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Bernardo Mattarella
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Stati Generali dell’economia abruzzese: Mattarella (Invitalia), servono incentivi per aiutare le piccole e medie imprese nella transizione tecnologica

di Andrea Pauri
26 settembre 2025, 14:29

A Pescara Mattarella (Invitalia) e Lasco (Poste Italiane) hanno parlato del ruolo delle infrastrutture e del nodo degli investimenti

La seconda giornata dell’Abruzzo Economy Summit, il festival dell’economia promosso da Milano Finanza, è stata dedicata al tema delle infrastrutture e al ruolo strategico degli investimenti per sostenere la crescita delle imprese.

La riforma degli incentivi

Tra i protagonisti della mattinata, Bernardo Mattarella, amministratore delegato di Invitalia, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà strutturali del sistema produttivo italiano e sulla necessità di intervenire con una riforma degli incentivi.

«L’Italia fa più fatica rispetto ad altri Paesi europei», ha osservato, «perché le piccole e medie imprese, anche per la scarsità di risorse, investono poco in ricerca e sviluppo. Non è un caso che il nostro Paese sia al 28° posto del Global Startup Index, mentre Francia e Germania occupano la settima e l’ottava posizione e gli Stati Uniti guidano la classifica».

Per colmare questo divario, secondo Mattarella, è indispensabile un sistema di incentivi più semplice, sburocratizzato e facilmente accessibile. «In questi giorni», ha ricordato, «siamo stati ascoltati in audizione alla Commissione Industria del Senato, che sta lavorando alla legge delega per la riforma. È un passaggio fondamentale per sostenere le imprese nella gestione della transizione tecnologica».

Mattarella ha indicato nel Pnrr un esempio virtuoso di come l’iniezione di risorse possa accompagnarsi a nuove regole e a un cambio di metodo: «La cosa più importante non sono i 40 miliardi l’anno immessi nell’economia, ma la struttura delle riforme e il lancio di meccanismi di valutazione basati su risultati. Un modello che potrà essere applicato alla nuova programmazione 2021-2027 e all’utilizzo dei fondi della coesione».

Sul fronte europeo, l’ad di Invitalia ha invitato a superare un approccio «neoliberista ma iper-regolamentato» che negli ultimi decenni ha finito per penalizzare la produttività: «Se nel 1995 l’Europa aveva un livello di produttività pari al 95% di quello degli Stati Uniti, oggi ha perso circa 20 punti. Questo perché oltreoceano si è investito molto di più in innovazione e tecnologia, mentre da noi i meccanismi sono rimasti troppo farraginosi».


 

Il ruolo di Poste Italiane

Grande attenzione ha suscitato poi l’intervento di Giuseppe Lasco, direttore generale di Poste Italiane, che ha ripercorso la trasformazione del gruppo sottolineando come «il 70% degli investimenti della società sia oggi destinato all’infrastruttura tecnologica».

Lasco ha ricordato come Poste Italiane abbia triplicato la capitalizzazione negli ultimi anni, ponendo le basi di una crescita ulteriore fondata su investimenti nella logistica, nelle competenze del personale e nella tecnologia. Con i suoi 14mila uffici postali, un unicum in Europa, l’azienda ha poi mantenuto la promessa, fatta nel 2019, di non chiudere sportelli nei piccoli centri sotto i 5mila abitanti, contribuendo a ridare centralità alle aree interne, Abruzzo compreso.

Sul fronte logistico, Poste ha investito creando 1.600 centri operativi e 5 grandi hub (due dei quali sono tra i maggiori in Europa). Per quanto riguarda il personale, con 120mila dipendenti diretti e 40mila dell’indotto, Poste è la più grande azienda del Paese per numero di occupati. «Stiamo puntando moltissimo sulla formazione», ha spiegato Lasco, «con una corporate university che eroga 4 milioni di ore di corsi l’anno, per preparare nuove competenze nei settori dell’intelligenza artificiale, della cybersecurity e dell’energia».

Infine, l’apporto allo sviluppo tecnlogico del Pese: la società è diventata il primo provider nazionale di identità digitali con 27 milioni di Spid erogati e il primo operatore di carte di pagamento con 30 milioni di tessere attive. «Gli investimenti sull’infrastruttura tecnologica sono la condizione per garantire competitività e sostenibilità al nostro gruppo e all’Italia», ha concluso il manager. (riproduzione riservata)

 



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