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Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo Pirelli
Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo Pirelli
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Pirelli, l’utile corre e il debito va giù dopo la conversione del bond. Maxi-cedola in arrivo

25 febbraio 2026, 18:20 Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2026, 11:09

Il gruppo della Bicocca prevede 0,34 euro per azione, per una distribuzione totale di 369 milioni di dividendi. La posizione finanziaria netta è negativa per 1,1 miliardi, molto meglio della guidance da 1,6 miliardi

In attesa di capire come il golden power proverà a risolvere lo stallo sulla governance, il board di Pirelli ha approvato i risultati preliminari 2025 e il budget 2026. Il gruppo della Bicocca ha registrato una buona crescita dell’utile oltre 530 milioni di euro e un forte miglioramento della posizione finanziaria netta, anche grazie alla conversione di quasi 500 milioni di bond arrivata a fine dicembre.

Dati che consentono a Pirelli di varare un aumento della retribuzione degli azionisti. Il board, infatti, proporrà un dividendo complessivo di 0,34 euro per azione, per una distribuzione complessiva di circa 369 milioni di euro. La maxi-cedola si compone della tradizionale redistribuzione di circa il 50% dell’utile netto consolidato – 0,24 euro per azione per circa 260 milioni totali – e di un dividendo aggiuntivo di 0,1 euro per azione, pari a circa 109 milioni, anche a valere sulle riserve di utili disponibili.

I risultati del gruppo

Nel 2025 i ricavi di Pirelli sono stati pari a 6,77 miliardi, con una crescita organica del 4,2%. Includendo invece l’effetto cambi e iperinflazione (-3,8%) e il deconsolidamento di Däckia (-0,4%), i ricavi sono stabili rispetto all’anno passato. Cresce ancora il peso dell’High Value, proseguendo così la strategia di specializzazione nel settore impostata ormai da anni dal management guidato dal vicepresidente esecutivo Marco Tronchetti Provera e dal ceo Andrea Casaluci: nel 2025 il settore ha rappresentato il 79% del fatturato totale, dal 76% del 2024.

I volumi sono cresciuti dello 0,4%, con dinamiche opposte dell’High Value e dello Standard: il primo ha sovraperformato il mercato, mentre il secondo ha ridotto l’esposizione su canali meno profittevoli. Non a caso il price/mix ha registrato un incremento del 3,8%.

Guardando alla redditività, l’ebitda adjusted è salito dell’1,9% a 1,55 miliardi, mentre l’ebit adjusted ha toccato quota 1,08 miliardi con un incremento anno su anno di 20 milioni. Il margine ebit adjusted è migliorato da 15,7% a 16% grazie al contributo delle leve interne che hanno più che compensato l’impatto negativo dei fattori esterni (volatilità dei cambi, aumento del costo delle materie prime, inflazione, impatto dei dazi Usa), quantificabile in circa 320 milioni. I dazi Usa, nel 2025, hanno avuto un impatto lordo di circa 55 milioni.

Migliora il debito

L’utile netto del gruppo arriva quindi a 530,7 milioni, in crescita del 5,9% rispetto ai 501,1 milioni del 2024. Il flusso di cassa netto ante dividendi è stato positivo per 1,07 miliardi, comprensivo di un effetto positivo di 496,5 milioni della conversione del bond.

Il costo del debito, calcolato come media degli ultimi dodici mesi, si è ridotto dal 5,06% al 4,40%. La posizione finanziaria netta a fine dicembre era di -1,1 miliardi, nettamente superiore rispetto alla guidance 2025 che era pari a circa 1,6 miliardi e in calo dai -1,93 miliardi di fine 2024.

I target 2026

Sulla base dei risultati 2025, Pirelli ha definito anche i target 2026, anno in cui si attende una solida crescita organica, un ulteriore miglioramento della redditività e una solida generazione di cassa. L’attesa è che i ricavi siano compresi tra 6,7 e 6,9 miliardi, con una crescita organica tra il 3 e il 4%. I volumi sono previsti in aumento dell’1/2% con un price/mix che dovrebbe registrare una crescita di circa il 2%. Più ampia la forbice dell’impatto dei cambi, prevista tra -4,5% e -2,5%. 

Sul fronte della redditività, il margine ebit adjusted è previsto intorno al 16% in leggero miglioramento rispetto al 2025. Interrogato sul tema, nella call con gli analisti Casaluci ha spiegato che, «se si considera il punto medio, il miglioramento è approssimativamente di 20 milioni di euro in valore assoluto» e in termini percentuali l’obiettivo è tra «lo 0,2% e lo 0,3%». Nel suo report, Bernstein ha commento che il target è in linea con il consensus al 16,2%.

La generazione di cassa netta ante dividendi è di circa 500 milioni. Gli investimenti sono pari a circa 450 milioni, intorno al 6,5% dei ricavi. La posizione finanziaria netta è prevista a circa -1,2 miliardi, includendo l’effetto dell’esercizio dell’opzione per incrementare la partecipazione nella joint venture Xushen Tyre – che detiene il polo produttivo di Jining Shenzhou – dall’attuale 49% fino a un massimo del 70% del capitale. Infine, il rapporto fra Pfn ed ebitda adjusted è attesa intorno a 0,75 volte.

Attesa per la guidance

Nella call con gli analisti Tronchetti Provera ha sottolineato che «l’infrastruttura digitale, l’uso dell’AI e l’integrazione dei dati raccolti grazie a una tecnologia unica come il Cyber, sia nel software delle centraline di controllo dei nostri clienti sia nei nostri modelli, stanno rafforzando il nostro modello di business, rendendolo a prova di futuro in un contesto in rapido cambiamento».

Sul tema governance, invece, ha aggiunto che «non ci sono trattative in corso con Sinochem». Tronchetti Provera ha anche spiegato che il golden power «sta analizzando la situazione» e, a chi chiedeva se Pirelli potrà essere compliant già al 17 marzo alle leggi Usa, ha ricordato che il governo e il ministro Urso hanno dichiarato che Pirelli sarà nelle condizioni di competere in tutti i mercati. (riproduzione riservata)



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