze già presenti in azienda, massima ambizione sulla qualità, da perseguire sin da subito, e infine revisione del piano strategico a lungo termine, in corso di definizione e in uscita nei prossimi mesi. «Faremo tutto questo con intensità e gioia», ha aggiunto Filosa, lanciando un segnale sullo stile di leadership che intende imprimere.
La nuova direzione impressa da Filosa sembra già produrre i primi effetti sul mercato: mercoledì il titolo Stellantis a Piazza Affari ha chiuso in rialzo del 3% a 8,5 euro, spinto dalla promozione di Jefferies che ha alzato il giudizio da hold a buy. Secondo gli analisti, «numerosi problemi del gruppo sono risolvibili» e il nuovo ceo, grazie alla sua lunga esperienza interna, «dovrebbe essere in grado di definire un piano realistico ed efficace». Jefferies ha rivisto al rialzo anche il target price da 9 a 11,5 euro.
Tuttavia non mancano segnali di prudenza. Secondo un’analisi di Banca Akros, i risultati del primo semestre 2025 – che verranno comunicati il 24 luglio – mostreranno un quadro complesso: le vendite sono attese in calo del 10,2% a 76,3 miliardi di euro, con un margine operativo (ebit adjusted) stimato al 2,1%, in forte contrazione rispetto al 10% dello stesso periodo 2024.
In particolare si prevedono volumi in calo negli Stati Uniti (-16,5%) e in Europa (-3%), mentre l’America Latina si conferma in controtendenza con una crescita dei volumi del 6,1%. L’eps adjusted per il semestre è stimato a 0,41 euro per azione, in netto calo rispetto ai 2,36 euro del primo semestre 2024. Banca Akros ha rivisto al ribasso le stime sull’ebit 2025-26 (-9%) e, pur mantenendo una valutazione neutral, ha rimosso il precedente sconto applicato al p/e rispetto alla media storica, riconoscendo che le tensioni sui dazi Usa (1-1,5 miliardi di euro di impatto) sono già incorporate nei conti. (riproduzione riservata)