Giornata interlocutoria ieri per il dossier Pirelli al golden power. Le parti in causa - l’azienda, il fronte italiano della Camfin a trazione Marco Tronchetti Provera e il fronte cinese di Sinochem - sono stati audite dall’ufficio golden power della Presidenza del Consiglio e hanno presentato le loro posizioni. Un accordo per il momento non sarebbe vicino.
La decisione del governo per risolvere lo stallo sulla governance sarebbe attesa entro il 15 aprile, con il board di Pirelli che sarà chiamato ad approvare i conti definitivi in programma il 16 aprile.
La partita è delicata anche sul fronte dell’esecutivo, visto l’attuale contesto geopolitico. Le nuove norme Usa a partire da oggi impongono alle case automobilistiche di segnalare i fornitori che presentano potenziali criticità, comein questo momento la tecnologia Cyber Tyre per via dell’attuale struttura azionaria e di governance di Pirelli.
Il governo, secondo le poche indiscrezioni trapelate in questi giorni, vorrebbe prendere una decisione equilibrata e inattaccabile dal punto di vista legale, ma in grado di consentire a Pirelli il pieno accesso al mercato statunitense. Tra le ipotesi circolate figurano il blind trust in cui conferire tutta o parte della quota cinese e limitazioni ai diritti di voto di Sinochem o alla lista cinese per il rinnovo del board all’assemblea del 25 giugno.
Intanto il fronte italiano ha ritoccato ulteriormente verso l’alto la propria quota. Camfin ha effettuato altri acquisti sul mercato, salendo dal 25,54% al 25,7%. Il fronte italiano ha più volte ribadito l’intenzione di arrivare fino alla soglia d'opa, al 29,9% del capitale. Sinochem è primo azionista al 34,1%.(riproduzione riservata)