Il Ddl Difesa prende forma. La prima bozza è quasi pronta e sarà illustrata «al più presto» al Parlamento. E presentarla saranno direttamente le Forze Armate. Una decisione presa e annunciata dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, in occasione del question time alla Camera mercoledì 28: «Voglio che siano proprio coloro che operano sul campo a indicare a quest’Aula,con chiarezza, le necessità e le risposte di cui hanno bisogno per proteggere e difendere il loro Paese e le loro istituzioni».
La partecipazione dei militari alla stesura del ddl era stata anticipata in una nota diffusa dal ministero lo scorso 16 gennaio, giorno in cui Crosetto ha riunito per la prima volta il Comitato Strategico incaricato di avviare i lavori preliminari per la definizione del disegno di legge di revisione della Difesa. E, non per caso, all’interno del Comitato ci sono principalmente uomini in divisa. Ma era passata sottotraccia. Ora l’annuncio del ministro che dà una importanza strategica a questa collaborazione istituzionale.
«Lo sviluppo del modello è stato affidato a un Comitato con la partecipazione di tutti i rappresentanti delle Forze Armate», ha spiegato Crosetto, che sono «incaricati di elaborare una «proposta strutturata e coerente, capace di rispondere alle esigenze operative, organizzative e strategiche del Paese, in linea con gli impegni internazionali assunti dall’Italia».
I dettagli del ddl non sono ancora stati svelati ma oltre allo studio per l’incremento degli organici, il ministero «sta sviluppando il concetto di riserva volontaria, che sia moderna e flessibile, composta da cittadini che hanno competenze decisive a gestire le minacce ibride, cyber e tecnologiche proprie di questo tempo», ha detto Crosetto. «I principali Paesi europei lo hanno compreso e stanno già intervenendo su quello che viene chiamato il “fattore umano” dello strumento militare».
Crosetto ha quindi ricordato il rafforzamento strutturale avviato dalla Francia, l’obiettivo di 265 mila militari della Germania nonché quello della Polonia di passare da 215 a 500 mila militari professionisti: «Una strada ancor più netta, che affianca alle forze armate un vasto programma di addestramento di civili e di riservisti». (riproduzione riservata)