Si entra nel rush finale per la decisione del golden power sul caso Pirelli. A testimoniarlo sono una serie di dichiarazioni, indiscrezioni e novità ufficiali emerse nel pomeriggio del 13 marzo.
Secondo quanto risulta a milanofinanza.it, una decisione dovrebbe arrivare entro il 15 aprile, entro 75 giorni dalla data di apertura ufficiale del provvedimento dopo la disdetta del patto parasociale tra il fronte italiano dei soci – la Camfin e gli altri veicoli controllati dal vicepresidente esecutivo del gruppo Marco Tronchetti Provera, al 25,54% e in predicato di salire fino al 29,9% – e quello cinese, Sinochem, primo socio con il 34,1% del capitale.
La ricostruzione viene indirettamente confermata anche dalla scelta di Pirelli di rinviare il consiglio d’amministrazione chiamato ad approvare i risultati definitivi del gruppo dal 26 marzo al 16 aprile. In una nota ufficiale, il gruppo della Bicocca ha scritto infatti che il cambio data è stato effettuato «per tenere in considerazione le tempistiche del procedimento Golden Power attualmente in corso».
Le prossime settimane, dunque, saranno decisive per capire se le parti troveranno un accordo che, al momento, resta ancora distante oppure se toccherà al governo intervenire con una decisione dall’alto.
Lunedì 16 marzo potrebbe essere una giornata importante, anche se difficilmente decisiva. Secondo alcune indiscrezioni riportate da alcune agenzia di stampa, sono in programma le audizioni dei protagonisti della vicenda davanti all'ufficio Golden Power della Presidenza del Consiglio. Lo stallo è ormai noto: Pirelli teme che il mercato americano possa essere interdetto alla sua tecnologia Cyber Tyre con le nuove norme Usa. La Camfin di Tronchetti Provera punta a un ridimensionamento nel capitale di Sinochem, mentre i cinesi non hanno dato segnali d’apertura in questo senso. Pirelli non ha commentato le indiscrezioni.
Nel primo pomeriggio di oggi, 13 marzo, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato a Radiocor che «la questione deve essere esaminata anche con riferimento ai profili inerenti alla normativa sul golden power» e che, come già detto in precedenza, «è interesse di tutti i soci che Pirelli, quale azienda di rilevanza nazionale, possa continuare a operare senza limitazioni e con successo in tutti i propri mercati di riferimento, incluso quello statunitense». (riproduzione riservata)