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La scelta vincente è il mercato

La scelta vincente è il mercato

di Maria Laura Garofalo
MF - Numero 177 pag. 12 del 09/09/2022

La quotazione in borsa ha permesso a Ghc di raddoppiare volumi e marginalità in meno di tre anni Ma per allargare l'esperienza di successo occorre un cambio di passo: tagliare costi e burocrazia. Garofalo (Ghc) aderisce all'iniziativa per il rilancio dei mercati finanziari


MF-Milano Finanza per salvare l'Italia. I punti dell'appello lanciato da questo giornale il 6 agosto: 1) Un grande mercato italiano dei capitali; 2) Il risparmio degli italiani investito in Italia; 3) Uno sviluppo del pil che taglia anche il debito.Dopo Orsi & Tori di sabato 6 agosto questo giornale lancia una grande campagna di sensibilizzazione sui temi legati al risparmio, alla Borsa e al rilancio dell'Italia.
Hanno aderito tra gli altri: Patuelli (Abi), Rossi (Tim), De Felice (Intesa), Clarich (Sapienza), Conte (Anasf), Cimbri (Unipol), Salerno Aletta (economista), Natali (Assonext), Catella (Coima), Roth (Auto Pedemontana), Morelli (Axa), Vegas (ex Consob), Scardovi (Hope), Grignani (Aiaf), Bianchi-Micossi (Assonime), Della Posta (Invimit), Di Taranto (Luiss), Carli (Ass.G.C.), Metta (Iit), Testa (Borsa Spa), Colao (Min. Innovazione), D'Agostino (Bird&Bird), Dossena(Avm) e Boldini (Orrick).


In Italia, come è noto, il mercato dei capitali è meno sviluppato rispetto agli altri paesi anglosassoni, difatti l'incidenza della capitalizzazione di borsa sul pil è tra le più basse in Europa.

Le aziende italiane, quindi, preferiscono indebitarsi piuttosto che aprire il loro capitale ad investitori terzi accentuando il problema della sotto capitalizzazione. Eppure un maggior sviluppo del mercato dei capitali doterebbe le aziende di risorse finanziarie da destinare alla crescita, mantenendo contestualmente in equilibrio il loro assetto finanziario.

Ciò nonostante, le imprese italiane continuano a prediligere l'indebitamento con il sistema creditizio piuttosto che andare in Borsa. Un fenomeno che inibisce la crescita dell'azienda impedendo nuovi investimenti e generando, di conseguenza, un impatto negativo sull'intero sistema Paese.

Il mio osservatorio è quello di un imprenditore che parte da un'azienda di famiglia di piccole dimensioni e cresce lentamente nell'arco di un ventennio reinvestendo nello sviluppo tutti gli utili e le disponibilità finanziarie prodotte.

Poi la volontà di accelerare il processo di sviluppo è sfociata nella quotazione in borsa dell'azienda, Ghc Garofalo health care. In poco meno di 3 anni abbiamo raddoppiato, sia in termini di volumi che di marginalità, mantenendo al contempo molto contenuto l'indebitamento. Una scelta vincente, seppure il percorso è stato molto impegnativo, sia dal punto di vista economico che burocratico.

Mi sono sempre occupata di sanità ma l'approdo in borsa mi ha costretto ad aprire gli occhi anche sul mondo finanziario. Oggi in Italia non soltanto sono poche le aziende che si quotano, ma quelle che decidono di farlo, affrontando con coraggio tutte le difficoltà e le incertezze del percorso, sono le pmi mentre le grandi aziende italiane approdano sui mercati esteri.

Ultimamente abbiamo addirittura assistito a casi di delisting o a passaggi ad altre borse internazionali. Se non sono gli italiani a credere nell'Italia come potrà il nostro Paese rialzarsi per competere con le altre potenze economiche europee? Una sfiducia che si ripropone anche nelle scelte di investimento sui mercati finanziari.

Il nostro è un Paese con una capacità di risparmio tra le più elevate a livello mondiale, ma la maggior parte di questi risparmi si trova su depositi bancari e postali, con tassi molto bassi e a volte negativi. Solo negli ultimi anni, i bassi rendimenti degli investimenti in titoli di Stato, hanno spinto molti investitori italiani a scegliere in maniera più significativa i fondi comuni di investimento; strumenti che consentono una valida diversificazione e protezione del risparmio.

Tuttavia, questi fondi sia di diritto internazionale che di diritto italiano, investono prevalentemente in titoli esteri favorendo aziende ed economie straniere a discapito di quella nazionale.

Eppure esistono in Italia diverse aziende che come Ghc (che peraltro opera in un settore aciclico come la sanità) sono affidabili, resilienti e capaci di creare valore nel lungo periodo, in modo responsabile e attento a tematiche ambientali, sociali e di governance e perciò appetibili per gli investitori.

L'auspicio è quindi quello di un cambio di passo che porti ad uno sviluppo dei mercati dei capitali e a maggiori investimenti in aziende italiane attraverso incentivi finanziari e fiscali per le società quotande, una semplificazione del processo di quotazione e riduzione dei relativi costi, ma soprattutto attraverso un'educazione finanziaria, anche intervenendo a livello scolastico. (riproduzione riservata)

*amministratore delegato Garofalo Health Care



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