L'effetto Fed è sfumato sui mercati europei già all'avvio delle contrattazioni di oggi. Gli indici del Vecchio continente hanno ripiegato infatti, dopo che si erano avvicinati ai livelli pre-conflitto, e così Milano perde in chiusura lo 0,66% a 24.124 punti. Fra gli altri listini: Londra +1,25%, Francoforte -0,3%, Parigi +0,5%. Wall Street prosegue invece la seduta con il Nasdaq in progresso dello 0,39%, l'S&P dello 0,45% e il Dow Jones dello 0,42%.
Il sentiment degli investitori è condizionato dalle incertezze sulle trattative tra Kiev e Mosca. Gli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra in Ucraina vanno avanti e domani vedranno come protagonisti il presidente statunitense, Joe Biden, e il suo omologo cinese, Xi Jinping, che si sentiranno per la prima volta dall'inizio del conflitto.
Torna a correre il prezzo del petrolio con il Brent salito a 106,77 dollari al barile (+9,22%) mentre il Wti supera 102 dollari al barile (+9,29%). Sale anche il prezzo del gas naturale europeo (+2,55% a 105,35 euro a megawattora). Sui mercati obbligazionari il rendimento del Treasury a 10 anni cala al 2,15%, mentre sale quello del Btp a 10 anni, all'1,905%, con lo spread in rialzo a 152 punti base, dopo che ieri la banca centrale americana ha deciso di aumentare il suo tasso d'interesse di 25 punti base, nel range 0,25-0,5%, in linea con le aspettative del mercato. Nel valutario il biglietto verde si indebolisce, con l'euro che sale sul dollaro tornando a quota 1,11 (+0,73%), mentre la moneta americana scivola dello 0,21% sullo yen giapponese a 118. (riproduzione riservata)