La presidente Bce Christine Lagarde lancia l’allarme sulle emissioni multiple di stablecoin, una questione evidenziata su MF-Milano Finanza del 24 luglio. Gli schemi multi-issuance consentono di emettere una stessa criptoattività attraverso società Ue e non Ue (come ha già fatto Circle).
In questo caso potrebbe emergere il problema di un’asimmetria normativa rispetto ad aree come gli Usa dove le salvaguardie del Genius Act di Donald Trump sono inferiori a quelle previste dal regolamento Ue sulla materia (Micar, Markets in Crypto-Assets Regulation).
Eppure la Commissione Ue, che spinge sulle stablecoin e non è favorevole a limitazioni nelle regole, sembra orientata a varare una normativa permissiva, tale da lasciare via libera alle emissioni multiple Usa-Ue.
Lagarde però ha avvisato alla conferenza annuale dell’Esrb, l’autorità Ue per i rischi sistemici di cui è presidente: «In caso di corsa al riscatto, gli investitori preferirebbero essere rimborsati nella giurisdizione con le garanzie più solide, che probabilmente sarebbe l’Ue, dove il regolamento Micar vieta anche le commissioni di rimborso».
Tuttavia «le riserve detenute nell’Ue potrebbero non essere sufficienti a soddisfare una domanda così elevata». Il contagio potrebbe poi diffondersi in altri settori.
Lagarde ha fatto notare che il rischio di una cattiva gestione della liquidità tra diversi Paesi non è una novità per il sistema finanziario.
Le banche per esempio sono già tenute a garantire adeguata disponibilità di riserve in tutte le società del gruppo. Perciò i requisiti di liquidità si applicano a ogni livello di consolidamento.
I sistemi di emissione multipla delle stablecoin di fatto replicano in forma nuova lo stesso tipo di rischio.
«Conosciamo i pericoli. E non dobbiamo aspettare che si verifichi una crisi per prevenirli. Ecco perché dobbiamo adottare misure concrete fin da ora», ha detto Lagarde. «La legislazione europea dovrebbe garantire che gli schemi multi-issuance non possano operare nell’Ue se non supportati da solidi regimi di equivalenza in altre giurisdizioni e da garanzie relative al trasferimento di attività tra entità Ue e non Ue».
La presidente Bce ha così mandato un messaggio implicito alla Commissione Ue, in vista delle prossime decisioni sulle stablecoin.
Lagarde ha inoltre colto l’occasione per evidenziare anche che «la cooperazione internazionale è indispensabile. Senza condizioni di parità a livello globale, i rischi cercheranno sempre la via della minor resistenza».
In tal senso il riferimento è invece alla legislazione Usa favorevole alle stablecoin.
Più in generale, la presidente Bce ha rilevato che i rischi del settore finanziario si stanno spostando sempre più verso il settore non bancario, che in Europa vale 3,8 volte il pil, mentre negli Usa si ferma a 3,1 volte.
Come riportato su MF-Milano Finanza, tre eurodeputati (Rasmus Andresen, Eero Heinäluoma e Johan Van Overtveldt) seguendo gli appelli della Bce hanno scritto alla Commissione Ue per impedire che l’esecutivo di Bruxelles si esprima a favore dell’emissione multipla di stablecoin in Europa e Paesi terzi.
I tre europarlamentari, relatori ombra di Micar, hanno chiarito che lo spirito originale del regolamento era quello di consentire lo schema multi-issuance soltanto a società Ue, quindi non di Paesi terzi.
Intervenendo in seguito all’incontro dell’Esrb, il commissario della Consob Federico Cornelli ha sottolineato che le norme Ue devono chiarire inoltre che criptovalute e stablecoin non possono essere considerate moneta a corso legale in nessuna transazione: «Solo l’euro ha corso legale e questo deve essere chiarito molto bene ai cittadini», ha detto Cornelli. (riproduzione riservata)