Per il credito al consumo il 2024 si è aperto all’insegna del rimbalzo grazie alla ripresa del segmento dei prestiti personali che rappresenta circa la metà del mercato. ll credito al consumo si divide in quattro grandi categorie: i prestiti personali, chiamati anche non finalizzati e contratti non soltanto per generiche esigenze di liquidità ma anche a fronte di spese dichiarate all'atto della richiesta (ad esempio ristrutturazioni, acquisto di arredamenti, di auto, corsi di studio, matrimoni, vacanze,informatica, cure mediche, hobby), i finanziamenti finalizzati (perché vengono erogati nel negozio dove si effettua l'acquisto), le carte di credito rateali e i prestiti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione.
Se nel 2023 le erogazioni avevano segnato una dinamica piuttosto debole con un -0,4% nel complesso rispetto al 2022, dovuto al -1,6% dei prestiti personali (con un andamento che verso fine anno è migliorato visto che nella prima parte la contrazione era arrivata anche al -7/8%), i primi tre mesi del 2024 hanno segnato un aumento del 3,7%, grazie al recupero importante dei prestiti personali che fanno +8,9%. «I tassi molto alti del 2023 da un lato hanno frenato la domanda con diverse famiglie che, potendo, hanno rimandato le spese a tempi migliori considerando anche il peso dell’inflazione sui consumi, d’altra parte anche l’offerta è diminuita perché gli operatori hanno stretto le erogazioni di fronte all’aumento della quota della clientela più rischiosa che richiedeva i finanziamenti», spiega Giuseppe Piano Mortari, vice segretario generale di Assofin, l’associazione italiana del credito al consumo e immobiliare. Guardando ai prestiti personali c’è stato anche un altro fenomeno che nel 2024 è venuto meno, ovvero la riduzione dell’importo medio richiesto: in media circa 9 mila euro, mentre fino a qualche anno fa aveva raggiunto anche i 12-13 mila euro.
Detto questo il 2024 è partito con prospettive migliori. La ripresa delle erogazioni nei prestiti personali del primo trimestre, ma anche per aprile ci sono segnali che rafforzano questa tendenza, «è imputabile al ritorno della domanda legato al miglioramento del clima di fiducia tra i consumatori. Insomma, con la prospettiva di riduzione dei tassi, tra le famiglie si percepisce una situazione un po’ meno negativa rispetto a un anno fa quando l’inflazione era ancora in deciso aumento. Nel frattempo l’offerta ha riaperto i cordoni della borsa perché si è visto che la rischiosità media dei richiedenti si sta abbassando rispetto al 2023», osserva Piano Mortari. Sul fronte invece dei finanziamenti finalizzati per acquisto di auto e moto, al secondo posto per erogato nel trimestre con quasi 2 miliardi, c’è stato un calo dello 0,7%, ma qui va fatta una precisazione: la fotografia di Assofin riguarda soprattutto le auto usate perché alcune società finanziarie dei gruppi automobilistici non sono associate. Nel nuovo invece ci sono segnali importanti di ripresa delle erogazioni. Al contrario il ramo dei finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio o pensione soffre ancora soprattutto nei volumi che nel trimestre sono in calo del 6,4% a 1,54 miliardi, con un -1,1% del numero di operazioni. «Una frenata dovuta al contesto di tassi alti: dato che la rata, comprensiva di quota capitale e quota interessi, è sempre un quinto dello stipendio o della pensione, se i tassi aumentano la fetta di capitale erogabile è inferiore, ma ora con l’inizio della fase di ribasso della Bce la situazione dovrebbe tornare alla normalità», commenta Piano Mortari. Gli altri prestiti finalizzati, che ammontano per volume a 1,57 miliardi nel trimestre, in riduzione del 4,3%, «si concentrano su prodotti ecosostenibili che vanno nella direzione dell’efficientamento energetico nell’ambito delle abitazioni, come i pannelli solari», rileva Piano Mortari. Ma il fatto che il numero di operazioni cresca del 3,5% sta a segnalare che gli importi medi erogati si riducono (nel trimestre sono pari a 1.251 euro). Il segmento delle carte di credito vede un aumento del 2,5% nelle erogazioni e dell’8,3% nel numero di operazioni: si tratta di rilevazioni relative soltanto alle carte che prevedono la possibilità di rateizzare la spesa e non quelle con pagamento a saldo una tantum. «Questo andamento positivo rientra nella sempre maggiore diffusione delle modalità di pagamento cashless», afferma Piano Mortari, «ovvero senza l’uso di contante». Filone che comprende anche la formula del Pay now buy later, che si è diffusa negli ultimi tre-quattro anni, ovvero il pagamento senza interessi di piccoli importi, attorno ai 100 euro, con tre o quattro rate, sia nel punto vendita, sia negli acquisti online. «Il Pay now buy later è diventato un concorrente delle carte di credito a rate, andando a conquistare quote di mercato di queste ultime», ricorda Piano Mortari.
Quali le prospettive dopo i segnali positivi del primo trimestre? «Il credito al consumo è favorito dal calo dei tassi e quanto più questo calo sarà repentino e solido tanto più questo mercato ne trarrà vantaggio», conclude Piano Mortari. Il problema è che oggi i tassi praticati possono arrivare anche a valori molto elevati dato che i livelli sopra i quali scatta, sulla base delle regole del Mef, l’usura risentono del periodo di rialzi. Infatti questi sono calcolati trimestre per trimestre sulla base dei tassi praticati due trimestri prima, quindi quelli in vigore nell’attuale periodo aprile-giugno fanno riferimento ai valori del quarto trimestre 2024 quando il mercato non aveva ancora iniziato a scontare l’avvio della fase ribassista da parte della Bce.
Come emerge dall'analisi di MF-Milano Finanza, che ha messo a confronto i dati di questo secondo trimestre 2024 con quelli del secondo trimestre 2022, prima che la Bce iniziasse ad alzare i tassi (si veda tabella): si nota un netto aumento dei Tassi effettivi globali medi (Tegm) a cui le banche concedono i vari tipi di prestiti e dei relativi limiti di usura rilevati da Banca di Italia in vigore per l’attuale trimestre. Proprio per il meccanismo di calcolo con lo specchietto retrovisore nei prossimi trimestri i tassi sui prestiti dovrebbero scendere. Anche se la base di partenza in diversi casi è davvero alta considerando che in alcune formule ci sono garanzie, come nella cessione del quinto della pensione.
Sul credito revolving ad esempio (una linea ricaricabile nel tempo) i tassi possono sfiorare il 24%, senza ricadere nell'usura (23,8375%), e i tassi medi rilevati da Banca d’Italia sono del 15,87%, rispetto al 15,80% del secondo trimestre 2022. Nei prestiti contro cessione del quinto di stipendio o pensione invece il limite d'usura è aumentato al 21,05% fino a 15 mila euro dal 17,75% precedente con una media salita dall’11% del secondo trimestre 2022 al 13,64%. Nei prestiti personali il tasso legale può arrivare al 18,45% dal 15,525% precedente con una media dell’11,56% (9,22% due anni fa).
I tassi soglia d’usura sono determinati da un automatismo stabilito dalla legge, a partire dai Teg (ovvero i tassi annui praticati alle singole categorie di finanziamenti) rilevati trimestralmente dalla Banca d'Italia presso gli intermediari. Il Tegm rappresenta quindi la media trimestrale dei Teg e comprende tutte le spese connesse al finanziamento, escluse le imposte. L'Abi in ogni caso avverte che il Tegm non permette di effettuare confronti sui tassi applicati in Italia con quelli in altri mercati d'Europa. Né il Tegm né il tasso di usura compaiono nelle note informative, dove è indicato il Taeg, il costo totale del credito in percentuale annua sul capitale erogato. È un indice che comprende il tasso e gli altri oneri che il consumatore deve sostenere (tra cui spese di istruttoria, di comunicazioni, di incasso rata e imposte).
Il calcolo di Taeg e Tegm risponde a criteri differenti: alcuni costi sono inclusi nel Taeg e non nel Tegm (come le imposte) e i costi assicurativi sono trattati in maniera differente. In ogni caso il Taeg è calcolato sul finanziamento personalizzato ed è armonizzato a livello europeo. Nella documentazione informativa e nei messaggi pubblicitari è riportato anche il Tan (Tasso annuo nominale), ovvero il tasso applicato ogni anno sul capitale erogato. E' quindi compreso nel Taeg.
Un modo per cercare offerte più convenienti è rivolgersi ai canali online (si vedano tabelle), anche se va detto che l’aumento dei tassi si nota anche qui pur partendo da basi più basse. Ad esempio le proposte più convenienti di prestiti personali nella piattaforma di Facile.it oggi hanno un Taeg tra il 7,4% al 14,4% a seconda della finalità. Su Segugio.it i migliori tassi per la cessione del quinto hanno un Taeg del 4,87%, comunque ai massimi dal 3,74% del secondo trimestre 2023 e al 2,95% del secondo trimestre 2022. Idem per i prestiti personali: i tassi più bassi delle pratiche erogate su Segugio.it sono al 7,39%, mentre un anno fa erano al 7,14% e due anni fa al 5,71%. (riproduzione riservata)