Stellantis e Iveco soffrono a Piazza Affari nel giorno della Festa della Repubblica in Italia, perdendo circa il 3% e il 4% a causa di una combinazione di fattori. Tra questi i dati di vendita deludenti in Francia per Stellantis e i dazi sull’acciaio Usa.
L’andamento negativo della società che dal 23 giugno sarà guidata dal ceo designato Antonio Filosa è condiviso dall’intero settore auto europeo, fiaccato dall’annuncio del raddoppio dei dazi statunitensi su acciaio e alluminio, che passeranno dal 25% al 50% a partire dal 4 giugno.
La frenata delle immatricolazioni francesi ha però accentuato la pressione su Stellantis, che pur mostrando un andamento lievemente migliore rispetto al mercato, ha registrato un calo delle vendite del 9% su base annua nel mese di maggio, a fronte di un -12% generale. In particolare, il gruppo ha immatricolato 34.441 veicoli, suddivisi tra una flessione del 10% per le auto e del 4% per i veicoli commerciali.
Secondo i dati pubblicati dalla Plateforme automobile (Pfa), in Francia sono state immatricolate 123.919 auto nuove a maggio, segnando un tonfo del 12,3% rispetto allo stesso mese del 2024. Un dato particolarmente negativo considerando che il numero di giorni lavorativi è rimasto invariato, segno che il rallentamento è reale e non frutto di un effetto calendario. Tutti i principali costruttori generalisti hanno accusato il colpo. Il gruppo Renault ha visto le vendite ridursi del 7%, con il marchio principale in calo del 15,2%. Meglio ha fatto Dacia, che si è distinta con un +12,4%, grazie alla sua proposta a basso costo, che continua a convincere in un contesto di pressione sui redditi delle famiglie.
Stellantis si è posizionata leggermente al di sotto della rivale Renault in termini di volumi (34.441 contro 34.500), mantenendo una quota di mercato del 27,8%, con un distacco di appena 59 vetture. Le performance dei marchi interni sono però molto eterogenee: Peugeot ha limitato i danni con un calo del 5,2% (18.673 immatricolazioni), mentre Citroën ha addirittura registrato un +2,7% (9.155 unità), risultando tra i pochi marchi in territorio positivo. Disastrosa invece la performance di Fiat, che ha visto le immatricolazioni crollare del 48% a soli 1.460 veicoli.
Gli analisti di Intermonte, pur riconoscendo una performance leggermente migliore rispetto alla media del mercato, restano prudenti: «Il calo del 9% non è comunque un buon risultato, soprattutto considerando che il numero di giorni lavorativi è stabile rispetto all’anno precedente. La Francia rappresenta il 10% delle immatricolazioni del gruppo, e un andamento negativo in quest’area è significativo per la performance complessiva».
Secondo gli esperti, se la debolezza dovesse confermarsi anche negli altri mercati europei, il secondo trimestre rischia di deludere le aspettative: «Il sell-out europeo appare fiacco, ben al di sotto delle nostre attese. Manteniamo quindi un giudizio neutral sul titolo Stellantis, con un target price confermato a 8,5 euro».
Giornata di vendite su Iveco, con il mercato che si interroga sugli sviluppi della cessione della divisione Difesa dell'azienda. Goldman Sachs, advisor incaricato per la cessione della divisione Defence di Iveco, ha ricevuto quattro offerte non vincolanti per l'asset. A contendersi il business, che produce veicoli militari ed è considerato di interesse nazionale, sono la joint venture italo-tedesca Leonardo-Rheinmetall, la spagnola Indra, la franco-tedesca KNDS (nata dalla fusione tra Nexter e Krauss-Maffei Wegmann) e la ceca Czechoslovak Group (Cgs). Le offerte vincolanti sono attese dopo l’accesso alla data room, per il quale tuttavia non è ancora stata definita una tempistica precisa.
Secondo fonti di mercato, le valutazioni dell’asset si aggirano tra 1,5 e 2 miliardi di euro. Knds e Cgs avrebbero presentato le proposte economicamente più aggressive. Tuttavia, nonostante le offerte più basse, il tandem Leonardo-Rheinmetall viene considerato dagli analisti il più probabile vincitore della partita. «Restiamo dell’idea che il duo Leonardo-Rheinmetall sia il più probabile vincitore per motivi politici e industriali, sebbene le offerte siano più contenute», hanno commentato gli analisti di Equita Sim. «l fatto di avere offerte concorrenti più alte potrebbe spingere Leonardo-Rheinmetall ad alzare la posta, ma riteniamo improbabile che si avvicini al limite superiore della forchetta».
Equita ha comunque ribadito il proprio giudizio positivo su Iveco Group, mantenendo un rating "Buy" con target price a 18,5 euro. Su Leonardo, invece, il giudizio è "Hold" con target a 50 euro, mentre le azioni della società della difesa si attestano attualmente a 54,78 euro (+1%). Anche Intermonte ha espresso una visione favorevole su Iveco, con un rating "Outperform" e un target di prezzo a 19,5 euro. Secondo gli analisti, la divisione Defence vale circa 2,1 miliardi di euro, corrispondenti a un impatto di 7,9 euro per azione.
Anche per Intermonte, la cordata Leonardo-Rheinmetall potrebbe prevalere, nonostante un’offerta meno aggressiva. In questa prospettiva, gioca un ruolo centrale anche il possibile intervento del governo italiano, che potrebbe esercitare il golden power per proteggere un asset strategico. (riproduzione riservata)