skin track
Donald Trump
Donald Trump
Mercati Azionari Leggi dopo

Piazza Affari, nuove occasioni sul mercato: le 32 azioni ai minimi dell'anno pronte al rimbalzo

23 maggio 2025, 17:50 Ultimo aggiornamento: 18:26

Il Ftse Mib aveva recuperato le perdite del Liberation Day, ma le nuove minacce Usa hanno mandato il mercato a gambe all’aria. Selloff sugli industriali. Le occasioni di acquisto tra i titoli ipervenduti

Come le altre borse europee, anche Piazza Affari ha beneficiato di una volatilità tornata negli alvei dopo gli accordi di Ginevra fra Usa e Cina grazie a una tregua di 90 giorni sui dazi (che però non sono scesi a zero, nel frattempo). Il Ftse Mib veleggiava felice sopra quota 40.000, un livello che non vedeva dal 2007, fino a venerdì pomeriggio 23 maggio, quando il presidente Usa, Donald Trump, è tornato a imperversare con un post sul social Truth, minacciando l’Ue di introdurre dazi al 50% da inizio giugno se le trattative in corso non accelerano. Risultato: Ftse Mib -2% circa a 39.475 punti e forti vendite diffuse.

Peccato, perché l’indice principale di Piazza Affari aveva recuperato in un mese i livelli di quotazione antecedenti al Liberation Day proclamato da Trump il 2 aprile scorso, nonostante il sell-off in corso sui T bond Usa, le tensioni geopolitiche con Israele e quelle sui dazi fra Stati Uniti e Cina. Prima delle minacce all’Ue, la Commissione Europea aveva già rivisto al ribasso le stime di crescita 2025 per l’economia italiana allo 0,7% dall’1% previsto lo scorso novembre (0,6% la stima del governo), citando il peso dell’incertezza commerciale. Quest’ultima si è fatta sentire anche sulla stagione dei risultati trimestrali che ha mostrato una maggior cautela sullo scenario degli utili nel breve termine: le aspettative di crescita per l’eps (utile per azione) 2025 del Ftse Mib sono state riviste a -0,2% dal +4,6% stimato a inizio anno.

Comunque, il mercato azionario italiano continua a trattare a sconto rispetto alla propria media storica e all’EuroStoxx, ci sono azioni che scambiano vicino ai minimi del 2025 (si veda la tabella), nonostante offrano una capitalizzazione di mercato elevata, una crescita degli utili e un rendimento da dividendo molto allettante (Mfe A e Fila l’8% circa, Anima e Banca Profilo il 7% circa). Milano Finanza ha chiesto agli esperti quali di queste società, nonostante la recente sottoperformance, presentano solidi fondamentali e potenziali di rimbalzo interessanti.

Tre industriali di valore

Nell’elenco Gianmarco Bonacina, head of research di Banca Akros, punta su tre nomi meno condizionati dal tema delle politiche commerciali americane e confortati dai buoni dati di bilancio oltre che dall’interessante remunerazione offerta agli azionisti tramite dividendi e buyback. Una è Diasorin, coperta con un rating buy e un target price a 122 euro: la società, leader nel settore della diagnostica, è partita bene nel primo trimestre (ricavi ed ebitda in crescita, rispettivamente, dell’8% e del 10% anno su anno) e il management ha indicato che lancerà nuovi prodotti/tecnologie nei prossimi mesi, supportando la crescita futura. È un titolo difensivo, poco esposto al tema dazi (il business Usa è locale).

Anche Intercos (buy e target price a 17,5 euro), leader nel settore B2B della cosmetica, ha riportato una forte crescita nei primi tre mesi di quest’anno (fatturato ed ebitda in aumento, rispettivamente, del 13% e 41% annuale), confermando un outlook positivo per il 2025. «Una storia di crescita grazie alla capacità di innovazione a supporto dei big della cosmetica, all’espansione della gamma di prodotti e all’ingresso in nuove geografie», precisa Bonacina.

Terzo, Fila (buy e target price a 14 euro): l’azienda, che opera a livello globale con una gamma prodotti per l’arte e la creatività, «è una storia particolarmente value se si considera che la sola quota del 26% nella società Doms (quotata alla borsa indiana) spiega la quasi totalità della capitalizzazione di Fila che non considera, quindi, il pieno valore dei principali brand del gruppo: Giotto, Pacon, Canson, Arches…».

La cenerentola di Piazza Affari

Gabriel Debach, market analyst di eToro, cita solo un titolo fra i grandi esclusi dal recupero di borsa, ed è Campari. Il titolo oggi scambia a -57,6% dai massimi storici e -41% dai massimi a 52 settimane, con un total return da inizio anno negativo del -4%. Non è solo una questione di momentum secondo Debach: le valutazioni sono tornate sui minimi di lungo periodo. Il rapporto prezzo/utili atteso nei prossimi 12 mesi (Ntm) a 19 volte è sui livelli più bassi dell’ultimo decennio, con un multiplo (ev/ebit atteso a un anno) di 15 volte. Il primo trimestre ha mostrato una contrazione organica delle vendite del 4,2% ma, ragiona l’analista, il management ha chiarito che due terzi del calo sono legati a fattori temporanei come i ritardi logistici negli Usa. La guidance per il 2025 è stata confermata, pur con prudenza. I dazi Usa potrebbero pesare fino a 25 milioni di euro sull’ebit, ma sono già previsti nelle attese. E nel frattempo prosegue il lavoro di fondo: contenimento dei costi, razionalizzazione del portafoglio e basta m&a per ora.

Campari, sottolinea Debach, non è una scommessa di breve, ma una possibile storia di riposizionamento. I multipli compressi scontano già molte incertezze, mentre l’estate (stagione cruciale per il gruppo) potrebbe rimettere il titolo sotto i radar. Le vendite sul titolo non sono casuali, ragiona l’analista, con pressioni su diverse aree geografiche e un valzer di ceo. I multipli compressi riflettono le incertezze e ora, avverte Debach, servono execution, visibilità operativa e, soprattutto, segnali convincenti dagli Usa. Fino ad allora, il mercato continuerà a pretendere uno sconto. Tuttavia, per chi è disposto ad anticipare il ciclo e accettare un orizzonte meno tattico, Campari inizia a offrire un profilo di rischio/rendimento più interessante.

Le banche rimaste indietro

Tra le banche, in pieno risiko, un contesto in evoluzione che sta modificando gli assetti anche del segmento assicurativo e del wealth management, stupisce trovare il Credem (rendimento del dividendo al 6%), «una delle banche italiane con la qualità del credito più elevata e un coefficiente patrimoniale Cet1 tra i migliori del settore, con un modello di business incentrato su una clientela retail e piccole e medie imprese di alta qualità. Il settore è in grande fermento per numerose operazioni di acquisizione e fusione e anche Credem potrebbe beneficiare di questo sentiment positivo», suggerisce Vittorio Fumagalli, senior portfolio manager di Decalia Sim, notando a sua volta che Campari è in grande difficoltà da un anno e mezzo. Diversi problemi hanno penalizzato il titolo: il doppio cambio di ceo, il maltempo, l’incremento dei costi delle materie prime, l’acquisizione di Courvoisier con il Cognac in forte rallentamento, la riduzione del consumo di superalcolici tra i giovani, la minaccia dell’introduzione dei dazi, l’indebolimento del dollaro. Tuttavia, sottolinea anche Fumugalli, Campari rimane tra i player di più alta qualità del settore.

La terza scelta dell’esperto ricade su Garofalo Healthcare che ha sofferto per le preoccupazioni sul rallentamento delle gare pubbliche e per il potenziale impatto regolatorio nel settore sanitario italiano. Tuttavia, la qualità della società rimane elevata, sottolinea il gestore, dato che è attiva in segmenti ad alto margine come chirurgia, oncologia, riabilitazione e la posizione finanziaria è solida. Inoltre, l’invecchiamento della popolazione resta un driver importante per la crescita futura. Il titolo quota ben sotto i livelli medi storici in fatto di rapporto ev/ebitda del settore sanitario europeo.

Sette titoli a lungo termine

David Pascucci, analista di Xtb, ha da tempo una visione critica dei mercati, ritiene che continuiamo a trovarci di fronte a uno scenario molto complesso dal punto di vista tecnico, «con un decoupling tra la situazione tecnica in Europa e quella negli Usa. L’Ue infatti (prima dell’intervento di Trump su dazi al 50%, ndr) aggredisce i massimi storici, gli Usa così come il Giappone risultano ancora indietro nelle quotazioni seppur con performance importanti conseguite dai minimi di aprile».

Osservando il Ftse Mib, Pascucci nota come alcuni titoli ad alta capitalizzazione risultano ancora al di sotto dei livelli di novembre 2024, quando cioè Trump venne eletto presidente, come ad esempio Diasorin, Campari, Brembo, Erg. Titoli che soffrono dal punto di vista tecnico ma che potrebbero aver già prezzato uno scenario di rallentamento». Performance negative emergono anche su azioni con capitalizzazione inferiore, come per esempio Gvs, Mondadori, Comer, con variazioni al di sotto del -10% a partire da novembre del 2024. L’attenzione su questi titoli riguarda «ovviamente il grado di rischio attuale in quanto le tendenze risultano ribassiste», nota Pascucci, anche se le performance negative potrebbero di fatto «configurarne delle opportunità di lungo termine, soprattutto se l’ottica è quella del lunghissimo periodo con un classico portafoglio azionario che punta verso un certo numero di anni. Inoltre, la diversificazione in questo contesto potrebbe essere un’arma vincente oltre che una protezione ragionevole da eventuali rischi di mercato», conclude l’esperto. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO ILLIMITATO + MF GPT LIGHT
Accesso al sito, alle newsletter e il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + MF GPT PRO
Accesso al sito, alle newsletter e il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT

188,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)