skin track
L’economia Usa frena: pil in calo dello 0,3% nel trimestre, è la prima contrazione in tre anni. Per Trump è colpa di Biden
Industria Leggi dopo

L’economia Usa frena: pil in calo dello 0,3% nel trimestre, è la prima contrazione in tre anni. Per Trump è colpa di Biden

30 aprile 2025, 14:50 Ultimo aggiornamento: 17:11

Gli analisti si aspettavano una crescita dello 0,4%. La performance è stata condizionata dall’impennata delle importazioni, dovuta al tentativo delle aziende Usa di importare beni esteri prima che il presidente Trump imponesse dazi, e dalla frenata della spesa al consumo

È il primo effetto tangibile dei dazi, o forse il secondo considerando il dato della bilancia commerciale statunitense di martedì. Nei primi tre mesi dell’amministrazione di Donald Trump il prodotto interno lordo (pil) è calato dello 0,3%, deludendo le stime degli analisti che lo prevedevano in crescita dello 0,4%. 

Si tratta della prima contrazione dal 2022 e si confronta con un aumento sostanziale registrato nell’ultimo trimestre dello scorso anno: +2,4%. Alcuni economisti lo avevano previsto. Negli ultimi giorni alcuni analisti di Wall Street avevano infatti iniziato a modificare le loro previsioni, stimando una contrazione.

Le due cause del calo a sorpresa del pil

Le cause di questo stravolgimento economico risiedono sostanzialmente in due fenomeni. Il primo è legato all’impennata delle importazioni dovuta al tentativo delle aziende statunitensi di importare beni esteri prima che i dazi imposti da Trump diventassero effettivi dall’inizio di aprile. Nei primi tre mesi dell’anno, infatti, le importazioni sono aumentate del 41,3%, trainate da un aumento del 50,9% dei beni, mentre le esportazioni sono aumentate solo dell’1,8%. Ciò ha anche portato a un ampliamento senza precedenti del deficit della bilancia commerciale, che a marzo ha toccato i 162 miliardi di dollari: la rilevazione più alta mai registrata e nettamente al di sopra del consenso (a 146 miliardi). Il deficit commerciale ha pesato per 4,8 punti percentuali sul pil.

La seconda causa risiede nella frenata della spesa al consumo. Pur mantenendosi positiva, la spesa è aumentata solo dell’1,8% nel primo trimestre 2025 rispetto all’aumento del 4% degli ultimi tre mesi del 2024. Si tratta in questo caso della crescita più lenta dal secondo trimestre del 2023. Gli esperti fanno notare che ad aumentare sono stati invece gli investimenti privati nazionali (+21,9% nel trimestre) trainati principalmente da un aumento del 22,5% nella spesa per attrezzature, che potrebbe essere anch’essa indotta dalle tariffe.

Donald Trump attacca Biden: è una sua eredità

Non sono piaciuti i dati al presidente Usa che ha puntato il dito contro l’ex presidente Joe Biden. «Questo è il mercato di Joe Biden, non quello di Trump. Io sono entrato in carica il 20 gennaio. Presto entreranno in vigore i dazi e le aziende stanno iniziando a trasferirsi negli Stati Uniti in numero record. Il nostro paese vivrà un boom, ma dobbiamo liberarci dell’eredità di Biden. Ci vorrà un po’ di tempo», ha scritto Trump in un post sul suo social Truth. I dati «non hanno nulla a che vedere con i dazi. Quando inizierà il boom, sarà come mai prima d’ora. Siate pazienti!», ha concluso.

L’ombra della stagflazione negli Usa

A discapito delle previsioni di Trump di un boom economico, gli analisti ritengono invece che sarà l’ombra della stagflazione a continuare a dominare il dibattito economico nel 2025. «Il rapporto sulla fiducia dei consumatori pubblicato ieri suggerisce che i rischi sono orientati verso un sostanziale rallentamento della spesa al consumo, poiché le famiglie si trovano ad affrontare una riduzione del potere d’acquisto dovuta all’aumento dei prezzi, in un momento in cui sono sempre più preoccupate per la perdita di posti di lavoro e la diminuzione della ricchezza», spiegano gli economisti di Ing. «I tagli alla spesa pubblica sono destinati a proseguire e, con le imprese incerte sul contesto commerciale a causa delle preoccupazioni relative ai dazi e alle potenziali carenze di approvvigionamento nei prossimi mesi, sembra che anche le assunzioni e gli investimenti rallenteranno». (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO ILLIMITATO + MF GPT LIGHT
Accesso al sito, alle newsletter e il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + MF GPT PRO
Accesso al sito, alle newsletter e il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT

188,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)