«Guardiamo con interesse all’esito del risiko bancario. Finora siamo rimasti semplici spettatori, ma saremo pronti a cogliere eventuali opportunità nei territori del Nord Est dove operiamo: se le operazioni straordinarie in atto avranno successo, abbiamo le risorse per comprare le filiali che potrebbero essere cedute su richiesta dell’Antitrust».
Il ceo di Sparkasse Nicola Calabrò punta a crescere ancora per linee esterne. Questa volta però la Cassa di Risparmio di Bolzano non comprerà un’altra banca ma pensa agli sportelli. Soprattutto quelli nel Nord Est, dove è forte la presenza del Banco Bpm. Piazza Meda è finita nel mirino di Unicredit, che potrebbe essere vendere alcune filiali per non superare le soglie Antitrust in caso di successo dell’ops lanciata a novembre 2024.
L’istituto altoatesino è controllato dall’omonima fondazione (63%) e si è già espanso meno di tre anni fa con CiviBank. «Quella operazione ci ha permesso di realizzare importanti sinergie», afferma l’ad, «che rafforzeremo nei prossimi mesi». L’anno scorso l’utile netto dell’istituto di Cividale (Udine) è salito a 20 milioni (+86,6%), un balzo che ha spinto i profitti dell’intero gruppo a 117,7 milioni (+43,1%). E ha permesso a Sparkasse di superare i 90 milioni che si era prefissato per la fine del piano industriale nel 2026.
«Questi numeri sono frutto di un lavoro pluriennale», commenta Calabrò. «L’aumento di capitale da 250 milioni del 2015 ci ha garantito le risorse per poter offrire servizi identici a quelli dei grandi istituti. Negli anni abbiamo puntato inoltre sull’internazionalizzazione e sulla consulenza, così abbiamo portato le masse di risparmio gestito a quasi 4 miliardi dal miliardo del 2015».
La spinta delle commissioni ha aiutato a Sparkasse a bilanciare i tagli della Bce. Nel 2024 il margine d’interesse è sceso a 296 milioni (-1,8%), un calo compensato proprio dalla crescita dei ricavi da servizi a 136,1 milioni (+2%). La banca è rimasta solida e ha chiuso l’anno con un Cet 1 al 14,6% e un npl ratio netto all’1,9%.
«Siamo convinti che il nostro percorso di crescita proseguirà anche nel 2025 grazie alle nuove tecnologie», racconta Calabrò. «L’AI ci permetterà di proporre prodotti su misura e lanceremo inoltre un’offerta digitale per gli under 35 con un modello simile a challenger bank e fintech».
Questo processo avverrà senza dimenticare il territorio. L’anno scorso in Italia le filiali sono scese sotto quota 20 mila, mentre Sparkasse è andata in controtendenza aprendone tre solo negli ultimi mesi. «Guido la Cassa di Bolzano da dieci anni e sin da subito ho compreso l’importanza del legame con la clientela. Oggi è diventato uno dei nostri principali punti di forza». (riproduzione riservata)