Un trampolino di lancio per cambiare passo e crescere. Con questo obiettivo le aziende si avvicinano all’Euronext Growth Milan (Egm), il mercato non regolamentato che rappresenta il primo contatto con la borsa per le pmi italiane. Se molte società riescono nell’intento e offrono numeri promettenti, a volte i sogni di gloria diventano incubi fatti di conti in rosso e scarsa liquidità, fino ad arrivare a casi estremi di distruzione di valore. Leggendo bilanci e comunicazioni delle quotate sull’Egm, MF-Milano Finanza ha individuato almeno 17 società che hanno portato i bilanci in tribunale, avviando percorsi formali di composizione negoziata della crisi o concordato preventivo. A queste se ne aggiungono altre che mostrano chiari segnali di tensione, come finanziamenti revocati o cause per insolvenza, e dubbi sulla continuità aziendale. Sul listino al momento ci sono 191 società (escludendo i titoli del segmento Pro), ma cinque sono sotto opa e due, quotate da poche settimane, non hanno ancora diffuso risultati finanziari.
Nella lista di chi ha chiesto di accedere agli strumenti di gestione della crisi ci sono aziende di tutti i settori, dal gruppo tech Neosperience alla nota Visibilia, in passato amministrata dalla ministra del Turismo Daniela Santanché, fino a Gt Talent (intrattenimento sportivo), MeglioQuesto (servizi), Clabo (arredi per la ristorazione), Osai Automation (elettronica) o Enertronica Santerno (energia rinnovabile). Quest’ultima ha controversie aperte con alcuni obbligazionisti, oltre che con il fornitore Enel Green Power, e un piano di ristrutturazione debitoria in via di definizione.
In altri casi il percorso passa da azioni di salvataggio da parte di nuovi soci. L’azienda di pentole Illa, ad esempio, sarà rilevata da una cordata guidata da Seri Industrial, mentre per Estrima (veicoli elettrici) è arrivata un’offerta di Zetronic (gruppo iVision Tech). Una procedura di ristrutturazione del debito è stata avviata anche da Riba Mundo Tecnologia, società spagnola ma con soci italiani, dopo che a inizio anno un incendio ha danneggiato in modo grave il magazzino di Valencia.
Le società citate fin qui affrontano situazioni di pesante indebitamento, forte carenza di liquidità e perdite accumulate. Ma il 2024 è stato un anno complesso per numerose realtà e MF-Milano Finanza ha trovato altre 46 imprese che hanno chiuso in perdita (sommandole alle 17 già citate si arriva intorno alle 60 società, circa un terzo delle quotate su Egm). I motivi che possono mandare il conto economico in negativo sono molteplici, da una congiuntura sfavorevole a investimenti fatti per consolidare il business, e non tutti sono forieri di sventure. Nel 2024, ad esempio, sono finiti in rosso - dopo un biennio di boom di ricavi e utili - alcuni rappresentanti del settore edilizio, destabilizzati dalla fine del Superbonus.
Chi può si rimette in pista cercando risorse fresche. Haiki+, ad esempio, ha aperto un aumento di capitale da 23 milioni e lo stesso strumento è stato scelto - tra gli altri - da Execus, Ulisse Biomed ed Ena per finanziare i piani di crescita. In altri casi, invece, si opta per cessioni mirate e piani di razionalizzazione interna, una strada battuta da Cofle e Monnalisa. Quest’ultima, che fa abbigliamento per bambini e ragazzi, ha ottenuto di recente la disponibilità delle banche creditrici a sostenere un piano di rilancio. Questo si baserà, secondo quanto dichiarato dalla società, su una nuova strategia di business, affiancata da un programma di riduzione dei costi operativi che dovrebbe dare risultati dall’esercizio 2025. (riproduzione riservata)