skin track
Mediobanca, cosa succede senza l'accordo? Delfin prepara la sua mossa per il rinnovo del cda
Corporate News Leggi dopo

Mediobanca, cosa succede senza l'accordo? Delfin prepara la sua mossa per il rinnovo del cda

15 settembre 2023, 21:00 Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2023, 09:31

Dopo il flop delle discussioni con la merchant bank, la holding dei Del Vecchio potrebbe presentare una formazione per ottenere due posti nel nuovo board. Tenendosi così le mani libere per le prossime mosse  | L'oro della Piazzetta Cuccia di Nagel: ecco il rendimento stellare che ha garantito ai soci negli ultimi dieci anni

Dopo otto mesi di trattative l’accordo tra Mediobanca e Delfin su una lista unica non c’è. Anzi, negli ultimi giorni il confronto si progressivamente arenato e, con ogni probabilità, all’assemblea della merchant bank del 28 ottobre si andrà alla conta.

Le tappe della trattativa

L’esito non sorprende visto che le posizioni in campo sono sempre state molto distanti. In prima battuta la holding della famiglia Del Vecchio aveva chiesto non solo un ruolo attivo nella governance, ma anche un rinnovamento del board per almeno due terzi dei componenti.

Richieste respinte da piazzetta Cuccia che ha risposto proponendo a Delfin e a Francesco Gaetano Caltagirone (socio appena sotto il 10%) la designazione nella lista del cda di quattro consiglieri e la sottoscrizione di un patto distensivo con l’istituto. Per il compromesso non c’è stato però spazio. Martedì 12 la cassaforte guidata da Francesco Milleri ha bocciato l’offerta, presentando una controproposta che prevedeva una più nutrita rappresentanza nel board per Delfin e la nomina di un presidente di garanzia.

I nomi per la presidenza

Proprio per la delicata casella della presidenza sono emerse diverse ipotesi, dopo il veto di Mediobanca sulla candidatura dell’ex ministro dell’Economia e attuale presidente di Jp Morgan Europe Vittorio Grilli, sostenuto da Delfin. I nomi circolati sul mercato sono stati quelli di Lorenzo Bini Smaghi, Patrizia Grieco, Victor Massiah, Marco Mazzucchelli e Vittorio Pignatti Morano (quest’ultimo appoggiato da piazzetta Cuccia, di cui è attualmente consigliere).

Le ragioni di Mediobanca

Alla fine però la trattativa è arrivata a un punto morto. Secondo Mediobanca la proposta di riservare a un singolo azionista il potere di scegliere il presidente sarebbe in contrasto con lo statuto. Non solo. Dal punto di vista della merchant guidata da Alberto Nagel, l’intero impianto sostenuto da Delfin non sarebbe adatto alla governance di una banca sistemica.

Tanto più che la holding non ha mai accompagnato le proprie richieste con l’illustrazione di una concreta proposta industriale. Una reticenza che non sorprende: nel richiedere alla Bce l’autorizzazione a salire al 20% di Mediobanca, Delfin si è definita un investitore puramente finanziario a cui non è concesso interferire nelle decisioni strategiche dell’istituto.

Cosa farà adesso piazzetta Cuccia

La trattativa è insomma arrivata a un punto morto e all’inizio della prossima settimana il vertice di Mediobanca prenderà atto della situazione. Il primo passaggio sarà la riunione del comitato nomine prevista per lunedì 18, mentre mercoledì 20 il cda approverà la propria lista da 12 membri con la conferma di Nagel e del presidente Renato Pagliaro e la sostituzione dei consiglieri non ricandidabili, cioè Elisabetta Magistretti, Maurizia Angela Comneno, Maurizio Costa e Maurizio Carfagna.

E Delfin

A quel punto come si muoverà Delfin? Inizialmente la holding dei Del Vecchio aveva valutato di presentare una lista lunga da sette candidati. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, per quella formazione sarebbero stati vagliati i nomi di alcuni amministratori del gruppo EssilorLuxottica, dell’ex consigliere delle Generali Sabrina Pucci, dell’attuale amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo e di Luciano Cirinà, già candidato nel 2022 da Caltagirone come ceo del Leone nella sfida con la lista del cda. Oggi però Delfin sembra orientata verso la presentazione di una lista corta con solo due candidati, uno espressione diretta della holding e uno indipendente.

L’ipotesi della lista corta

Perché? In primo luogo una formazione di questo tipo consentirebbe a Milleri di ottenere una rappresentanza nel board pur senza esporsi al rischio di un sorpasso da parte della lista del cda, come accaduto l’anno scorso all’assemblea delle Generali. In secondo luogo con una lista corta Delfin e Caltagirone (che probabilmente appoggerà la lista in assemblea) si terrebbero le mani libere in vista dei prossimi sviluppi.

Cosa succede con il Ddl Capitali

A sparigliare le carte tra qualche mese potrebbe essere la norma sulle liste del cda attualmente in discussione in parlamento. Se infatti gli emendamenti al Ddl Capitali venissero accolti, le liste di minoranza con più del 20% dei voti avrebbero diritto al 49% del nuovo board. Il nuovo quadro normativo aprirebbe scenari clamorosi anche in Piazzetta Cuccia dove, specula già qualcuno, Milleri e Caltagirone potrebbero a quel punto convocare l’assemblea per rieleggere il cda con le nuove regole. Se così fosse, il ribaltone cercato nei mesi scorsi dai due azionisti sarebbe solo rimandato. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO

229,00 € per 1 anno
328,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO + MF GPT PRO

138,00 € per 1 anno
198,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

-30%

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

160,00 € per 1 anno
229,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

-30%

SITO + MF GPT LIGHT
Sito senza limiti
+ The Wall Street Journal

69,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)