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Come proteggere gli investimenti dai rischi geopolitici? Ecco un mix di azioni, bond e settori scelti da Pictet A.M.

15 novembre 2023, 09:38 Ultimo aggiornamento: 17:35

L’attuale momento di vulnerabilità delle economie e le tensioni geopolitiche tra Russia e Ucraina e a Gaza spingono la Strategy Unit di Pictet Asset Management a prediligere i bond alle azioni, le economie emergenti (Giappone in primis) dei mercati sviluppati e alcuni settori a tutela di un’eventuale escalation in Medio Oriente | Investimenti, le migliori strategie difensive per limitare i danni in portafoglio delle guerre secondo Ubs. Ecco come proteggersi

Come proteggere gli investimenti dai rischi geopolitici? Ecco un mix di azioni, bond e settori scelti da Pictet A.M.

Il conflitto a Gaza arriva in un momento in cui le economie appaiono vulnerabili. La Strategy Unit di Pictet Asset Management pensa che gli Stati Uniti siano sul punto di rallentare in modo significativo per via delle ripercussioni sui consumatori degli aumenti dei tassi della Fed statunitense. E per quanto sembri che l'economia cinese abbia ormai toccato il fondo, il sentiment resta poco costruttivo. Inoltre, in Europa la ripresa tarda ad arrivare.

Pictet A.M.: posizione neutrale sulle azioni, puntare sui bond

Di conseguenza, la Strategy Unit di Pictet Asset Management mantiene una posizione neutrale sulle azioni. Le valutazioni azionarie sono forse più appetibili dopo la recente contrazione del mercato e gli utili societari appaiono resilienti per il momento; tuttavia, la crescita economica modesta non incentiva all'acquisto. «La nostra posizione difensiva è rafforzata dalla scelta di sovraponderare le obbligazioni», precisa Pictet A.M.

Quest'anno i mercati del reddito fisso hanno subìto importanti scossoni e la prospettiva di un aumento dell'offerta di titoli di Stato è motivo di preoccupazione, visti i deficit consistenti del settore pubblico, in particolare negli Stati Uniti. Tuttavia, con le obbligazioni che offrono i rendimenti più interessanti da molti anni a questa parte (a ottobre, i Treasury Usa a 10 anni hanno toccato il 5%, con rendimenti reali ai massimi da decenni) e un probabile rallentamento sia della crescita sia dell'inflazione, Pictet A.M. continua a mantenere un sovrappeso sul reddito fisso.

«I nostri parametri di valutazione danno chiaramente la preferenza alle obbligazioni rispetto alle azioni, non da ultimo grazie al recente balzo dei rendimenti», ribadisce Pictet A.M. I multipli prezzo/utili azionari statunitensi rimangono più alti rispetto alle stime del nostro modello. «Il rapporto prezzo/utili a 12 mesi per il mercato è del 12% superiore alla nostra previsione di fair value pari a 16 volte. I "magnifici sette", i titoli tecnologici che dominano la performance del mercato azionario, si sono leggermente indeboliti, ma le previsioni per il loro p/e indicano ancora un generoso rapporto pari a 28 volte: un premio dell'80% rispetto al resto del mercato. Tuttavia, quest’ultimo ha seguito l'andamento dei rendimenti obbligazionari», nota Pictet A.M. Al contempo, negli Stati Uniti le azioni sono molto più costose delle obbligazioni: per la prima volta dal 2001, il rendimento azionario degli utili a 12 mesi è inferiore al tasso dei Fed Funds e il divario tra il rendimento degli utili e il rendimento obbligazionario reale è inferiore al 2%. Uno scenario di questo genere ha avuto luogo solo quattro volte negli ultimi cinquanta anni.

«I nostri indicatori tecnici mostrano un indebolimento per le azioni, guidato dal calo del momentum in Giappone e da un deterioramento nell'Eurozona. Tuttavia, la stagionalità resta favorevole al mercato per il prossimo mese. In peggioramento anche il trend per le obbligazioni. Il sentiment rimane debole e suggerisce condizioni di ipervenduto per l'Eurozona e le azioni cinesi. All'interno del reddito fisso appaiono ipervenduti anche il credito high yield e le obbligazioni in valuta forte dei mercati emergenti», puntualizza Pictet A.M.

Meglio le economie emergenti (Cina esclusa) dei mercati sviluppati

Gli indicatori di Pictet A.M. del ciclo economico mostrano anche economie dei mercati emergenti ancora resilienti e mercati sviluppati in rallentamento. Tra questi, l'Eurozona ha prospettive migliori rispetto agli Stati Uniti, sebbene per entrambi la crescita sia inferiore al potenziale. Nel breve termine, la persistenza dell'inflazione resta motivo di preoccupazione, visto l'aumento generalizzato delle pressioni sui prezzi. Naturalmente un eventuale allargamento del conflitto tra Hamas e Israele oltre questa regione avrebbe un impatto sui prezzi del petrolio. Tuttavia, nel complesso, «riteniamo che le forze disinflazionistiche saranno predominanti, trainate da una crescita moderata e dall'allentamento delle pressioni sulle catene di approvvigionamento», precisa Pictet A.M., prevedendo che l'economia statunitense rallenti ben al di sotto del potenziale e del tasso di espansione attuale (1,9%).

Questo perché, spiega, «prevediamo una riduzione dei consumi con l'esaurirsi dei risparmi accumulati dalle famiglie americane durante il Covid. Vediamo sottotono anche l'Eurozona, in particolare i Paesi dipendenti dal settore manifatturiero. Tuttavia, la situazione dovrebbe migliorare con la lenta ripresa della Cina. Il Giappone rimane l'unica nota positiva nel mondo sviluppato. «Riteniamo che sia l'unica grande economia sviluppata con una crescita nel 2024 superiore al potenziale. Al momento, la spesa dei consumatori è robusta, mentre le riforme della governance in tutto il settore societario contribuiscono ad attrarre capitali stranieri. Le condizioni di liquidità restano differenziate in tutto il mondo: Stati Uniti ed Europa sono in una fase restrittiva, mentre in Giappone vediamo, per il momento, l'opposto. Gli stimoli offerti dalla Cina restano modesti.

Come proteggere gli investimenti dai rischi geopolitici? Ecco un mix di azioni, bond e settori scelti da Pictet A.M.

Negli Stati Uniti, il rialzo dei tassi reali sta frenando la concessione di prestiti. Il flusso creditizio è poi inibito da una ripresa del quantitative tightening da parte della Fed e dall'aumento delle emissioni di titoli di Stato Usa a copertura del significativo deficit di bilancio del Paese. È probabile che l'emissione trimestrale netta di obbligazioni statunitensi tocchi i 300-500 miliardi di dollari nel trimestre in corso e in quelli successivi, rispetto all'ammontare inferiore ai 200 miliardi di dollari del precedente, stima Pictet A.M. I costi del servizio del debito costituiranno un’ulteriore spinta al rialzo. In Cina, la minaccia di una deflazione potrebbe spingere le autorità ad adottare un atteggiamento più accomodante. In Giappone, intanto, alcuni segnali sembrano indicare una stretta imminente, anche se permangono dubbi sulla tempistica.

Regioni e settori azionari: qualità e difesa

La combinazione di nuovi conflitti in Medio Oriente e guerra ancora in corso in Ucraina accresce l'incertezza per gli investitori, già preoccupati dal fatto che i tassi d'interesse possano rimanere elevati ancora a lungo. In tali condizioni, la scelta migliore per gli investitori sarebbe detenere i classici "titoli di qualità" di aziende a elevata redditività, con utili ben prevedibili e bassa leva finanziaria. Negli ultimi due anni, la performance di queste azioni è stata superiore a quella delle loro controparti growth, sensibili ai movimenti a rialzo e ribasso del ciclo economico.

In quest’ottica, suggerisce Pictet A.M., i titoli svizzeri dovrebbero rivelarsi interessanti nei prossimi mesi, poiché il Paese ha la quota più alta di titoli difensivi (e quasi tutti di qualità) tra tutte le economie principali: circa il 60% della capitalizzazione di mercato dell'indice di riferimento svizzero. Si tratta principalmente di aziende farmaceutiche e di beni di prima necessità. «Continuiamo a sovrappesare le azioni svizzere e a considerare ragionevoli le loro valutazioni. Manteniamo un sovrappeso anche sulle azioni giapponesi: molte aziende del Sol Levante beneficiano della forte dinamica degli utili, da cui ci attendiamo una crescita di mercato di poco superiore al 10%, la più alta tra tutte le economie sviluppate e paragonabile al ritmo che ci aspettiamo dai mercati emergenti. Siamo, inoltre, entusiasti delle nuove misure volte a migliorare la corporate governance in Giappone. Il posizionamento degli investitori sui mercati azionari giapponesi non è ancora consistente: nelle ultime 13 settimane, i fondi dedicati al Giappone hanno attratto flussi in entrata per soli 9 miliardi di dollari», indica Pictet A.M., meno positiva sui titoli dell'Eurozona.

Le prospettive di crescita della regione rimangono deboli ed è probabile che la politica della banca centrale resti aggressiva a causa della pressione al rialzo sui prezzi dovuta alla forte crescita salariale. Allo stesso tempo, i margini di profitto delle aziende europee appaiono vulnerabili. Per quanto riguarda i settori, Pictet A.M. sovrappesa l'energia, una mossa difensiva alla luce dell'aumento delle tensioni geopolitiche. «La nostra posizione difensiva è ulteriormente rafforzata dal sottopeso nei beni di consumo voluttuari e dal sovrappeso nei beni di prima necessità. È infatti evidente che i consumatori, in particolare quelli statunitensi, stiano spendendo i risparmi accumulati durante la pandemia a un ritmo più rapido di quanto pensassimo in precedenza, il che suggerisce, a tendere, un calo della spesa al dettaglio. Negli Stati Uniti, ad esempio, il risparmio complessivo è diminuito di due terzi dal picco di circa 1,8 miliardi di dollari dell'agosto 2021. A questo ritmo, i consumatori avranno esaurito le loro riserve entro la metà del 2024. Continuiamo, inoltre, a mantenere una posizione di sovrappeso nei servizi di comunicazione. Il settore offre esposizione ad aziende dai bilanci solidi e negoziate a valutazioni ragionevoli. Per contro, rimaniamo neutrali nei confronti del settore della tecnologia. Gli utili delle grandi aziende tecnologiche sono stati, in parecchi casi, deludenti: sebbene il settore sia sostenuto da forti tendenze secolari, come il crescente utilizzo dell'Intelligenza Artificiale, è difficile vedere sorprese al rialzo», avverte Pictet A.M.. (riproduzione riservata)



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