
MF-Milano Finanza per salvare l'Italia. I punti dell'appello lanciato da questo giornale il 6 agosto: 1) Un grande mercato italiano dei capitali; 2) Il risparmio degli italiani investito in Italia; 3) Uno sviluppo del pil che taglia anche il debito. Dopo Orsi & Tori di sabato 6 agosto questo giornale lancia una grande campagna di sensibilizzazione sui temi legati al risparmio, alla Borsa e al rilancio dell'Italia. Hanno aderito tra gli altri: Patuelli (Abi), Rossi ( Tim), De Felice ( Intesa), Clarich (Sapienza), Conte (Anasf), Cimbri ( Unipol), Salerno Aletta (economista), Natali (Assonext), Catella (Coima), Roth (Auto Pedemontana), Morelli ( Axa), Vegas (ex Consob), Scardovi (Hope), Grignani (Aiaf), Bianchi-Micossi (Assonime), Della Posta (Invimit), Di Taranto (Luiss), Carli (Ass.G.C.), Metta (Iit), Testa (Borsa Spa) e Colao (Min. Innovazione).
Gelsomina Vigliotti è da un anno la vicepresidente italiana e membro del comitato direttivo della Banca Europea per gli Investimenti (Bei).
Domanda. In Italia il risparmio privato ha raggiunto i 1.800 miliardi di euro. Quali sono le strategie migliori per permettere a parte di queste risorse di arrivare all'economia reale e la crescita del Paese?
Risposta. Negli ultimi anni ci sono stati diversi provvedimenti e incentivi spesso di natura fiscale che hanno favorito l'impiego del risparmio privato nell'economia reale. La quota di risparmio privato destinata agli investimenti rimane però limitata. Solo il 5% delle attività finanziarie delle famiglie impiegato nel risparmio gestito rimane in Italia, contro, per esempio, il 34% in Francia e il 14% in Germania. Le caratteristiche strutturali dell'economia italiana e un mercato dei capitali non sufficientemente sviluppato sono alla base di questa tendenza che va invertita. È necessario promuovere in maniera sistemica percorsi di crescita delle imprese italiane che possano offrire e beneficiare di strumenti finanziari appetibili per gli investitori istituzionali e intermediari finanziari, attori fondamentali per allocare il risparmio nell'economia.
D. Per la Bei, come istituzione, è possibile studiare strumenti che possano favorire questo processo?
R. Certo. Come Gruppo Bei, ci stiamo impegnando per far crescere il mercato del venture capital e private equity, specialmente attraverso il Fei, il cui obiettivo è aiutare le pmi nel loro percorso di crescita, dalla prima idea alla quotazione in borsa, rafforzando così l'ecosistema finanziario e attirando capitali privati in questa direzione.Su questo fronte, il Fei, in partnership con Cdp, mira a sviluppare settori specifici, come il trasferimento tecnologico attraverso ITAtech. Sulla scia di questa collaborazione di successo, il Fei e Cdp stanno discutendo una serie di nuove iniziative per sostenere segmenti di mercato in settori e aree geografiche, in particolare il Sud Italia, attualmente non sufficientemente coperti dai gestori di fondi italiani. Stiamo parlando del turnaround, energy transition, gender smart financing, venture capital e del credito privato, che sta diventando sempre più importante e rappresenta una strategia per far sì che i risparmi privati raggiungano l'economia reale.
D. Come favorire la crescita dimensionale delle imprese?
R. Le pmi e i gestori di fondi italiani faticano a ottenere i finanziamenti necessari per espandersi, internazionalizzarsi e affrontare la concorrenza globale. Il sostegno pubblico da parte di istituzioni europee come il Fei o nazionali come la Cdp è importante, ma il contributo dei capitali privati rimane indispensabile. In questa direzione, per attirare i gestori del risparmio privato verso il finanziamento delle pmi e quindi dell'economia reale, il Gruppo Bei ha lanciato per tramite del Fei due strumenti che offrono agli investitori istituzionali un partner affidabile che garantisce un accesso privilegiato ai migliori fondi e che offre un rendimento importante insieme a una gestione prudente. Da un lato, l'Asset management umbrella fund (Amuf) offre opportunità di investimento al private equity e al venture capital, e dall'altro il Sustainable development umbrella fund (Sduf) integra gli aspetti di sostenibilità ambientale e climatica nel processo di investimento. In entrambi i prodotti, l'Italia ha svolto un ruolo di primo piano. Infatti, le principali Casse di Previdenza italiane hanno colto l'importanza del progetto e, come investitori di riferimento, hanno permesso di raccogliere oltre 700 milioni a beneficio dell'economia reale. Ci sono anche altri strumenti per favore la crescita delle imprese. Penso alle piattaforme fintech, che dal 2014 ad oggi hanno attivato finanziamenti per 8,6 miliardi in favore delle pmi e startup italiane, e la finanza strutturata, come le operazioni di cartolarizzazione che offrono agli intermediari finanziari uno sgravio di capitale. Grazie ai prodotti di cartolarizzazione sviluppati dal Gruppo Bei, le banche hanno a disposizione più capitale da reimpiegare in nuovi prestiti alle pmi. Ci sono poi i finanziamenti diretti alle pmi: grazie ai tassi inferiori a quelli di mercato, il Gruppo Bei, nel 2021, ha sostenuto le esigenze di liquidità di oltre 47.000 pmi italiane con 6,86 miliardi di euro, il 51% dell'attività totale del Gruppo nel nostro Paese.
D. Nel 2021 la Bei ha intensificato le proprie attività fornendo 13,5 miliardi di euro e attivando 76.3 miliardi di investimenti. Finora qual è stato il contributo 2022?
R. Il 2021 è stato un anno eccezionale. Come sempre, il Gruppo Bei gioca un ruolo anticiclico e, l'anno scorso, abbiamo raggiunto un livello record di finanziamenti anche grazie agli strumenti messi in atto, il Fondo europeo di Garanzia in primis, per contrastare la crisi economica causata dalla pandemia.Per quest'anno, il programma di investimenti per l'Italia rimane ottimo e abbiamo già finanziato diversi progetti chiave nel nostro Paese: dal finanziamento di diverse aziende attive nel settore idrico - contribuendo a migliorare la copertura, la qualità e la resilienza dei servizi idrici integrati in Italia - al finanziamento dei semiconduttori, supportando cosi l'autonomia, la competitività e la sovranità tecnologica italiana e quindi europea. Il sostegno alle pmi, il motore trainante della nostra economia, e il supporto alla transizione climatica e digitale, rimangono certamente una priorità senza ovviamente dimenticare la transizione energetica, la cui importanza è quotidianamente sotto i nostri occhi. I risultati finali, come ogni anno, li presenteremo a gennaio. Per il momento, posso anticipare che l'Italia è sempre stata uno dei maggiori beneficiari delle risorse del Gruppo Bei e continuerà a esserlo anche quest'anno.
D. Che ruolo avrà il nuovo programma InvestEU nello stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro?
R. InvestEU è la nuova generazione di strumenti finanziari dell'Ue, che si basa sul modello di successo del Piano di investimenti per l'Europa, il cosiddetto Piano Juncker. Con una garanzia dell'Ue pari a 26,2 miliardi di euro, che permetterà ai partner d'investimento di assumere rischi più elevati e di sostenere progetti a cui avrebbero altrimenti rinunciato, l'obiettivo è di attivare investimenti per circa 372 miliardi di euro in tutta l'Unione europea, contribuendo a sviluppare un'economia più verde e digitale.In collaborazione con la Commissione Europea, stiamo organizzando il 7 ottobre un evento a Roma per lanciare il programma InvestEU in Italia, dove spiegheremo quali sono i prodotti di finanziamento e di advisory disponibili. Vi aspettiamo numerosi. (riproduzione riservata)