Il colosso internazionale della logistica Prologis e Fbh, della famiglia Bertola: Poste Italiane, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, ha scelto un partner italiano e uno estero per dare attuazione al suo maxi piano nel settore delle logistica destinato a valere oltre 1,5 miliardi. Un progetto che è stato realizzato con il supporto di Dea Capital Real Estate, guidata dall’amministratore delegato Emanuele Caniggia, che a fine 2024 si è aggiudicata la gara tra i gestori (in competizione c’erano anche Generali Real Estate, Coima e Kryalos) ideando un piano articolato che chiama in campo diversi strumenti e soggetti, partendo da una sicaf sotto il cui cappello saranno raccolti strumenti e veicoli diversi.
A questo scopo a febbraio è partita Patrimonio Logistica Italia, la sicaf nella quale Poste apporterà tutti i più grandi siti della rete logistica primaria e gran parte della rete intermedia per una rete complessiva di circa 640 mila metri quadri. Ad aprile si è subito perfezionato il primo aumento di capitale che è stato sottoscritto da Poste mediante il conferimento in natura di 47 immobili del valore di circa 333 milioni, e dalla sgr immobiliare guidata da Caniggia che ha ora il 2,8% della sicaf dopo aver versato in cassa 9,5 milioni. Ma, pronto a partire, c’è già un nuovo conferimento di capitale da 300 milioni, che sarà chiuso entro fine anno, per arrivare quindi ad un totale di oltre 630 milioni. Un piano che, già in fase di avvio, vale quindi oltre 600 milioni di euro ma che, come detto, è destinato a lievitare verso 1,5 miliardi grazie anche all’intervento dei due operatori specializzati in logistica che apporteranno, a loro volta, competenze e capitale nei veicoli ad hoc che saranno racchiusi sotto il cappello della sicaf.
L’intenzione del gruppo guidato da Del Fante è di valorizzare e ammodernare l’attuale grande rete logistica di Poste ma anche di ampliarla, migliorando allo stesso tempo l'efficienza operativa e la sostenibilità delle infrastrutture del gruppo. Agli hub di logistica già esistenti dovranno quindi aggiungersi nuovi siti che siano in grado di supportare lo sviluppo che il settore dei pacchi sta avendo per Poste Italiane. Ai nastri di partenza ci sarebbero già 7-8 nuovi siti situati nel centro nord Italia per attivare in prospettiva ad un totale di circa 25 strutture individuate, in un progetto destinato a crescere grazie anche all’apporto dei due operatori specializzati in logistica chiamati in campo: il colosso Prologis, che da oltre 30 anni è la società leader del settore immobiliare industriale a livello mondiale e la Fbh, della famiglia Bertola, che in Italia opera sul mercato della logistica dalla fine degli anni Sessanta.
Ieri intanto Poste ha comunicato, tramite Consob, il closing dell’operazione su Tim che ha consentito al gruppo postale di salire al 24,81% del capitale dell’operatore di telecomunicazioni. Una mossa che ha permesso a Poste di diventare il primo azionista di Tim (con Vivendi al 2,5%) e consentirà di mettere in atto una serie di sinergie e partnership con l’ex monopolista della telefonia, dalla rete e alla polizze. Gli occhi sono ora puntati sull’assemblea dei soci di Tim fissata per 24 giugno. Resta da capire se Poste avrà già deciso, per quella data, come intervenire sul board della società. (riproduzione riservata)