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Pubblico e privato sul mattone

Pubblico e privato sul mattone

di Giovanna Della Posta
MF - Numero 169 pag. 9 del 30/08/2022

Della posta (Invimit) aderisce all'iniziativa per il rilancio del mercato finanziario. I fondi immobiliari italiani gestiscono poco più di 100 miliardi di euro. Ancora sottodimensionati nel confronto con l'Europa. Ecco come sviluppare una forte squadra di player nazionali del real estate

MF-Milano Finanza per salvare l'Italia. I punti dell'appello lanciato da questo giornale il 6 agosto: 1) Un grande mercato italiano dei capitali; 2) Il risparmio degli italiani investito in Italia; 3) Uno sviluppo del pil che taglia anche il debito. Dopo Orsi & Tori di sabato 6 agosto questo giornale lancia una grande campagna di sensibilizzazione sui temi legati al risparmio, alla Borsa e al rilancio dell'Italia. Tra gli altri sono intervenuti Patuelli (Abi), Rossi (Tim), De Felice (Intesa), Clarich (Sapienza), Conte (Anasf), Cimbri (Unipol), Salerno Aletta (economista), Natali (Assonext), Catella (Coima), Roth (Auto Pedemontana), Morelli (Axa), Vegas (ex Consob), Scardovi (Hope), Grignani (Aiaf) e Bianchi-Micossi (Assonime)

Quando sento parlare dell'Italia mi vengono in mente le parole del ritornello di questa canzone di Renato Rascel: «Noi siamo piccoli, ma cresceremo, e allora, virgola, ce la vedremo!». È un Paese, il nostro, con enormi potenzialità che però, spesso, si fatica a usare come leva di crescita. E se nel frattempo ci impegniamo a crescere, «Noi siamo piccoli ma dateci del Lei!»La crescita, appunto. Un dilemma che ci portiamo dietro in tutte le crisi, dalle campagne elettorali alle cadute dei governi. Il prossimo mese torniamo alle urne e di fronte alla diminuzione della durata media dei governi, anche l'orizzonte delle promesse elettorali e delle aspettative degli elettori si è accorciato sempre di più. Nel pieno della campagna elettorale il dibattito e l'attenzione degli elettori si sono incentrati su temi quotidiani, di breve respiro: dalla politica fiscale alla disoccupazione, passando per gli impatti della guerra sul carovita e sulla capacità dei governanti di tutelare il Paese dalle dinamiche del conflitto.

Ma anche il rilancio del mercato finanziario è un tema politico. D'altronde i risparmiatori sono anche elettori. Basti pensare che, secondo un recente studio condotto dalla Fabi, nell'ultimo decennio la ricchezza finanziaria degli italiani è aumentata, fino ad arrivare a oltre 5.256 miliardi di euro nel 2021 con una crescita del 50%.Sarebbe arrivato il momento, dunque, di pensare a un rilancio del mercato finanziario come piattaforma che possa essere, da un lato, una garanzia di trasparenza e affidabilità mentre, dall'altro, uno strumento per convogliare quest'enorme ricchezza su investimenti privati e pubblici. In pratica una sorta di «campo da gioco» in cui attrarre capitali nazionali e internazionali con regole chiare, soprattutto. Ma chi sarebbero i giocatori «nazionali» pronti a scendere in campo? Tra gli asset class privi di uno scenario di questa portata c'è il settore immobiliare, il real estate.

Allora viene da chiedersi: avremmo giocatori pronti, se avessimo il campo da gioco? Guardando ai numeri dell'edizione 2021 di Scenari Immobiliari, i fondi immobiliari italiani gestiscono oltre 105 miliardi di euro, in crescita rispetto all'anno precedente, quando il totale ammontava a circa 100 miliardi. Un mercato che però si muove su numeri «piccoli» se confrontato con il resto d'Europa, basti pensare che nessuna delle società di gestione del risparmio immobiliari italiane supera di molto gli 11 miliardi di gestito e il transato corporate nazionale del 2021 ha toccato i 9 miliardi, un valore che è poco più della metà del transato di Londra da sola.

Si tratta di pochi numeri che ci fanno capire che il mercato finanziario è uno strumento importante, ma ancora di più lo è lo sviluppo e la creazione della squadra, dei player nazionali. Uno stadio meraviglioso e di ultima generazione sarebbe utile senza squadre di calcio?

È necessario, dunque, un cambiamento culturale che ci consenta – sempre usando una metafora calcistica – di allenare e far crescere i nostri campioni del real estate. Players che già oggi, nonostante la nostra dimensione, si muovono egregiamente sullo scenario europeo, ma occorrono dimensioni maggiori, con 20-30 miliardi in gestione, potrebbero realizzare così, anche in Italia, quelle integrazioni tra capitali istituzionali e retail che sono ancor più necessarie quando l'obiettivo non riguarda solo lo sviluppo di un mercato, ma utilizzare quello stesso mercato per far competere il Paese sullo scacchiere internazionale. Una competizione in cui non basta più partecipare, ma bisogna necessariamente vincere.

Un obiettivo che possiamo raggiungere solo attraverso una forte sinergia tra il settore pubblico e quello privato. Il mondo pubblico infatti può portare in dote, oltre che le competenze, un patrimonio rilevante che, se sommato agli oltre 105 miliardi gestiti dai fondi immobiliari, dà vita a un potenziale che necessita solo di capacità e di volontà (anche politica). Utilizzare correttamente questo patrimonio ci metterebbe sullo stesso piano dei concorrenti europei e darebbe al Paese maggiore stabilità. Sotto questo profilo, sapere che non dipendiamo solo dall'emissione di debito per far fronte alle nostre necessità ci darebbe sicurezza. Ma sicurezza e stabilità finanziaria non possono essere solo il risultato di manovre di spesa pubblica, di uno Stato che dà a qualcuno ma che deve togliere ad altri. Piuttosto sono le premesse per una crescita sostenibile. E un mercato finanziario è il luogo in cui tutto ciò deve avvenire. (riproduzione riservata)

*amministratore delegato Invimit



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