Più che una corsa quella alla successione di Luca de Meo alla guida di Renault è un duello: sembra essere una sfida a due per la nomina a ceo della casa francese appena rimasta orfana del manager italiano che l’ha rilanciata portandola a una redditività record.
L’uscita di scena di de Meo, che sarà ceo di Kering dal 15 settembre, ha colto tutti di sorpresa, anche dentro l’azienda, e ha scosso profondamente il mercato. Le azioni del gruppo francese hanno registrato lunedì 16 un crollo superiore all’8%, la peggior performance giornaliera dal febbraio 2022 e oltre un miliardo di capitalizzazione bruciata. Un contraccolpo dettato dall’incertezza sul futuro della casa automobilistica, ora chiamata a trovare un nuovo timoniere in un momento cruciale per l’industria automobilistica europea.
Secondo quanto si apprende, la corsa alla successione si sta profilando come un duello tra due manager francesi di spessore: Denis Le Vot, che è già un uomo chiave all’interno dell’organizzazione di Renault, e Maxime Picat, che è invece una figura di primo piano in Stellantis. Entrambi con curriculum robusti e visioni diverse, rappresentano opzioni con pro e contro in un contesto di grande trasformazione.
Classe 1965, Denis Le Vot incarna l’ideale del manager cresciuto all’interno dell’azienda. Dopo gli studi universitari, ha trascorso l’intera carriera nel gruppo Renault, ricoprendo ruoli sempre più rilevanti. Dal 2022 guida con successo, visti gli ottimi risultati di vendita, il marchio low-cost Dacia, di cui è ceo, e allo stesso tempo è Chief Supply Chain Officer dell’intero gruppo. Sotto la sua leadership Dacia ha consolidato la propria posizione come brand pragmatico e redditizio. Modelli come Sandero e Duster sono tra i più venduti in Europa: in aprile la Sandero è stata la seconda vettura più immatricolata nel continente, dietro solo alla Renault Clio, mentre la Duster si è piazzata settima.
Il suo approccio operativo e conoscenza profonda del gruppo, rafforzata da esperienze internazionali in mercati complessi come la Russia (dove è stato coo tra il 2011 e il 2013) e il Nord America per conto dell’alleanza con Nissan, ne fanno un candidato naturale alla successione. In più, il suo legame con la cultura aziendale potrebbe garantire continuità in un periodo in cui Renault affronta pressioni competitive crescenti.
Se Le Vot rappresenta l’anima interna, Maxime Picat è l’outsider esterno ma con solide credenziali. Attuale responsabile globale degli acquisti e della supply chain di Stellantis, Picat ha costruito la propria carriera nel gruppo Psa, poi confluito in Stellantis nel 2021 con la fusione con Fca. È stato ceo del marchio Peugeot dal 2012, contribuendo al rilancio del brand con il lancio di modelli iconici come i Suv 2008 e 3008. Picat è considerato un manager pragmatico, dotato di visione strategica e capace di gestire processi complessi in contesti multinazionali.
Secondo una fonte interna a Stellantis citata da Reuters, Picat non avrebbe escluso contatti con Renault dopo essere stato scartato nella recente corsa alla successione al vertice del gruppo guidato ora da Antonio Filosa. «Non sarei sorpreso se stesse parlando con Renault», ha dichiarato la fonte, rimasta anonima. La candidatura di Picat potrebbe rappresentare per Renault una discontinuità utile, soprattutto se l’obiettivo è rafforzare la competitività internazionale e rompere con alcune logiche consolidate. Tuttavia porterebbe con sé anche le complessità legate a un periodo di transizione culturale e strategica.
Chi prenderà il posto di de Meo dovrà affrontare una serie di sfide non banali. Se da un lato il manager italiano ha avuto il merito di rilanciare Renault – risanando i conti e riformando i rapporti con l’alleata Nissan – dall’altro lascia un gruppo ancora fragile per dimensioni e risorse. La competizione con i colossi cinesi (Byd, Geely, Changan e Chery hanno ormai superato Renault per vendite globali) e le difficoltà nel sostenere da sola la transizione elettrica pongono il tema dell’autonomia strategica. Negli anni recenti Renault ha cercato di colmare le proprie lacune con alleanze mirate: con Google e Qualcomm per la digitalizzazione, con Geely per l’elettrico e la produzione in Asia. Ma il nodo resta la scala.
Per ora Renault non ha fornito commenti ufficiali sui tempi e sulle modalità della successione. Ma il mercato, i partner industriali e le istituzioni francesi (lo Stato detiene il 15% del capitale della società) osservano con attenzione. La scelta del nuovo ceo sarà determinante per capire se Renault continuerà il percorso di rilancio tracciato da de Meo o cambierà strada trovando soluzioni alternative per garantirsi la sopravvivenza competitiva. In una fase in cui la scala conta più che mai, la sfida del dopo de Meo (che vedeva la piccola dimensione di Renault come un vantaggio in questa fase di mercato instabile e in trasformazione) sarà non solo scegliere un nome, ma delineare una direzione strategica per il futuro. Sarà continuità o rottura? Interno o esterno? Le Vot o Picat? (riproduzione riservata)