Roberto Chieppa è il nuovo presidente dell’Associazione dei Magistrati del Consiglio di Stato (AMCdS).
È stato eletto all’unanimità nel corso della prima riunione del neoletto direttivo dell’associazione che si è tenuta il primo ottobre.
Tra gli altri membri eletti all’unanimità: il consigliere Stefano Filippini quale vice presidente, il consigliere Michele Pizzi (segretario generale) e il consigliere Angela Rotondano (segretario generale vicario).
Roberto Chieppa, classe ‘66, presidente di sezione del Consiglio di Stato, è stato eletto segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri il 25 giugno 2018. Prima ancora era stato segretario generale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, (dal 19 dicembre 2011 al 24 giugno 2018) e consigliere di Stato da febbraio del 2000. Autore di diversi volumi nel settore del diritto amministrativo e del diritto antitrust.
«Il direttivo ritiene prioritario delineare e discutere le linee programmatiche della propria attività, al fine di individuare gli interventi idonei a implementare ulteriormente l’efficienza della giustizia amministrativa. L’azione del direttivo sarà ispirata anche a evitare chiusure corporative e autoreferenziali e a coltivare una cultura della giurisdizione, fondata sull’etica pubblica», si legge in una nota dell’associazione che sottolinea come i tempi della giustizia amministrativa italiana «sono già oggi migliori o comunque competitivi rispetto a quelli di altri Paesi europei specie nelle materie di maggior impatto su società ed economia. Gli obiettivi di smaltimento dell’arretrato previsti dal Pnrr sono stati inoltre raggiunti con due anni di anticipo» rispetto alle scadenze del Piano.
«Tali importanti risultati non affievoliscono l’esigenza di fare ancora meglio per garantire a cittadini e imprese risposte certe e chiare in tempi rapidi» assicura il direttivo dell’associazione che «si impegnerà in tale direzione nella convinzione che il Consiglio di Stato, anche grazie all’arricchimento che deriva dalle differenti modalità di accesso e dalle diverse professionalità che lo compongono, possa costituire per l’intera magistratura amministrativa e per il Paese un modello capace di orientare la pubblica amministrazione verso un servizio sempre più efficiente, e di intervenire a difesa del cittadino al fine di evitare che il potere si possa trasformare in arbitrio», conclude la nota. (riproduzione riservata)